MEME PILLS

L’altra faccia di Wim Wenders: le polaroid del regista tedesco

«Semplicemente perché mi piace» è la risposta che Philip Winter dà a un ragazzino che gli ha appena chiesto per quale motivo stesse scattando una fotografia a un’anonima pompa di benzina. È questo il primo dialogo di Alice nelle città (1974) di Wim Wenders (Düsseldorf, 1945). Citando solamente frasi tratte da esso ci si potrebbe costruire un intero testo sulle polaroid del regista: come il protagonista del film, Wenders ha affermato di aver scattato «come un maniaco» per anni, e di aver spesso regalato le immagini prodotte.

Datate fra gli anni ’70 e ’80, a differenza delle fotografie di grande formato che ritraggono molteplici paesaggi antropizzati, con i quali Wenders ha già fatto conoscere il suo interesse per il mezzo, queste polaroid sono il frutto di una scelta più immediata. Utili a facilitare l’individuazione delle inquadrature ma anche a tenere memoria del luoghi e delle persone incontrate. Da un lato la necessità di un mezzo veloce e dal riscontro istantaneo, in grado di creare una sorta di taccuino; dall’altro i volti dei propri amici, dei compagni di viaggio, degli attori, le troupe al lavoro, i luoghi di passaggio attraversati nei lunghi spostamenti americani. Molteplici storie raccontate nel piccolo riquadro di carta fotosensibile.

Non si tratta a tutti gli effetti di una produzione visiva ‘primaria’, ma si sa che il mondo dell’arte è sempre in cerca di nuovi Re Mida, in grado di trasformare tutto ciò che viene toccato in oro. È per questo che ogni cosa che un grande genio – e su questo non c’è dubbio – produce, sembra riuscire a contenere quella scintilla di genialità che in questo caso è stata magistralmente espressa nei suoi film, dei quali le fotiografie ci forniscono un’interessante e affascinante retroscena.

Monica Poggi

(Le polaroids di Wim Wenders sono esposte nella mostra “Instant Stoeries” alla Photographers’ Gallery di Londra, fino a febbraio 2018)

© Wim Wenders
Courtesy Deutsches Filminstitut Frankfurt a.M.
Wim Wenders, Campbell Soups, New York, 1972
© Wim Wenders
Wim Wenders, American Sky, 1972
© Wim Wenders
By an unknown photographer, 1971
© Wim Wenders
Courtesy Wim Wenders Foundation
Wim Wenders
Self-portrait, 1975 (Autoritratto)
© Wim Wenders
Courtesy Wim Wenders Foundation
Wim Wenders
New York Parade, 1972 (Parata a New York)
© Wim Wenders
Courtesy Wim Wenders Foundation

About the author

Monica Poggi

Nata a Bologna nel 1991, laureata in Fotografia, si occupa di arte contemporanea, con particolare attenzione alle ricerche legate alla rappresentazione del conflitto e della sofferenza. È coordinatrice del progetto didattico Chippendale Studio. Ha un’innata tendenza all’elucubrazione.