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Luisa Raffaelli | Tra sogni e tessuti extra urbani

L’artista torinese Luisa Raffaelli porta in scena a Verona le sue periferie oniriche, sospese tra gioco, inquietudine e visioni ibride.

Luisa Raffaelli Utopie Periferiche, La Città Nido, cm 64x40  cm c_a_ Courtesy La Giarina Arte Contemporanea

Le Utopie periferiche di Luisa Raffaelli si avviluppano attraverso le sale della Galleria La Giarina Arte Contemporanea come una giocosa ramificazione sospesa tra sogno e tessuti extra urbani, invitando il visitatore ad interrogarsi sulle complesse relazioni che intercorrono tra l’uomo e il suo ambiente.

L’artista torinese, laureata in Architettura, propone un universo ibrido in cui fotografia, video ed installazioni concorrono alla creazione di una periferia onirica che, lontana dalle asettiche razionalità urbane, vede le pulsioni vitali della natura alla ricerca di un nuovo rapporto dialogico, caratterizzato da una briosità non però priva di insidie, con l’essere umano e la sua realtà architettonica.

La mostra si apre con una serie di lavori fotografici, dall’emblematico titolo La città nido, in cui delle casette di legno per uccelli volano in un cielo plumbeo, al di sopra di un paesaggio suburbano. La Raffaelli in queste opere sembra omaggiare lavori cinematografici come Il mago di Oz di Victor Fleming e Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki, creando nell’osservatore un senso di leggerezza e libertà, ma anche di vaga inquietudine, che si estende poi mediante le sottili diramazioni in legno, come scarti di bricolage, che sembrano prolungare l’opera sulla parete, in un oltre carico di interrogativi.

Luisa Raffaelli Utopie Periferiche -installazione - Part Courtesy La Giarina Arte Contemporanea

Gli articolati intrecci di bricolage hanno poi modo di svilupparsi ulteriormente nelle sale adiacenti, con la creazione di vere e proprie architetture in miniatura, città utopiche che sintetizzano la necessità di una nuova commistione tra ambiente ed apparato urbano, in cui la figura umana si inserisce come apparizione fantasmatica, essenziale silhouette bianca o volto intagliato, privo di corpo, ridotto ad un semplice brusio ormai inoffensivo.

Luisa Raffaelli,Utopie Periferiche , La città Bosco, 2015, installazione Courtesy La Giarina Arte Contemporanea

La mostra si conclude al piano interrato con l’installazione La città bosco, in cui una serie di parallelepipedi di differenti dimensioni, raffiguranti dei nivei contorni di tronchi e rami d’albero, convergono nella formazione di una sorta di bosco o labirinto, in cui il visitatore sembra invitato ad addentrarsi per raggiungere la misteriosa figura femminile posta al suo termine, il cui volto celato dai candidi rami pare suggerirci di lasciar tacere, almeno per qualche attimo, la voce della ragione per farci guidare invece dall’antica saggezza della natura.

Luisa Raffaelli realizza così un universo carico di interrogativi e suggestioni che dalla parete si ramificano fino al nostro pensiero, in cui perdersi ed incantarsi sospesi tra sogno e visioni di un ibrido futuro, tra gioco ed inquietudine.

Allison Bersani

Verona, La Giarina Arte Contemporanea, Via Interrato Acqua Morta 82, fino al 20.06.2015, a cura di Michele Bramante

About the author

Allison Bersani

Allison nasce nel 1985 a Verona. Si laurea in Beni Culturali con una tesi intitolata “Il corpo nell’opera di Egon Schiele e Francis Bacon”.
Da sempre coltiva la passione per la scrittura che la porta a realizzare brevi racconti e a collaborare con riviste d'arte, come i.OVO, in veste di redattrice.

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