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2° Giovedì del mese | Tutti vogliono le MILF (e i DILF)

Mom&Dad: i sogni erotici della contemporaneità. Ancora una volta manifestazione del complesso edipico? Nuova visione della femminilità e della virilità?

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MILF è l’acronimo nato negli anni Novanta, ma entrato nel comune slang soprattutto negli ultimi tempi, che sta a significare Mother I’d Like to Fuck. Con il termine MILF si designano quindi le mamme sessualmente appetibili, non più le massaie con vestitoni e bigodini, ma le quarantenni super palestrate dagli abiti succinti e possibilmente con il seno prorompente, come quello di una balia. Donne che spingono passeggini e che arrivano a prendere i bambini davanti alle scuole con il tacco 12, o semplicemente donne che hanno raggiunto l’età per essere madri, nella fascia 30-50.

Le Lolite sono dunque state spodestate, hanno ceduto il posto alle madri che, invece di aspettare che il marito approfitti del più rapido deterioramento del corpo femminile per rimpiazzarle con una più giovane, sono diventate avvenenti predatrici a caccia del perfetto Toy-boy. Toy-boy, ovvero uomo più giovane che potrebbe essere appunto il figlio della sua compagna. È da qui forse che nasce il DILF, perché con il Toy-boy si può anche procreare e contribuire alla formazione di una schiera di padri sempre meno in là con gli anni e più avvenenti. Sì, perché la donna fa i figli più tardi ma molti uomini diventano invece genitori quando sono ancora giovani, in forma, stilosi e tenerissimi con in braccio i loro bambini. Par condicio anche su questo fronte: accanto alle MILF ci sono i DILF – Dad I’d Like to Fuck –, i padri hipster del momento.

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Subito verrebbe da richiamare in causa il tanto caro e onnipresente complesso edipico. Eh sì, perché sicuramente un recondito desiderio incestuoso si nasconde dietro questi nuovi sogni erotici. Però, ciò che incuriosisce è la particolare idea di femminilità e di virilità sottesa ad essi. Se le madri sono diventate oggetto sessuale – al di là dei motivi psicoanalitici di freudiana memoria – è anche perché la donna, come ben sappiamo, si è emancipata dal ruolo di madre protettrice del focolare domestico. Non è più la donna che si dedica essenzialmente alla famiglia, che vive per i figli e che si prende cura del marito, ma è la donna lavoratrice, perlopiù in carriera, è la donna dedita alla forma fisica e alle cure estetiche, che non si veste più da signora ma come le ventenni.

Complementare a questa evoluzione della femminilità è il cambiamento che ha subìto anche la virilità. Gli uomini fascinosi e dalla profonda carica erotica non sono più i single spregiudicati, maschi alfa dediti agli affari e al potere, ma gli uomini che si sono fatti carico delle mansioni accantonate, o meno seguite, dalle donne. Sono gli uomini che cambiano i pannolini, che accompagnano i figli a scuola, che li portano ai giardini… Fa piacere vedere questa schiera di padri in luoghi che prima erano ginecei, padri ancora giovani o che comunque non hanno perso il loro fascino, ma anzi lo hanno acuito grazie alla maggiore sensibilità che li caratterizza.

Dunque la femminilità si veste di virilità, mentre la virilità acquista sembianze femminee. È la donna di potere quella che attrae, mentre l’uomo più delicato amplifica il proprio erotismo.

Ma tornando un attimo all’aspetto psicoanalitico, seguendo queste ultime considerazioni, sembra che alla base di tutto ciò ci sia una sorta di cortocircuito del complesso edipico. In realtà, viene da pensare che proprio il mancato soddisfacimento del legame incestuoso con la madre scateni il desiderio di ricercarlo altrove. Le madri emancipate e dedite a molte altre cose al di fuori della famiglia tendono a non instaurare più con i figli rapporti simbiotici, a non esaudire più ogni loro desiderio, a non accudirli con un amore esclusivo… e per questo spesso si è portati ad andare alla ricerca di un surrogato della figura materna.

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Quindi?! Forse davvero non se ne esce. Tutte le pulsioni sembrano riconducibili all’archetipico mito di Edipo o di Elettra. E intanto i ruoli si invertono, le madri fanno i padri e i padri fanno le madri mantenendo la delicatezza dei figli, nuove sembianze per ricreare comunque i soliti atavici meccanismi di rapporto.

Alessandra De Bianchi

About the author

Alessandra De Bianchi

Classe 1984, due figli maschi, un gatto, un marito e una laurea magistrale in Filosofia. Lavoro: scrittura e correzione testi su commissione come libera professionista, per chiunque ne abbia bisogno. In passato: galleria d’arte, casa editrice e ufficio stampa, collaborazioni come editor, organizzazione eventi e partecipazione come autrice al romanzo In territorio nemico, minimum fax 2013.

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