Arte e Fotografia

Shahzia Sikander al MAXXI di Roma, da non perdere

Fino al 15 Gennaio sarà possibile visitare al MAXXI di Roma la mostra “Ecstasy As Sublime, Heart As Vector” dell’artista Shahzia Sikander. Dopo l’enorme successo delle sue video-animazioni sui maxischermi di Times Square, quest’anno il MAXXI è il primo museo italiano a dedicare all’artista pakistano-americana un’intera retrospettiva, ripercorrendo il suo lavoro attraverso trenta lavori realizzati con linguaggi e media differenti.   

Disegni, miniature, video, installazioni e animazioni digitali. Questi alcuni dei diversi mezzi espressi utilizzati dall’artista per la sua mostra” Ecstasy As Sublime, Heart As Vector”, curata da Hou Hanru e Anne Palopoli ed in esposizione alla Galleria 5 del MAXXI a partire da questo Giugno. La mostra traccia il lavoro dell’artista dal 2000 fino ad oggi, rivelando l’evoluzione delle modalità creative e dell’immaginario della Sikander.

Shahzia Sikander, classe 1969, si laurea al National College of Arts di Lahore, dove entra in contatto con la tradizione della miniatura indo-persiana, a cui si dedica instancabilmente e che la porterà a vincere un borsa di studio alla prestigiosa Rhode Island School of Design negli Stati Uniti e, in seguito, al successo internazionale, contrassegnato dalle acquisizioni da parte di illustri musei fra cui il MoMA, il Whitney e il Guggenheim. Attraverso un attento processo di destrutturazione e rielaborazione della tecnica della miniatura, l’artista è riuscita a riaccendere l’interesse per questa disciplina tradizionale, rendendola a tutti gli effetti contemporanea. Esemplificativa di questo processo è l’opera semi-autobiografica The Scroll (1989-1990), presentata come tesi sperimentale a compimento del percorso di studi a Lahore, dove la Sikander rovescia le tipiche tematiche patriarcali del mezzo e vi inserisce elementi profondamente personali, illustrando la vita di una donna pakistana moderna.

Shahzia Sikander, Parallax (courtesy of MAXXI)
Shahzia Sikander, Parallax (courtesy of MAXXI)

Ma la miniatura rappresenta solo una modalità di espressione per l’artista, per la quale la sperimentazione di una varietà di linguaggi espressivi rappresenta una vera e propria necessità, come riportato nell’intervista con il direttore del MAXXI Hou Hanru:

“Come artista sento l’onere di riesaminare e reimmaginare le regole e sfidare la mia stessa conoscenza. Dopotutto la contemporaneità consiste con il mantenersi rilevanti mettendo in discussione lo status quo, non col restare aggrappati ai successi passati”.

Questo bisogno continuo di sfidarsi e di non rimanere attaccata alle proprie sicurezze, la spingono inoltre a trattare molteplici tematiche nella sua lunga carriera, caratterizzata dalla ricerca di una sfuggevole identità nel complesso e mutevole fluire del tempo e che comprende, dunque, anche una dimensione prettamente politica. Di fatti, la Sikander ha contribuito con le sue opere alla trattazione di complesse problematiche universali, tra cui i cambiamenti geopolitici, la condizione pre e post coloniale, le migrazioni, la nascita delle nazioni e il ruolo della religione.

Shahzia Sikander, Singing Sphere (courtesy of MAXXI)
Shahzia Sikander, Singing Sphere (courtesy of MAXXI)

“Il mio lavoro ha molte sfaccettature e una di esse può essere definita politica. Esplorare le idee che ruotano attorno all’autorità, la sua intrinseca legittimità, le gerarchie del potere e le percezioni di libertà personale e individualità è un tema che mi è sempre stato caro. L’autorità simbolica è porosa e muta costantemente. Nel mio lavoro il tempo è la nemesi definitiva dell’autorità.”

E proprio l’installazione video animata che apre la mostra, Parallax (2013) ha a che vedere con un discorso sul potere e sul suo complicato rapporto con la natura, riprendendo la storia dello stretto di Hormuz, punto di collegamento strategico tra il Golfo Persico, il Golfo di Oman e il Mar Arabico e da tempo al centro di diatribe internazionali. L’opera, realizzata per la Biennale di Sharjah e adattata agli spazi curvilinei del MAXXI, mette in luce la tecnica peculiare dell’artista, basata sull’animazione di disegni fatti a mano, che nel loro scomporsi e ricostituirsi accompagnano lo spettatore ad immergersi nell’ immaginario dell’artista.

La mostra si conclude con The Six Singing Spheres, una serie di disegni ad inchiostro e foglia d’oro creata appositamente per l’esposizione e un’installazione caratterizzata da una serie di disegni traslucidi che compongono una scultura, collocata di fronte alla vetrata della Galleria 5.

 

Shahzia Sikander, Echo, Wall Installation (courtesy of MAXXI)
Shahzia Sikander, Echo, Wall Installation (courtesy of MAXXI)

Coraggiosa, vivace e coinvolgente, la mostra di Shahzia Sikander è sicuramente uno degli appuntamenti da non perdere nel panorama dell’arte contemporanea italiano.

Ginevra Ludovici

About the author

Ginevra Ludovici

Ginevra Ludovici è curatrice e dottoranda di ricerca presso l’IMT School for Advanced Studies di Lucca. Laureata in Economia e Management e in Storia dell’Arte Contemporanea, è membro fondatore del collettivo curatoriale CampoBase. La sua ricerca verte su programmi di pedagogia radicale e processi di auto-istituzionalizzazione nell’ambito artistico.

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