Interviste

Valentina Marinelli, sentire prima di guardare

Quando nel lavoro di un artista la componente materica si congiunge a quella filosofico-concettuale, il risultato è una molteplicità di punti di vista e di sguardi. È il caso dell’opera di Valentina Marinelli, artista emergente nata a Prato nel 1991, che dopo una laurea in pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze decide di dedicarsi all’utilizzo della fotografia e della video arte. Prendendo la pittura come punto di riferimento per lei imprescindibile, il linguaggio di Valentina si evolve in situazioni dove il caso e l’inconscio diventano due dei momenti fondamentali della sua ricerca.

Intervista a cura di Cristiana Sorrentino

Osservando la serie di scatti #Inside/Outside, non si può che far riferimento a una tensione incessante tra due forze, a un tentativo di indagare il rapporto tra il reale e la percezione/rappresentazione di esso. Come percepisci questa dualità?

La dualità tra la realtà e la “mia realtà” è un rapporto fondamentale, inscindibile e in costante movimento. Il filo invisibile che c’è tra le due forze è chiaro, ma non penso che esse siano così in contrasto. Sono solo due forze che si rapportano tra loro. Con la fotografia sono riuscita a catturare, in pochi secondi, la realtà e la sua/mia percezione e penso che, alla fine, si tratti proprio di questo, ossia di cogliere in un attimo le sensazioni e le manifestazioni del corpo.

#insideoutside1687m Nelle tue fotografie il corpo occupa lo spazio fotografico e se ne appropria ma, allo stesso tempo, esso si presenta in maniera disgregata, sfumata. Come spiegheresti questa contrapposizione?

La figura umana è molto importante nel mio lavoro, ma non in termini figurativi. Nella fotografia il corpo umano è solo un mezzo. Il mio interesse va dentro, all’interno. I colori e i movimenti che escono fuori dalla fotografia non penso che siano una testa, un braccio o una gamba; penso che siano pensieri, sentimenti e vibrazioni. La figura umana esce dopo l’emozione.

Anima prima che corpo, dunque. Ma, proprio parlando di colori, qual è il rapporto tra essi e lo sfondo completamente bianco comune a tutti gli scatti?

Il fondo bianco è importante perché dà la possibilità ai colori di manifestarsi e mescolarsi. È come se facesse da sipario, da palcoscenico; che, poi, il bianco non è neanche un colore, ma assenza di colore. Appunto per questo, i colori, che sono vita, vibrazione e movimento hanno modo di creare e comunicare qualcosa.

#insideoutside2128s       #insideoutside2290cc

Non troppo diverso, almeno concettualmente, da #Inside/Outside è il video None – realizzato semplicemente con acqua e inchiostro – in cui, in maniera essenziale, si creano forme che transitano tra il voluto e il casuale, tra l’indotto e l’indeterminabile.

Come ti è venuta l’idea di utilizzare l’inchiostro?

L’idea è venuta per puro caso. Volevo realizzare un video in cui ci fosse sempre qualcosa di pittorico, ma non sapevo da dove cominciare. Poi, un giorno, stavo dipingendo con gli acquerelli e appena ho poggiato la punta del pennello sull’acqua, ho notato come il colore si muovesse e danzasse. L’ho trovato bellissimo, non riuscivo a smettere di guardarlo. Poi, nel video vero e proprio, ho utilizzato l’inchiostro per una questione più tecnica e fisica, poiché ha più consistenza nell’acqua.

 

None20s456     None

None è stato realizzato con uno smartphone in full hd. Come pensi che si siano evoluti gli strumenti per fare arte? Tu stessa sei passata, potremmo dire, dal pennello al cellulare.

Il cambiamento è fondamentale anche nell’arte. Non ci si può limitare, perché limitarsi è come stare sulla soglia di qualcosa; invece si deve provare a saltare e poi vedere cosa succede. È importante rischiare e mettere da parte gli studi classici e il pennello per parlare di qualcosa che sta accadendo ora, in questo momento. Non possiamo farci fermare o limitare da cosa utilizzare come intermediario. Una tela o uno schermo sono la stessa cosa: hanno entrambi quattro lati. Personalmente ho sentito il bisogno di sperimentare il più possibile e ho trovato gratificante realizzare video in questo modo.

None

Parlando delle fotografie, si faceva riferimento allo stato emotivo più che al dato fisico. C’è anche in questo lavoro un riferimento a qualcosa di extra-materiale?

È importante per me che la fotografia e il video seguano lo stesso filo conduttore o, meglio, lo stesso filo di emozioni. In entrambi, bisogna più sentire che guardare. È un lavoro sui sentimenti e gli stati d’animo. Io non cerco la perfezione ma il sentimento primordiale che è intrinseco nell’essere umano. I colori, l’inchiostro, i personaggi delle mie fotografie sono solo la metafora di tante piccole storie, di tante piccole vite e di tanti piccoli me e te nel mondo. Lo spettatore è messo in contatto diretto con queste immagini in movimento che lo suggestionano e lo pongono in relazione con il proprio Io interiore e l’inchiostro rappresenta un’astrazione di pensieri e di sentimenti, mutando e determinandosi come in un sorta di flusso incontrollato – come, talvolta, avviene nella natura stessa dell’essere umano. Alla fine, cerco di raccontare delle storie silenziose, poi sta all’anima di chi le guarda riuscire ad ascoltarle.

Cristiana Sorrentino

 

About the author

Cristiana Sorrentino

Cristiana Sorrentino vive a Firenze, dove ha conseguito la laurea in Dams e si è specializzata in Storia dell'arte e della Fotografia. Ha pubblicato articoli su mostre ed eventi e tenuto convegni su temi di arte contemporanea, cinema e fotografia.

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