Arte e Fotografia

Robert Mapplethorpe alla Galleria Corsini di Roma

Il 2019 segna il trentennale della morte di Robert Mapplethorpe (1946-1989), uno dei maestri della fotografia del Novecento, celebre per i suoi ritratti di personaggi famosi (come, ad esempio, Andy Warhol e Patty Smith) ma soprattutto per i suoi scatti senza filtri che ritraevano l’ambiente omosessuale della New York degli anni ’70 e ’80, di  cui lo stesso Mapplethorpe faceva parte.

Nelle iniziative poste a celebrare questo anniversario si inseriscono le mostre al Gugghenheim Museum di New York, quella al Museo Madre di Napoli e Robert Mapplethorpe, L’obiettivo sensibile che ha inaugurato giovedì 15 marzo presso la Galleria Corsini di Roma.

La mostra, in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York, è curata da Flaminia Gennari Santori e si inserisce in quella volontà di dialogo tra passato e presente che è elemento distintivo della direzione artistica del museo ormai dal 2017.

Le 45 fotografie in bianco e nero di Mapplethorpe si intersecano alle opere presenti nella Galleria, disposte secondo il gusto del cardinale Neri Maria Corsini (1685-1770), nipote di papa Clemente XII e creatore della collezione. I criteri settecenteschi di simmetria e euritmia, il gioco delle somiglianza, delle assonanze tematiche e dei cortocircuiti storici- nelle parole della curatrice- hanno guidato la collocazione delle fotografie della quadreria.

Robert Mapplethorpe, Poppy, 1988

Anche per Mapplethorpe la pratica collezionista era un’azione fondamentale della propria attività artistica, così come lo era per  il suo compagno Sam Wagstaff (1921-1987), storico dell’arte e curatore, appassionato di fotografia di ritratto e paesaggio, collazionatore di Nadar, Hill e Adamson.

L’accostamento delle fotografie segue a volte rimandi formali, come Winter Landscape (1979) accanto alle vedute di paesaggio dell’anticamera; altre volte serve a porre l’attenzione su pezzi poco noti della collezione, come i bronzetti sistemati sulle consolles, accanto ai quali sono collocati i quattro pezzi di Ajitto (1981); nella camera dell’Alcova invece, dove visse la ribelle Cristina di Svezia, troviamo Lisa Lyon, la culturista immortalata da Mapplethorpe in centinaia di fotografie, che modellava il suo corpo allo scopo di raggiungere un’ideale di bellezza che fosse sintesi del maschile e del femminile.

Robert Mapplethorpe – L’Obiettivo Sensibile – Foto di Alberto Novelli, Palazzo Corsini
Roma

Gli stessi principi di assonanze e differenze, di somiglianza e contrasto, hanno guidato Mapplethorpe nell’elaborazione della propria opera, realizzata quasi esclusivamente in studio e in bianco e nero, ossessionato dall’ambizione di creare un’estetica nuova, ha fuso nel suo lavoro pittura, scultura e fotografia imponendo forme e canoni classici in immagini altresì scandalose.

L’effetto è sorprendente e consente di osservare qualcosa di già visto con sguardo diverso, il dialogo tra antico e moderno si fa appassionato, consequenziale ma mai banale e allo spettatore si offrono le redini di un gioco di rimandi, accostamenti, sinestesie, divergenze, metafore, contrasti, profondamente stimolante.

“Guardo le cose come non sono mai state viste prima” diceva il fotografo. A lui questo gioco pericoloso di accostamenti sarebbe piaciuto parecchio.

Laura Carnemolla

About the author

Laura Carnemolla

Laura Carnemolla (Messina, 1981). Laureata a Viterbo in Conservazione dei Beni Culturali, si è specializzata con Master in Gestione dei Beni Culturali ed Eventi. Fino al 2014 ha lavorato sui set cinematografici all'interno del reparto fotografia. Vive a Roma, collabora stabilmente con Officine Fotografiche Roma.