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Tutte le Britney Spears dagli anni ’60 a oggi

Britney Spears in versione Lolita mainstream. Britney Spears icona gay. Britney Spears con qualche chilo di troppo. La generazione Mtv, e quella della “Music television you control” ha collezionato una miriade di versioni della biondissima icona pop di fine millennio, protagonista tanto di  analisi socio-antropologiche quanto di colorite chiacchiere da bar. Ma se facciamo un balzo indietro ci rendiamo conto che quello che è stato definito il “fenomeno Britney” – fenomeno dalla potenza iconica devastante – ha dato delle avvisaglie di tutto rispetto, specialmente nel panorama pop di matrice statunitense. Andiamo a scoprire le illustri “antenate” di Britney Spears.

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Correva l’anno 1966. Il semplice fatto di essere la prima donna a posare davanti ad un obiettivo in minigonna, ha reso la “cigliuta” Twiggy Lawson un volto indelebile. Modella, attrice e cantante, Twiggy ha attraversato i sixties a grandi falcate raccogliendo attorno a sé l’adorazione delle adolescenti del tempo che, in barba a tutti i canoni che fino ad allora avevano esaltato le forme da pin-up, iniziavano ad esibire orgogliosamente ginocchia nude ed appuntite e pesanti passate di eyeliner corredate da ciglia finte. Non ci sono dubbi: la modella Twiggy è la nuova figura con cui confrontarsi.

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Arrivano gli anni ’70 e con loro Cher, solista e orfana di Sonny, icona che scardina  il mito della ragazza americana angelica, bionda e con gli occhi azzurri. Si tratta di una cantante, o meglio di un “mostro” da palcoscenico. Grazie alla popolarità acquisita in tv, Cherilin Sarkisian LaPierre– magrissima e alta – si impone come icona di una generazione con i suo pantaloni a zampa d’elefante, i top che lasciano scoperto l’ombelico e i lunghissimi capelli sciolti.

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«Le persone non sanno ancora quanto io sia brava, ma lo scopriranno presto. Nel giro di qualche anno tutti lo sapranno. Ho progettato di diventare una delle star più grandi di questo secolo». Era il 1983 e a pronunciare queste parole fu miss Luoise Veronica Ciccone, in un’intervista rilasciata al giornalista statunitense  J. Randy Taraborrelli. Mai intento fu più azzeccato. Madonna, senza bisogno di aggiungere altro, è l’artista femminile ad aver venduto di più nella storia della musica, con oltre 95 milioni di album negli Stati Uniti e 300 milioni di dischi in tutto il mondo. Ma non e’ tutto. Milioni di ragazzine hanno trascorso ore davanti allo specchio cercando di somigliare seppur lontanamente a miss Ciccone, a suon di calze strappate, di capelli cotonati e parzialmente biondi, di pizzi e di merletti.

Madonna

Arrivano poi gli anni 90. Madonna continua ad andare forte ma verso la fine del decennio due trecce bionde spuntano all’orizzonte e un paio di occhi ammiccano “hit me baby one more time”.  Se il docente di Estetica dell’Università degli Studi di Firenze Andrea Mecacci – nel suo libro “L’estetica del pop” – derubrica Britney Spears ad epifenomeno di Madonna, noi preferiamo godere delle mille sfaccettature che ci vengono alla mente quando sentiamo pronunciare il suo nome o quando distrattamente ci troviamo a canticchiare uno dei suoi pezzi: un po’ ragazza della classe accanto e un po’ Sleeping Girl di Liechtenstein.

Concludiamo con un’ultima, dovuta osservazione, spunto per future riflessioni: dopo Britney Spears, Miley Cyrus e Violetta – che sotto lo sguardo vigile di Disney Channel sono cresciute di pari passo con le loro fans – sono le nuove icone imposte alle giovani generazioni. Riusciranno a “bucare” come Britney Spears o sono ormai parte di un sistema sempre uguale a se stesso?

Lo scopriremo presto.

Alessandra Petrelli

 

About the author

Alessandra Petrelli

Giornalista pubblicista prestata da qualche anno come addetto stampa al mondo della comunicazione politica, si definisce "appassionatamente curiosa”. Web contributor per Memecult e per il blog della style coach Carla Gozzi, ha scritto anche per "L'Unità” e per l'edizione pratese de "Il Nuovo Corriere".

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