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Riflessioni sulla libertà. Dalle rivolte in Cile all’emergenza Coronavirus in Italia

Caja De La Dignidad Felipe Araya M.

“IO STO PER RIPRENDERMI TUTTO ciò che vi ho dato e lo farò a poco a poco, nella speranza che voi sappiate far tesoro dell’avvertimento e che, tutti insieme, riusciate a cambiare il vostro modo di esistere”

Tashi il bambino che salverà il mondo, B. Benson

A cura di Sasvati Santamaria

Partendo dal lavoro dell’artista Felipe Araya M., attraverso la sua personale esperienza riguardo le proteste del popolo cileno e la condizione di allarme globale causata dal COVID-19, affronto qui un’analisi sulla caducità della libertà collettiva e individuale e sulle beffarde similitudini tra un regime neoliberista e il metodo di distanziamento sociale attuato in prevenzione alla pandemia. 

Stati d’animo, luoghi comuni, pensieri sparsi per aprire spunti di riflessione su uno stato di incertezza che accomuna l’Italia intera. In una percezione del tempo che sembra cristallizzato, ho sentito l’esigenza di ritmare il testo con i dati ufficiali forniti dalla Protezione Civile per non permettere mai alla mia mente di dimenticare che il tempo scorre nonostante tutto e che c’è stato un passato, c’è un presente e ci sarà un futuro.


Italia 30 gennaio 2020 — Identificato primo caso di COVID—19 

Italia 18 febbraio 2020 — Codogno: primo caso di trasmissione secondaria 

 Tra qualche settimana arriva a Palermo un artista da Santiago che il mio compagno ha invitato per il suo interessante lavoro di ricerca tra musica e memoria… Intanto in Cina si presenta l’ennesima epidemia… Ha un nome strano, coronavirus… ricorda qualcosa di importante, forte, indistruttibile… Un paio di casi anche in Italia… Speriamo che le persone non si facciano prendere dal panico e si presentino al concerto…


Felipe Araya è una delle persone più eclettiche che io abbia conosciuto in questi ultimi anni. Nato e residente a Santiago del Cile, designer, professore di design dello spazio pubblico presso l’Universidad Tecnológica Metropolitana di Santiago, con una passione per gli strumenti a percussione. Da questa stratificazione di conoscenze nasce “Caja de la Dignidad” (La Scatola della Dignità), un progetto che racconta la resistenza del popolo cileno in questi mesi che, nonostante la risposta violenta da parte dello Stato, non si piega alla paura e rimane intransigente sulla richiesta di riscrivere una Costituzione che rimane ancora oggi ancorata al vecchio modello dittatoriale di Pinochet. Le sommosse di questi mesi in Cile hanno attirato l’attenzione e l’ammirazione mondiale per il coraggio e la coesione sociale di questo popolo che ha visto un milione di persone, provenienti da ogni parte della Nazione, riunite in una manifestazione pacifica a Santiago il 25 ottobre 2019. 

Felipe Araya, da sempre politicamente impegnato, in questi mesi di scontri ha raccolto qualunque cosa mantenesse la memoria di quello che stava accadendo: oggetti, suoni, manifesti e piccoli depliant. Ogni frammento trovato, anche il più apparentemente insignificante, è stato catalogato e inserito in una valigetta (che ricorda molto una cassetta entomologica) e portato in giro per l’Europa.

Caja De La Dignidad Felipe Araya M.

Italia 27 febbraio 2020 — Bollettino della Protezione Civile

Sono 528 le persone contagiate dal nuovo coronavirus Sars-CoV-2 in Italia. Di queste, 14 persone sono decedute e 42 persone guarite.

Rispetto al bollettino delle ore 18 del 26 febbraio si è registrato un incremento del numero di persone contagiate di 128 unità.

I pazienti ricoverati con sintomi sono 159, 37 sono in terapia intensiva, mentre 278 si trovano in isolamento domiciliare.

Questi i dati ufficiali comunicati oggi nella conferenza delle ore 12 dal Commissario per l’emergenza della Protezione civile, Angelo Borrelli.

 Nelle singole Regioni il numero di contagiati è il seguente:

Lombardia: 305 (Incremento di +47 casi rispetto al bollettino del 26 febbraio – ore 18)

Veneto: 98 (Incremento di +27 casi rispetto al bollettino del 26 febbraio – ore 18)

Emilia Romagna: 97 (Incremento di + 50 casi rispetto al bollettino del 26 febbraio – ore 18)

Liguria: 11

Lazio: 3 (i 2 turisti cinesi e il ricercatore dimesso)

Marche: 3 (Incremento di +2 casi rispetto al bollettino del 26 febbraio – ore 18)

Piemonte: 3

Sicilia: 3

Campania: 2

Toscana: 2

Abruzzo:1

Provincia Autonoma di Bolzano: 1

Quando Felipe è arrivato a Palermo, il 27 febbraio 2020, il termine “epidemia” da coronavirus era ancora una parola che quasi ci faceva sorridere e si pensava che isolando il paese di Codogno, tutto si sarebbe risolto… Ma il virus, attraverso corridoi invisibili fatti di ignari viaggiatori, era già tra noi e da li a poco ci avrebbe tolto quasi tutte le nostre libertà. 


Quello a cui ci siamo trovati ad assistere non è stato solo un concerto ma anche un’installazione performativa che ci ha condotti in un viaggio che ha permesso ad ogni spettatore di percepire ciò che stava vivendo il popolo cileno. La prima riappropriazione dello spazio urbano per i cileni avviene attraverso l’azione di affiggere i manifesti che urlano un forte dissenso nazionale. Pertanto Kaoz (spazio culturale palermitano) è stato trasformato dall’artista occupando ogni parete libera con manifesti che raccontano la lotta di un popolo portato allo stremo e trasmettendo in filodiffusione le sue registrazioni durante gli scontri. Per sovrascrivere questa documentazione visiva e sonora Felipe utilizza, in modo non convenzionale, il cajon — tipico strumento peruviano — attraverso lo sfregamento, il raschiare, il far scivolare oggetti e materiali, che rimangono incisi sulla sua struttura in legno. Ogni segno sul cajon appare adesso come una cicatrice scalfita su un popolo dilaniato. Uno strumento tradizionale che si trasmuta nella pelle di un popolo che lotta per la libertà, logorato, ferito e violentato ma che, nonostante ciò, continua a suonare. 

cajon

Poi arriva il momento nel quale Felipe Araya apre la sua “Scatola della Dignità” e come se stesse scoperchiando il vaso di Pandora, ogni oggetto trasuda una storia di rabbia, violenza e resistenza. Un paio di occhiali con il vetro infranto, un bossolo di proiettile, una biglia, pezzi di selci utilizzati dai manifestanti per difendersi dagli attacchi dalle forze armate e l’acre odore del gas lacrimogeno…  Un odore, per me assolutamente nuovo, intriso di dolore e paura. In quella scatola finemente realizzata, ogni oggetto propaga l’urlo muto di un’intera popolazione. Più di 40 morti, oltre 1.500 feriti e un numero indefinito di casi di violazione dei diritti umani (torture, stupri, lesioni e mutilazioni). Numeri assolutamente approssimativi ai quali vanno aggiunti i continui arresti e sequestri. 

Caja De La Dignidad Felipe Araya M.

Felipe ci racconta dei militari per le strade, dei coprifuoco e, con una vena di orgoglio, ci narra di un popolo coeso, nonostante i tentativi dello Stato di frenare con la violenza le manifestazioni. 

Uno Stato governato da una ristretta élite di famiglie, tutte in qualche modo legate al vecchio regime instaurato nel 1973 e terminato nel 1990.

Piñera – il presidente miliardario eletto alla fine del 2017 con i voti della destra post-pinochetista e dei settori legati ai nostalgici del regime militare — fa parte di una nota famiglia cilena, da tempo attiva in politica (il padre era diplomatico ed è fratello di J. Piñera, economista e ministro del lavoro per A. Pinochet). Lo stesso Javier Iturriaga Del Campo, capo della difesa che ha imposto il coprifuoco, ha dei collegamenti familiari (nemmeno troppo lontani) che affondano i suoi rami nella storia più nera del paese: il padre è accusato di aver consegnato prigionieri ai centri di tortura durante la dittatura, mentre lo zio era nella polizia segreta di Pinochet. 

Caja De La Dignidad Felipe Araya M.

Italia 1 marzo 2020 — Bollettino della Protezione Civile

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del coronavirus sul territorio nazionale, al momento 1577 sono le persone che risultano positive al virus. 

Il numero di contagiati nelle singole Regioni è il seguente: 984 in Lombardia, 285 in Emilia-Romagna, 263 in Veneto, 49 in Piemonte, 25 Marche, 25 in Liguria, 17 in Campania, 13 in Toscana, 9 in Sicilia, 6 nel Lazio, 6 in Friuli Venezia Giulia, 5 in Abruzzo, 3 in Puglia, 2 in Umbria, 1 in Calabria e 1 nella Provincia autonoma di Bolzano. Le persone guarite sono 83.

Si inizia a spargere una preoccupante voce sulla possibilità che diventi tutta “zona rossa” e che si applichino delle misure di emergenza per far rispettare le regole del “distanziamento sociale”. Ma non era solo un’influenza? Iniziano le prime manifestazioni di razzismo verso qualunque individuo provenga dalla Cina o che abbia dei tratti somatici che lo facciano presupporre. L’ipotesi che Felipe non potesse rientrare a Santiago non era ancora nemmeno lontanamente immaginabile.


Ma come mai un Paese che ha registrato solo quest’anno una crescita del 2,5%, porta nel suo grembo un popolo assolutamente insoddisfatto? Perché il Cile è un’oasi di stabilità e un’isola felice solo per le ricche famiglie che lo governano; la maggioranza della popolazione, invece, vive in condizioni di miseria, afflitta da questa diseguale e contraddittoria redistribuzione della ricchezza.

Il popolo cileno, stanco di quasi trent’anni di dittatura prima e dell’ipocrisia di questo stato neoliberista che ha soltanto accresciuto il divario sociale, ha infatti alzato il livello delle proprie rivendicazioni, esprimendo il rifiuto di un intero modello di paese, quello che, come ha denunciato Andrés Figueroa Cornejo del Movimiento de los Pueblos y los Trabajadores, appare come «la caricatura del manuale del liberismo ortodosso più dottrinario», chiedendo la stesura di una nuova costituzione.

Felipe, tra entusiasmo e commozione, ci parla della possibilità di una riscrittura da parte del popolo dell’intera costituzione e di come potrebbe diventare un modello virtuoso per molte nazioni. Intanto, è atteso il referendum del 26 Aprile che permetterà alla popolazione di decidere o meno per l’adozione di una nuova Costituzione e definirà la conformazione dell’assemblea costituente (che potrà essere integrata per un 50% o un 100% da rappresentanti della società civile).

Improvvisazione con cajon Felipe Araya M.

Italia 5 marzo 2020 — Bollettino della Protezione Civile

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del nuovo Coronavirus sul territorio nazionale, al momento sono 3858 le persone che risultano contagiate, 3296 le persone che risultano attualmente positive al virus.

Le persone guarite sono 414.

I pazienti ricoverati con sintomi sono 1790, 351 sono in terapia intensiva, mentre 1165 si trovano in isolamento domiciliare.

I deceduti sono 148, questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

Felipe ci racconta la sua esperienza di vita. Nato durante il regime di Pinochet, ne ha visto la caduta e la rinascita attraverso una forma molto più subdola. Rifletto su come abbia fatto a superare tutto questo senza impazzire. Io non potrei vivere senza la mia rassicurante libertà… 

A Felipe iniziano ad annullare alcune date in Italia. Il coronavirus adesso riempie le prime pagine di ogni quotidiano… Dalla Cina all’Italia: e ora che non sono più i cinesi a contagiarci, con chi ce la prenderemo? I notiziari raccontano di turisti italiani rimandati indietro da diverse località in ogni parte del mondo… E se chiudono le frontiere? Incredibile, adesso siamo noi gli “infetti”…


Italia 8 marzo 2020 Festa della donna — Bollettino della Protezione Civile

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del nuovo Coronavirus sul territorio nazionale i casi totali sono 7375, al momento sono 6387 le persone che risultano positive al virus.

Le persone guarite sono 622.

I pazienti ricoverati con sintomi sono 3557, in terapia intensiva 650, mentre 2180 si trovano in isolamento domiciliare.

I deceduti sono 366, questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso

 L’Italia decreta “zona rossa” tutta la Lombardia e 14 province. Felipe ci racconta dell’appropriazione dello spazio pubblico da parte dell’esercito, della continua volontà da parte dello Stato di disperdere gli assembramenti di persone e del controllo coatto della popolazione. A Felipe annullano tutte le date italiane e il volo da Roma. Inizio ad avere timore… Io che non ho mai visto una rivoluzione… Io che non ho mai visto una guerra… Io che non ho mai visto un’epidemia… Io, figlia del consumismo e delle pigre comodità occidentali, continuo a pensare che andrà tutto bene…


Italia 11 marzo 2020 — L’Organizzazione mondiale della sanità dichiara il COVID-19 pandemia — Bollettino della Protezione Civile

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del nuovo Coronavirus sul territorio nazionale i casi totali sono 12.462, al momento sono 10.590 le persone che risultano positive al virus.

Le persone guarite sono 1.045.

I pazienti ricoverati con sintomi sono 5.838, in terapia intensiva 1.028, mentre 3.724 si trovano in isolamento domiciliare.

I deceduti sono 827, questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

La stessa sera il governo italiano emana un decreto che amplia le misure di distanziamento sociale in tutto il paese. Felipe riesce, con non poche difficoltà, a rientrare in Cile e anche lui adesso è in quarantena. Oggi, che ci avviciniamo ormai all’ingresso di aprile, in tutto il mondo ogni paese si adopera per evitare gli assembramenti e i racconti di Felipe risuonano nella mia testa. Diritto alla privacy, salvaguardia delle libertà individuali, responsabilità sociale, termini che per noi occidentali sono sempre stati una certezza inespugnabile. Il popolo cileno non potrà votare il suo meritato referendum il 26 aprile a causa del coronavirus. I cileni hanno lottato e continuano a lottare la loro “guerra”, alla quale adesso si aggiunge l’avanzata di questa pandemia. Anche noi italiani in questo momento stiamo lottando una guerra che ci tocca nel profondo, perché ci mette davanti a una condizione ambigua dove si ribaltano tutte le parti e si confonde il senso stesso di cosa è giusto o sbagliato. La natura si riprende i suoi spazi. La nostra casa da zona di comfort si è trasformata in una gabbia. Chiunque adesso può essere un soggetto pericoloso e adesso il pericolo non è più invisibile perché è l’essere umano: senza differenza di età, razza, sesso o ceto sociale. Quanto è semplice perdere la libertà? Quanto, in questo momento, la responsabilità sociale è importante? E quanto è importante la responsabilità dei governi e che effetti avranno le decisioni prese per il nostro futuro? Di una cosa sono certa:

 “Non torneremo alla normalità, perché quella normalità era il problema” 

cit. https://comune-info.net/il-cittadino-colpevole/?fbclid=IwAR1LkJS6QHS8pGU5KSK4rxM1bGI6UQ0JCVh8Y_8sY43uVuh7BBNnAsN8CFQ

Foto reperita dall’articolo citato

Sasvati Santamaria 


breve biografia:

FELIPE ARAYA M.

Attivo dal 1998, è interessato a nuovi utilizzi delle percussioni ed in particolar modo del Cajon. Suona da solo ma anche con gruppi di improvvisazione.

Attualmente sta lavorando a un progetto con Birgit Ulher (Réplica) che è stato pubblicato nella serie Scoriacon per la label Inexhaustible Editions. In Cile, collabora tra gli altri con Nicolás Carrasco, Santiago Astaburuaga e il chitarrista Tomás Gubbins, tra gli altri.

I suoi lavori sono stati pubblicati su CD, cassette e online ed ha presentato la sua ricerca in Cile, Argentina, Perù, Bolivia, Messico, Spagna, Regno Unito, Germania, Portogallo, Austria, Svizzera e nel 2020 arriva per la prima volta in Italia, iniziando il suo tour proprio da Palermo. 

link di approfondimento: https://felipearaya.org

siti di riferimento:

http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus

https://it.businessinsider.com/pandemia-o-epidemia-per-loms-e-la-banca-mondiale-non-e-una-questione-di-vittime-ma-di-soldi/

https://www.avvenire.it/economia/pagine/trigger-bond-pandemia

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/03/16/news/coronavirus-2470-nuovi-casi-oggi-in-italia-meno-contagi-di-ieri-1.38600808

https://www.exportplanning.com/it/magazine/article/2020/01/03/cile-proteste-disuguaglianza-peso/

https://www.exportplanning.com/it/magazine/article/2020/03/18/nuovi-rischi-sul-panorama-internazionale-pandemia-covid-19/

https://www.ilpost.it/2020/03/19/cile-posticipa-referendum-coronavirus/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/22/cile-chi-e-il-capo-della-difesa-che-ha-imposto-il-coprifuoco-padre-e-zio-erano-aguzzini-di-pinochet/5527181/

https://www.eldesconcierto.cl/2020/03/19/antropologos-repudian-limpieza-del-gobierno-en-plaza-de-la-dignidad-y-exigen-devolucion-de-esculturas/

https://ilmanifesto.it/i-pieni-e-solitari-poteri-del-capo-del-governo-extraordinem/?fbclid=IwAR0aAilJRqafa1FUpsYP4pDODitV1kV8VddlZ8A6nCvOMG1fSBsYN9CZYWI

https://www.exportplanning.com/it/magazine/article/2020/03/18/nuovi-rischi-sul-panorama-internazionale-pandemia-covid-19/

About the author

Sasvati Santamaria

Nasce il 18/02/1983, a Palermo. Frequenta L’Accademia di Belle Arti nella città nativa. Frequenta un Master allo IED in curatela, facendo la sua prima importante esperienza presso il concorso Talent Prize 2012. Cura diversi progetti, perseguendo sempre l’obiettivo di concentrare l’attenzione sulle pratiche sperimentali di giovani artisti.

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