Arte e Fotografia

Terme Corallo di Livorno | Tra le pieghe del tempo

Il tempo sospeso dell’acqua, striature di colori al soffitto che evocano coralli, poetici i muri pieni di crepe e disegni degli anni trascorsi. Un insieme di giorni che ancora resistono, passato e presente tra fasci di luce e ombre.

Lo stabilimento livornese delle Acque della salute, detto anche terme del Corallo, fu realizzato nel 1904. Tanti anni di silenzio, un esempio di architettura liberty in mani private fino a quando, nel 2009, passa alla città. Poco è cambiato da allora, lo stabilimento rischia di perdersi, per un recupero conservativo servono molti soldi e, ad accendere un faro, al momento sono volontari di una piccola onlus.

Pino Pera, è il Presidente dell’Associazione Reset Livorno, è lui che mi fa da guida tra questi edifici che conservano una bellezza straordinaria. L’Associazione detiene, ad oggi, un patto di collaborazione con il comune, occupandosi di vigilanza e manutenzione del verde, in attesa che si possa, nel modo giusto, valorizzazione e non lasciar morire le Terme.

Passeggiando tra le arcate e le grandi stanze si ode il calpestio dei rami e delle foglie secche, si odono antiche attese, il suono dell’acqua e la tranquillità, quasi a chiedersi se tale bellezza fosse la stessa se questo posto fosse lucidato a dovere o ripulito per essere messo in bella mostra.

Nelle nostre città in fondo, spesso intorno a luoghi come questi,  troviamo barbarie architettoniche che sono uno schiaffo all’armonia dei nostri occhi.

E’una calda mattina d’estate, le prime dopo mesi trascorsi in casa a causa della pandemia, Pino mi accompagna in una visita intima e piena di racconti, per poter guardare angoli nascosti di questo meraviglioso stabilimento che, grazie alla sua precarietà, con un velo trasparente che lo copre dal tempo, è immortale nella sua imperfezione, emanando poesia.

L’esterno, le facciate dell’edificio, i suoi porticati, tutto si racconta nella piacevole solitudine del luogo. Lo stabilimento è formato da tre edifici collegati con portici colonnati semicircolari che si affacciano sul cortile verdeggiante.

Liberty tutto intorno, infissi di legno, motivi floreali, parapetto con rilievi di fiori, archi, una gradinata, porte e finestre spesso murate. All’interno si riesce ancora a vedere un fasto passato, colonne binate, lesene corinzie, affreschi che si mescolano a macchie di umidità e crepe. Un chiosco ancora intatto nel giardino dove si vendeva l’acqua al pubblico.

Un gioiello architettonico di quella che un tempo era la “Montecatini a mare” e aveva persino la sua linea tranviaria per raggiungere il centro storico e le terme. Tutto ha inizio nel 1854 quando viene scoperta un’ampolla d’acqua salata utile a curare i disturbi della digestione. Nascerà la società Acque della salute. Quattro tipi di acque per molteplici scopi curativi: Sovrana, Preziosa, Vittoria e Corallo.

La città di Livorno (importante porto e polo industriale) fu bombardata dal 1940. La proprietà fu anche di una famiglia di ebrei che, a causa delle leggi razziali, fu costretta a lasciarla e fu acquistata dagli americani per la produzione della Coca Cola dove, le terme, divennero luogo di deposito. Proprio alle spalle delle Terme Corallo, infatti, nacque uno dei primi stabilimenti della Coca Cola che per anni ha usato anche l’acquedotto comunale. Camminando tra le rovine si possono trovare molte testimonianze di vecchie lamiere e bottiglie datate di quel periodo.

Nel 1968 un incendio contribuì al disastro e alla compromissione di ogni cosa, distruggendo il salone centrale.

Solo nel 2000, lo stabilimento fu venduto al livornese Bottoni che cedette la parte storica al comune di Livorno.

 

Nel 2013 il parco viene messo in sicurezza e apre al pubblico. L’anno successivo iniziano i lavori sulle strutture ma terminano a causa di un nuovo incendio. A rovinare il tutto c’è anche un orribile cavalcavia che dal 1982 ne deturpa anche la visuale.

Ci sarà anche il Fai nel 2014 che con ben trentamila firme (settimo luogo in Italia) chiede che il complesso sia rimesso in sesto.

Fu presentato anche un progetto di riqualificazione, dove il complesso Termale si è aggiudicato ben due milioni di euro, con i quali verranno risistemati l’ala destra, il giardino storico e i torrioni con il cancello. Gli anni successivi hanno una solo direzione, l’inerzia.

Intanto, nel silenzio della città, tra la luce calda dell’estate, quella fresca dell’inverno che verrà, crepe di colori, capitelli e arcate, storie del tempo che fu, continueranno a resistere qui, chiedendo solo d’essere lasciati esistere, perché in fondo la bellezza, “nel momento in cui la si percepisce inizia a screpolarsi”, non resta che amarla e, in luoghi come questi, contemplarla.

Testo e foto di Maria Di Pietro 

Qui l’intero reportage https://www.mariadipietro.eu/tra_le_pieghe_del_tempo-s2943

About the author

Maria Di Pietro

Fotografa da sempre dedita al fotogiornalismo, appassionata di ogni forma d'arte, ama definirsi scrittrice d'immagini, perché il racconto è per lei insito nelle immagini che crea.
Sempre in viaggio con la sua scatola magica, trasforma presto la sua passione in una necessità che la spinge a un'assetata ricerca tra il reale e l´immaginario.
Anima libera da padroni continua a cercare quella fotografia volta al paesaggio e ai segni che l'uomo lascia, a quella bellezza visibile nell'essenziale della quotidianità dello sguardo.

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