Arte e Fotografia

Pop-Up Building Milan: l’edificio pop-up di Daniel Gonzáles

Pop-Up Building Milan è l’intervento di Daniel Gonzáles che trasforma la facciata dello spazio milanese Marsèlleria Permanent Exhibition in un gigantesco libro pop-up. Ispirato alle architetture effimere barocche del Bernini, l’installazione sarà visibile sino a fine ottobre.

8

 

Sorprende ancora una volta Marsèlleria permanent exhibition, con un opera di Daniel González fuori dagli schemi. E più che fuori dagli schemi è fuori dagli spazi: le facciate della palazzina interne al cortile milanese sono ricoperte dall’installazione dell’artista argentino. Pop-Up Building Milan prosegue la serie di interventi Pop-Up realizzati da Gonzáles, il primo nel 2010 al Witte de With Festival di Rotterdam, in cui aveva ricoperto per 35 metri la facciata dell’Arminus Church e il secondo progetto Pop-Up Museum Disco Club per il fronte del El Museo del Barrio di New York, in occasione della Biennale di El Museo nel 2011.
Entrando nel cortile della Marsèlleria si viene come catapultati in un libro delle fiabe, il cartone che riveste le pareti dà vita a immagini e storie, forme in movimento: l’artista utilizza resina, nastro adesivo, fascette e motori elettrici: le sagome ritagliate e piegate secondo la tecnica del kirigami giapponese rompono la bidimensionalità del foglio e si inseriscono festosamente nello spazio circostante.

4

Un gioco che ci lascia col sorriso sulle labbra e il naso per aria a scoprire le architetture-icona di Milano, il Pirellone, le fabbriche di Lambrate, la Torre Velasca insieme con i paradossi di Escher e strutture impossibili. << Non c’è esistenzialismo qui >> ci tiene a sottolineare l’artista, solo una voglia genuina di stupire e divertirsi. Daniel Gonzáles nasce in Argentina nel 1963 e con i suoi connazionali (mi vengono in mente Damián Ortega, messicano, attualmente all’Hangar Bicocca con una personale, o Wilfredo Prieto, cubano, tra i primi) condivide l’interesse per il fare semplice, la predilezione per materiali di recupero e scarti appartenenti alla vita quotidiana. Il suo lavoro sfocia spesso in progetti pubblici, di grandi dimensioni, nella creazione di spazi surreali in cui l’abitudine a uno sguardo passivo viene sfidata e le convenzioni rimescolate.

11

Marsèlleria si presta perfettamente come contenitore – o forse in questo caso, come contenuto – per questo genere di riflessioni. Lo spazio, fondato nel 2009, si propone come multi-disciplinare, una piattaforma dove testare possibilità e limiti della cultura visiva globale e dei linguaggi artistici, in un’ottica di ampio coinvolgimento e libertà espressiva.
Questa volta, grazie a Daniel Gonzáles, si propone un gioco che è una narrazione, monumentale ma effimero come lo è il gesto di voltare pagina; una fiaba del quotidiano e della realtà cittadina che ci circonda e, forse, anche un invito a guardare la città con gli occhi un po’ più incantati di un bambino.

Giulia Meloni

112

 

About the author

Giulia Meloni

Nata a Cagliari nel 1990, migra a Roma dove studia progettazione e arti applicate; approda poi a Milano, specializzandosi in critica e curatela per l’arte.

Nel rispetto della privacy raccogliamo dati statistici anonimi sulla navigazione mediante cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione acconsenti all’uso dei cookie. Info | Chiudi