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Poetry Slam: Neil Hilborn e il Disturbo Ossessivo Compulsivo

Negli ultimi anni si è sentito parlare sempre di più del Poetry Slam, un nuovo modo di approcciarsi alla poesia sviluppatosi negli USA a partire dagli anni 80’ e introdotto in Italia nel 2011 grazie al lavoro di Lello Voce.  Il Poetry Slam è una competizione di poesia, in cui i partecipanti gareggiano fra loro leggendo i propri versi, che vengono valutati da una giuria di cinque elementi estratti a sorte tra il pubblico.

La forma innovativa dello slam, caratterizzata dalla presentazione di testi quasi recitati con una cadenza vibrante e serrata, si è caricata, negli anni, di un carattere rivoluzionario, ristrutturando i rapporti tra il poeta e il suo pubblico. Praticato in luoghi pubblici, questo genere di poesia contemporanea invita gli spettatori ad una partecipazione attiva, basata su una critica viva e dinamica delle esibizioni a cui si assiste.

La poesia, dunque, viene portata via dai suoi consueti luoghi di diffusione, adeguandosi ai nuovi contesti antropologici del terzo millennio, in virtù non della fama del poeta stesso, ma della collettività a cui fa riferimento, come scriveva ai suoi esordi, Marc Smith, l’operaio-poeta che inventò il Poetry Slam:

«La poesia non è fatta per glorificare il poeta, essa esiste per celebrare la comunità; il punto dello slam non sono i punti, il punto è la poesia».

In un video che sta circolando molto in rete si può assistere alla performance dello statunitense Neil Hilborn, vincitore del premio “College National Poetry Slam” nel 2011, che parla di un tema delicato, il disturbo ossessivo compulsivo (OCD in gergo americano) da cui è affetto e delle conseguenze di questa malattia sulla sua vita amorosa. L’esibizione, che ha avuto luogo durante le finali individuali del Rustbelt Regional Poetry Slam del 2013, mette in luce la peculiarità dello slam, ossia il forte legame fra scrittura e performance, che restituisce la drammaticità delle implicazioni della malattia in maniera estremamente coinvolgente.

Ginevra Ludovici

About the author

Ginevra Ludovici

Amante dell’arte, in ogni sua forma. Ha studiato Economia e Management dell’Arte alla Bocconi e Storia dell’Arte alla Ca’ Foscari. Dopo aver viaggiato in giro per il mondo, lavorando in diverse istituzioni culturali, si è fermata nuovamente in Italia, questa volta a Venezia. Curatrice e ricercatrice freelance, sempre alla ricerca di bellezza, dovunque essa sia.

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