Cinema e Teatro

Maraviglioso Boccaccio | Un Decameron dei giorni nostri

Le avventure del Decameron, l’opera arguta e scanzonata di Giovanni Boccaccio, riprendono vita nel film “Maraviglioso Boccaccio” , in sala dal 26 febbraio. Abbiamo incontrato il regista Paolo Taviani in occasione dell’anteprima fiorentina per farci raccontare qualche anticipazione su questa nuova pellicola che mette a confronto due generazioni di attori.

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Un gruppo di giovani in fuga da una Firenze devastata dalla peste si rifugia in una imponente magione nelle campagne circostanti. Desiderosi di mettere distanza, oltre che dal rischio del contagio, anche dal tedio e dalla preoccupazione, si improvvisano novellatori rievocando personaggi forse reali, o forse soltanto immaginati, e le loro vicende costellate da dolore, rinascita, amore, morte, generosità, gelosia e meschinità.

Maraviglioso Boccaccio è l’ultimo film diretto dai Fratelli Taviani (in sala dal 26 febbraio) poetico ed elegante affresco di un’epoca remota, ma dall’ambientazione sofisticata, che mette a confronto, in un’efficace connubio, due generazioni di giovani attori.

Paolo Taviani in occasione dell’anteprima fiorentina ha conversato con alcuni giornalisti raccontando le intenzioni, la poetica, ma anche i meravigliosi set di questa nuova e realmente coinvolgente pellicola.

P.T.: Abbiamo ritrovato una Toscana bellissima e quasi sconosciuta, anche ai nostri occhi che la osservano da tutta la vita. In un altro incontro con la stampa romana ci hanno fatto notare che abbiamo filmato dei luoghi talmente belli da sembrare finti (ride). La Toscana è un miracoloso incontro tra l’opera dell’uomo e la bellezza della natura.

Il film è girato in uno stile più silenzioso e bisbigliato che si discosta dal vostro abituale.

P.T.: Nel film ci sono dei momenti in cui è la messa in scena a parlare e questo non richiede molte altre spiegazioni; non è però la prima volta che ci affidiamo a questo stile, ad esempio in Sotto il segno dello scorpione (1969) c’erano moltissimi dialoghi di questo tipo: si trattava di un film provocatorio e sperimentale, fatto per coinvolgere lo spettatore e il suo vissuto. Maraviglioso Boccaccio ha anche molto in comune con Cesare deve morire nel quale in un momento doloroso i carcerati scoprono l’arte e per alcuni di loro diviene una vittoria nel buio che stanno vivendo. In questo nuovo film i ragazzi e le ragazze scelgono si consolarsi con l’arte e di condividere qualcosa per superare un brutto momento. È un sentimento che i due film hanno in comune.

Quali sono stati i luoghi delle riprese?

P.T: In Toscana ci siamo mossi fra Villa La Sfacciata di Scandicci, Pienza, Montepulciano, Pistoia e ovviamente Firenze. Nel Lazio siamo stati a Castello Odescalchi e Montecavallo, alla Abbazia di Sant’Andrea in Flumine e alla Basilica Benedettina di Sant’Elia.

Come è andato l’accostamento tra gli attori affermati protagonisti delle novelle e i giovani esordienti impegnati nei racconti?

P.T.: Abbiamo voluto che si creasse un’armonia fra le novelle e i novellatori, sottolineando la differenza narrativa anche attraverso la musica. Per i novellatori abbiamo usato melodie moderne ed elettroniche create dai nostri musicisti Giuliano Taviani e Carmelo Travia. Per le novelle invece ci siamo affidati a Puccini, Verdi, Rossini; c’è uno scatto narrativo diverso, più favolistico e volevamo che la musica lo assecondasse.

Quale è stato il processo alla base della scelta delle novelle da illustrare?

P.T.: Non ne abbiamo parlato molto prima che uscisse il film perché fosse una sorpresa per lo spettatore, senza farlo arrivare pronto al confronto con Boccaccio. Questo film è un organismo autonomo, non un’opera letteraria o l’illustrazione di un’opera letteraria. Giusto per anticiparne una però possiamo dire di aver scelto Calandrino in cerca dell’elitropia per mostrare come questo personaggio non sia semplicemente un babbeo, ma anche un piccolo borghese orrendo, un Mr Hyde che rivela una fortissima carica di odio e violenza nei confronti degli altri. Questi aspetti sono già accennati dal Decameron e mentre li mettevamo in scena ci hanno fatto pensare ad argomenti di grande attualità come la violenza sulle donne.

Durante la consegna del Pegaso d’Oro lo scorso 12 gennaio avevate anticipato che la figura della donna sarebbe stata uno degli aspetti centrali del film.

P.T.: Le donne sono protagoniste, in Boccaccio come in questo film. Sono loro che conducono le storie. Anche l’amore è protagonista: l’amore “amorale” concepito nella libertà e che trionfa sulla morte.

Caterina Liverani

About the author

Caterina Liverani

È fermamente convinta che la critica sia prima di tutto uno strumento al servizio del lettore e non un intrattenimento di chi scrive. Ritiene che nell’accostarsi a un film, qualunque esso sia, si debba sempre conservare la mente libera e il cuore aperto, perché un vero cinefilo non è mai uno snob.

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