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Stieg Larsson e i suoi best-best seller

Stieg Larsson è un campione in fatto di best seller, nonostante i suoi romanzi siano sempre molto corposi e composti in serie. Abbiamo cercato di capire perché la sua ultima trilogia letteraria, Millennium, fatta in gran parte di violenza e sadismo, abbia prodotto un altro successo mondiale, anche in versione cinematografica.

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La trilogia romanzesca Millennium, scritta da Stieg Larsson e prodotta in versione cinematografica prima in Svezia, dove è ambientata, e successivamente in America, appare una storia di sadica e crudele violenza, di innato e viscerale odio nei confronti delle donne, ma in realtà sarebbe riduttivo definirla esclusivamente come tale.

Nel romanzo, la rivista mensile da cui  prende il nome la trilogia, Millennium, si occupa di giornalismo d’inchiesta, d’indagini raccapriccianti su scandali sociali, economici e finanziari. Fanno da sfondo gli atroci e squallidi episodi di vita che molte persone sono costrette ad affrontare, narrati con una suspance crescente che lascia sulle spine il lettore, il quale è catturato dalla frenesia di leggere, pagina dopo pagina, come va a finire la storia. Ma, dietro omicidi, violenze sessuali, spionaggio, trafficking di donne e corruzione d’istituzioni pubbliche, s’intravedono anche sentimenti di affetto e senso di giustizia legale, sociale e morale.

Proprio quando sembra che la vita non abbia più un senso, quando viene meno la fiducia nelle persone care, come un padre o un fratello, perché si rivelano essere dei mostri, l’autore fa trapelare degli spiragli di luce. Ed è forse quella luce a cui ci si cerca di appigliare quando crolla ogni forma di etica e morale anche nella realtà che ci circonda. Ed è la stessa luce che l’autore pone su personaggi che fanno di tutto per rimanere nell’ombra, come la schiva ed introversa venticinquenne Lisbeth Salander.

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Assieme al brillante e curioso giornalista Mikael Blomkvist, questa intelligente e testarda ragazza, geniale per le sue capacità nascoste, è la vera protagonista del libro. Vittima di costrizioni ed ingiustizie legali, non si arrende di fronte agli abusi fisici e ai soprusi subiti sin da bambina, anzi, reagisce in maniera forte e coraggiosa, vincendo sul marcio che la circonda. In pochi sanno che è un hacker professionista, tutti la considerano una persona astiosa e problematica, che, per guadagnarsi da vivere, fa le fotocopie in una società che si occupa di sicurezza. Sfruttando le sue abilità nascoste, Lisbeth riesce a smascherare maniaci sessuali, assassini e pedofili, che prima di incontrarla l’avevano sempre scampata. Nonostante la sua chiusura col mondo esterno, riesce ad avere amici veri, pronti a mettersi in gioco pur di aiutarla e difenderla: continuano con insistenza e caparbietà a credere in lei, anche quando è sospettata di triplice omicidio.

Mikael e Lisbeth hanno un carattere diametralmente opposto, ma sono uniti da quella che diventerà una splendida amicizia. Sono accomunati dalla stessa insaziabile voglia di scoprire la verità che si cela dietro gli eventi: lui, in quanto giornalista, lo fa di mestiere, pubblicamente e ufficialmente; lei, in quanto hacker, lo fa di nascosto e spesso illegalmente. Un connubio perfetto, due facce della stessa medaglia di ricercatori del vero.

Millennium è un capolavoro ricco di dettagli agghiaccianti, dalle tristi storie di donne, che in alcuni casi non ce l’hanno fatta, ma che a volte sono riuscite a dare una dura lezione ai loro carnefici senza scrupoli. Il racconto è inventato ma ricordando Malala Yousafzai o Anna Politkovskaj, ci rendiamo conto che il maltrattamento delle donne è una dura realtà.

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Questa trilogia segna un vincente percorso da seguire nei meandri del bene e del male. Affinché la giustizia trionfi, occorre la collaborazione di tre diverse forze nel gioco degli eventi: la parte delle istituzioni, i giornalisti e – sembra suggerire Larsson – i geni dell’informatica. Anche se Lisbeth ed il suo amico Plague sono hacker blackhat, in questo romanzo diventano “i buoni” ed il lettore si schiera indiscutibilmente dalla loro parte. Non agiscono per far del male a persone innocenti e neppure soltanto per il loro tornaconto personale, ma per rendere giustizia, per smascherare gente crudele, corrotta e mentalmente malata.

Considerando il fine ultimo che li porta ad agire e non i mezzi illegali utilizzati, ci sentiamo davvero d’incriminare gli hacker quando riescono a salvare vite umane o approviamo machiavellicamente che il fine giustifica i mezzi?

Si può trovare la risposta nella lettura di questo romanzo, diventato un best seller oltre che per gli argomenti trattati, anche per lo sguardo con cui tratta temi all’avanguardia come la pirateria informatica.

Adelaide De Martino

 

About the author

Adelaide De Martino

Adelaide De Martino nasce nel 1979 a Napoli dove si laurea in Economia Internazionale. Vive a Roma e successivamente a Milano dove si dedica all'arte, organizzando mostre e scrivendo articoli sul suo blog www.artelaide.wordpress.com. Dal 2013 ha scritto anche per la rivista i.ovo e dal 2015 per memecult.

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