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Quando biologia e botanica incontrano l’arte | Performative Habitats

Dopo le tappe in Croazia, Palermo, Friuli, Tunisi, Roma e Vienna, il progetto si conclude in Finlandia nell’estate 2021 con una serie di appuntamenti tra arte, biologia e scienze naturali.

Si avvia alla conclusione Performative Habitats, il progetto di Egle Oddo realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo nell’ambito del programma Italian Council. Dopo le iniziative e le mostre in Croazia, a Palermo, a Cervignano del Friuli, a Tunisi, a Roma, e a Vienna,  Performative Habitats presenta una installazione e due performances in Finlandia. Il progetto di ricerca artistica, che ha avuto la durata di un anno, è a cura di Lori Adragna e si articola in più momenti creativi: il tutto sarà raccontato da una pubblicazione monografica realizzata in collaborazione con postmediabooks.

Con Performative Habitats biologia, botanica e scienze naturali incontrano i molteplici linguaggi delle discipline artistiche. In un momento storico come questo che vede il cambiamento climatico tra le emergenze primarie, l’artista, nata in Italia e residente in Finlandia, si prefigge l’obiettivo di riconvertire le pratiche quotidiane e stabilire nuove modalità di produzione che siano sostenibili per l’ambiente. Nel mese di giugno il progetto giunge al culmine alla XXV edizione del Mänttä Festival di Arti Visive, curato da Anna Ruth al Centro Esposizioni Pekilö ed esterni (Tehtaankatu 21, Mänttä FI). Per il festival Oddo ha realizzato un giardino evolutivo piantando semi locali di specie selvatiche e coltivate. Il giardino è stato attivato con una performance il giorno 12 giugno, performance che verrà ripetuta anche il giorno 21 agosto alle 15, e rimarrá disponibile come parte del demanio pubblico della città Mänttä per tre anni.

L’edizione XXV del festival focalizza sul tema “Errare è Umano”. Performative Habitats, spiega Egle Oddo sul catalogo della manifestazione, “è un progetto che crea una interazione tra organismi e luoghi apparentemente irrelati. Prendendo spunto da Möebius, definisco l’habitat attraverso l’insieme delle forme viventi presenti in un luogo specifico e le loro relazioni. Un habitat è un luogo identificabile e circoscritto in cui una popolazione definita di organismi vive e prospera. A seguito del tema proposto dalla curatrice del festival, ci sono diverse aree di errore disseminate consapevolmente all’interno del lavoro presentato a Mänttä. Tra i semi dormienti lì nel terreno ce ne sono alcuni che hanno ben poche possibilità di germogliare alle latitudini finlandesi, a meno che il clima non cambi anche più radicalmente di adesso. Questo atto sposta il giudizio sul come potrebbe manifestarsi l’errore, perché non possiamo prevedere se quei semi ora silenziosamente inerti diventeranno in futuro eroici pionieri vegetali. L’altra area di errore appare nella minaccia implicita che sembra essere attribuita alla forma evolutiva del giardino, e cioè si dá per scontato che le piante non debbano ibridarsi a piacimento, ma la loro vitalità debba essere controllata e guidata. È possibile creare una zona di autonomia per le piante così vicino a un’area urbana? o c’è una volontá implicita di normalizzare e correggere questa sorta di ibridazione spaziale che viene a turbare l’ordine dell’urbe? Potrebbe una performance che coinvolge un habitat (esseri umani inclusi) favorire una modalitá nuova che restituisca alle piante la loro autonomia?”.

Gran finale a settembre 2021 con la pubblicazione di un libro edito da postmediabooks che analizzerà le tematiche proposte dal progetto e vedrá il contributo di diversi filosofi, scienziati e curatori.

Performative Habitats prevede la collaborazione dei seguenti partners: galleria GMK, galleria Myymälä2, Mänttä Festival, Pixelache Helsinki, Dipartimento STEBICEF e Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Universitá di Palermo, CBBC – Centro di Biotecnologia di Borj Cedria. Nelle sedi specifiche il progetto si avvale della collaborazione con le seguenti curatrici: Lea Vene alla galleria GMK, Croazia; Basak Senova all’Università delle Arti Applicate di Vienna; Anna Ruth al Mänttä Festival, Finlandia.

Supportano il progetto: l’Italian Council (VIII edizione, 2020), programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo; the Arts Promotion Centre Finland; the Finnish Cultural Foundation; l’Istituto Italiano di Cultura di Helsinki; l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi.

Immagine di copertina: Egle Oddo, performance all’Orto Botanico di Roma. ph. Marina Paulenka

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