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ri-RIP | Una mappatura delle vecchie cabine SIP

In occasione di Milano Photo Week 2017, il Moronauta e PUNTO sono lieti di invitarvi il 9 giugno a ri-RIPUna cabina del telefono sopravvissuta all’era digitale racconterà il progetto RIP e la ricerca artistica del MoronautaRIP riporta la mente ai tempi della defunta SIP e al ruolo, fisico e metafisico, che le sue cabine telefoniche hanno rivestito per decenni. Attraverso una serie di fotografie, il Moronauta ha documentato la ricontestualizzazione di un simbolico “frammento” di cabina della SIP esattamente nei luoghi di Milano in cui esse si trovavano tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ‘90 – gli anni d’oro del telefono pubblico.

In quei luoghi, scoperti grazie ad un Tuttocittà dell’epoca trovato per caso, il Moronauta ha anche portato alla luce, e documentato online, le tracce fisiche di quel periodo: chiostrine, basamenti in cemento, segni sull’asfalto, tombini – reperti pre-archeologici ignorati dai passanti tanto quanto lo sono le poche cabine ancora in vita. Il progetto, “al confine tra un’operazione di arte contemporanea e un’analisi di ricerca” , è stato presentato per la prima volta lo scorso Novembre all’interno della cabina SIP di via Venini, 18.

Il 9 giugno sarà la volta della cabina di Piazza Cavour, che ospiterà anche gli scatti delle nuove perlustrazioni fatte in vista di Milano Photo Week. Con RIP, la ricerca artistica del Moronauta si è concentrata sui concetti di curiosità e di pre-nostalgia“La curiosità è l’arma più forte”, dice lui stesso. “È una pratica liberatoria che insegna a uscire dalle proprie strutture mentali e dalla propria routine – cosa molto importante negli ambienti sociali.” “Per la sua imprevedibilità agli occhi del sistema, ogni animo curioso è un patrimonio di libertà da proteggere e con la mia pratica cerco di dimostrare che non è vero che si può essere abituati alla curiosità solo da bambini.”

La pre-nostalgia, termine coniato dal Moronauta, è invece intesa come la sensazione di mancanza che si può provare prima ancora di essersi distaccati fisicamente da un oggetto, un luogo o una persona. Può essere inaspettata o, come in questo caso, provocata. In questo caso la pre-nostalgia dovrebbe attivare un meccanismo che induce le persone a prendere coscienza delle poche cabine telefoniche ancora esistenti e a porsi autonomamente delle domande fondamentali riguardo i nostri effettivi bisogni, la narrativa della nostra esistenza, e soprattutto il valore dello spazio e del tempo che dedichiamo alla comunicazione nella nostra quotidianità.”

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