Arte e Fotografia

VIDEOCITTÀ, prima Video Artweek italiana | Intervista a Damiana Leoni

Damiana Leoni è la curatrice della prima Video Artweek italiana, sezione dedicata alla videoarte all’interno della rassegna culturale Videocittà (in corso a Roma dal 19 al 28 ottobre 2018), che sta popolando la Città Eterna con una folta serie di eventi e iniziative diffuse sul territorio. Il progetto, organizzato da Lorena Stamo, ripercorre la storia di un linguaggio, dell’incontro tra arte e immagine in movimento, che da semplice documentazione diventa forma espressiva. Numerosi i soggetti coinvolti: musei, fondazioni, accademie straniere, gallerie e spazi non profit che partecipano con progetti ad hoc all’approfondimento che vede protagonista questo medium artistico. Oggi abbiamo il piacere di incontrare Damiana Leoni e scoprire più nei dettagli in che cosa consiste questa rassegna e perché rappresenta un’importante occasione per esplorare le potenzialità comunicative della videoarte.

Intervista a cura di Ginevra Ludovici 

Videocittà si presenta come un’invasione delle immagini in movimento nella città di Roma. Ci racconteresti un po’ di più di questa originale iniziativa? Com’è nata l’idea?
Videocittà è un progetto ideato da Francesco Rutelli, Presidente dell’ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali) e diretto da Tomaso Radaelli; è realizzato con il supporto di MiBAC, MISE-ICE, Roma Capitale, Regione Lazio, Camera di Commercio. Videocittà è un evento senza precedenti nella Capitale con una regia unitaria e tante declinazioni e opportunità, dalla moda al videomapping, occasioni per i giovani, fino alla Video Arte per citarne solo alcune.

Damiana Leoni_Coautrice Progetti Videoarte

L’interdisciplinarietà sembrerebbe essere la chiave di questa manifestazione. Come si inserisce la sezione sulla video arte rispetto alle altre proposte della rassegna? Qual è il suo rapporto con gli altri linguaggi artistici?
Con il programma di Video Arte abbiamo dato vita alla prima Video Art Week italiana. I numeri sono importanti: 25 locations, tra musei, accademie straniere, gallerie, fondazioni private e spazi no profit; più di 100 opere video; più di 60 artisti internazionali, attraversando continenti, pratiche, generazioni. Il dialogo con le altre discipline coinvolte in Videocittà è attivissimo, anche perché la Video Arte stessa è un linguaggio aperto che si presta a conversare con tutti i campi della vita e del sapere. Inoltre, nelle fasi precedenti all’opening del progetto le riunioni e i confronti tra tutti noi soggetti coinvolti sono stati innumerevoli. Anche nel programma di Video Arte stesso ci sono dei dialoghi interni con altri campi della creatività: penso a Ready, Steady, Play, la rassegna ideata dal festival Magic Lantern (26 ottobre, ex Planetario delle Terme di Diocleziano, dalle 20 alle 24) che mette insieme cultura pop, musica e video clip oppure Il corpo è un indumento sacro (26 ottobre, ex Planetario delle Terme di Diocleziano, dalle 18 alle 20), rassegna ideata da Beatrice Bulgari per In Between Art Film e a cura di Paola Ugolini, che presenterà opere realizzate da 9 artisti internazionali, da Masbedo e Lucy Harvey fino a Marinella Senatore, tra gli altri, che riflettono sul tema del corpo come dimensione fisica e mentale.

Shirin Neshat, Looking For Oum Kulthum, 2017

A quale tipo di pubblico si rivolge la rassegna?
A tutti. Agli appassionati, ai curiosi, agli art addicts, agli specialisti, agli operatori del settore, agli studenti, ai curiosi, ai passanti, alle mamme, agli anziani, ai bambini. Ad esempio il 21 ottobre al Maxxi si è tenuta la rassegna curata dalla Nomas Foundation KIZART che ha l’obiettivo di introdurre i bambini all’arte contemporanea. Ma il programma è talmente vasto che penso che chiunque potrà trovare qualcosa di interessante da vedere, esperire, scoprire e imparare.

Candice Breitz Sweat, 2018

Sulla base di quale criterio sono stati selezionati i lavori? Qual è l’obbiettivo della vostra proposta?
L’obiettivo era sicuramente quello di coinvolgere la città mettendo in campo proposte originali ed interessanti frutto della grande energia, qualità e competenza che gallerie, fondazioni, musei della Capitale infondono ai propri programmi culturali. Devo ringraziare moltissimo tutti coloro che stanno partecipando a Videocittà e che hanno risposto al nostro invito con grandissimo entusiasmo ed iniziative straordinarie. Poi abbiamo seguito idealmente dei fili conduttori: il film d’artista, portando in città due produzioni pazzesche, come quelle di Pierre Bismuth e Shirin Neshat, con il suo film realizzato in collaborazione con Shoja Azari (Looking for Oum Kulthum, 27 ottobre, 18,30, presso Auditorium Maxxi), oppure la storia della video arte, da Yoko Ono (Yoko Ono Film Festival presso lo Studio Stefania Miscetti) a Nam June Paik, fino alle originali rassegne che menzionavo sopra, o ad occasioni incredibili come la prima nazionale del film Sweat di Candice Breitz. O ancora produzioni nuovissime, entrambe del 2018, Charachters With Unknown Power di Rico Scagliola e Michael Meier (26 ottobre 18,30, Istituto Svizzero di Roma) e Macrocosmo di Tommaso Fagioli (25 ottobre ore 18, Fondazione Pastificio Cerere c/o RUFA – Rome University of Fine Arts).

Silvia Giambrone, Sotto Tiro, 2013

Un bilancio su questa prima edizione della Video Artweek italiana: qual è stata finora la risposta da parte del pubblico e della città rispetto all’iniziativa?
L’intero programma di Videocittà ha registrato 78.000 presenze solo il primo week end. A questo trend positivo partecipa naturalmente anche il programma di Video Arte che sta andando molto bene. Ma la Video Art Week è appena cominciata e ci sono ancora tantissimi appuntamenti da scoprire. Per maggiori informazioni sul programma di Videocittà: http://www.videocitta.com/

Ginevra Ludovici 

Immagine in copertina: Nam June Paik, Global Groove, 1973

About the author

Ginevra Ludovici

Amante dell’arte, in ogni sua forma. Ha studiato Economia e Management dell’Arte alla Bocconi e Storia dell’Arte alla Ca’ Foscari. Dopo aver viaggiato in giro per il mondo, lavorando in diverse istituzioni culturali, si è fermata nuovamente in Italia, questa volta a Venezia. Curatrice e ricercatrice freelance, sempre alla ricerca di bellezza, dovunque essa sia.

Nel rispetto della privacy raccogliamo dati statistici anonimi sulla navigazione mediante cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione acconsenti all’uso dei cookie. Info | Chiudi