Arte e Fotografia

Plautilla Nelli: la prima (dimenticata) pittrice donna

È cosa ormai certa che le donne non abbiano mai avuto nel corso dei secoli le stesse opportunità degli uomini. Tanto più nel mondo dell’arte. Le donne artiste sono state ignorate e per lo più rimaste nell’ombra fino alle Avanguardie, ma in realtà sono molti i nomi da ricordare. Quando si parla di arte si pensa ad un universo esclusivamente popolato da artisti, committenti, mecenati, collezionisti appartenenti al cosiddetto “sesso forte”.

 

La mostra in corso adesso alla Galleria degli Uffizi, nella Galleria delle Statue e delle Pitture, in cui viene presentata per la prima volta la figura e la carriera artistica di Plautilla Nelli (Firenze 1524 -1588), accende per la prima volta i riflettori proprio su questo tema e dà avvio a una rivalutazione di una categoria troppo spesso dimenticata. La storia dell’arte antica non è fatta solo di artisti uomini, ma anche di un nutrito numero di figure femminili, che sebbene siano state ostacolate e da sempre messe in disparte, hanno, soprattutto alcune, dimostrato grandi personalità e significative a volte anche eccezionali capacità artistiche.

Le donne, pur essendo quasi sempre relegate a ruoli secondari all’interno della società, a volte sono riuscite lo stesso ad esprimere le loro capacità. Molte sono le figure femminili la cui importanza fu riconosciuta quando ancora erano in vita, seppure sempre in modo minore rispetto ai loro colleghi uomini. Nomi importanti risuonano, tra tutti quello di Artemisia Gentileschi, ma anche Rosalba Carriera, Sofonisba Anguissola, Fede Galizia, Lavinia Fontana, Giovanna Garzoni, solo per citare le più famose delle artiste italiane. A chi volesse approfondire l’argomento consiglio la lettura di Anna Banti, Quando anche le donne si misero a dipingere e di Ann Sutherland Harris e Linda Nochlin  (1524 – 1588), Le grandi pittrici 1550-1950; ma soprattutto non deve perdere fino al 4 giugno 2017, la mostra su Suor Plautilla Nelli, una delle tante donne dimenticate dalla storia dell’arte, il cui recupero è stato reso possibile grazie a un’organizzazione statunitense, The Advancing Women Artists Foundation, che intende riscattare la sua memoria storica e le sue opere d’arte, spesso ingiustamente attribuite a uomini artisti.

Plautilla Nelli (attribuito), Santa Caterina da Siena, olio su rame Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture, Depositi

Tutto è iniziato una decina d’anni fa durante un soggiorno fiorentino di Jane Fortune, la fondatrice di AWA, che ha anche finanziato il restauro di 5 opere e di 2 manoscritti esposti in mostra, alcuni dei quali sono di nuova attribuzione, entrò in contatto con un libro sulla monaca cinquecentesca Plautilla Nelli, ed ebbe la possibilità di osservare le sue opere, rimanendone affascinata e constatando al tempo stesso il loro urgente bisogno di restauro. La fondazione, operativa a Firenze dal 2006, si dedica al restauro e all’esibizione dell’arte al femminile, conservata nei musei e nelle chiese della città di Firenze, ha già restaurato ben 21 opere di Suor Plautilla, contribuendo notevolmente alla riscoperta dell’artista e diffondendo la sua storia a Firenze e nel resto del mondo.

Plautilla Nelli è considerata la “prima pittrice fiorentina” le sue opere erano disseminate nei conventi e nelle dimore dei gentiluomini fiorentini. Citata addirittura da Giorgio Vasari, il quale scrive “avrebbe fatto cose meravigliose se, come fanno gl’uomini, avesse avuto commodo di studiare ed attendere al disegno e ritrarre cose vive e naturali”. Non potendo usufruire di alcun tipo di educazione artistica, fu soltanto copiando disegni e dipinti e usando corpi femminili come modello, che raggiunse la sua maturità artistica, riuscendo a dar vita a una fiorente bottega con numerose allieve.

Nata a Firenze, Polissena de’ Nelli, questo il suo nome prima dei voti, entrò all’età di quattordici anni nel Convento domenicano di Santa Caterina in Cafaggio, che si trovava in Piazza San Marco a Firenze, che era considerato uno dei più prestigiosi d’Italia, per le virtù delle suore artiste. Una monaca autodidatta quindi, che riuscì a imporre un suo stile e a dar vita tra le mura del convento a un piccolo, ma attivo laboratorio artistico e artigiano. Il convento aveva la valenza di una scuola d’arte, dove non si praticava solo la pittura, ma anche la miniatura. Nel monastero fiorentino la Nelli ricoprì la carica di Priora e fu a capo di una fiorente bottega artistica, grazie alla quale numerose consorelle sue discepole, contribuirono alla diffusione di immagini sacre, avvalendosi di una raffinata tecnica pittorica, da vere professioniste.

Plautilla Nelli (attribuito), Annunciazione, olio su tavola, Firenze, Musei Civici Fiorentini, Depositi

Intesa come parte integrante del lavoro quotidiano delle suore e approvato come regola di tutte le terziarie domenicane, la creazione di immagini sacre era valutata essenzialmente per la loro efficacia devozionale e non certo dal punto di vista dell’originalità dello stile o della composizione. Una bottega artistica a tutti gli effetti, testimoniata dal ritrovamento di una produzione seriale di opere religiose, la cui vendita fu fondamentale per la vita del Convento di Santa Caterina, all’indomani della riforma che riguardava i monasteri femminili, emanata dai decreti tridentini (1566), che proibiva la ricerca di beneficenze fuori delle mura conventuali.

Appartiene a Plautilla Nelli la realizzazione dell’ Ultima cena, l’unica opera conosciuta al mondo con questo tema dipinta da una artista donna in epoca non moderna.  L’opera, un tempo conservata nel refettorio di Santa Maria Novella, è attualmente in restauro e verrà esposta nel complesso di Santa Maria Novella nel 2018, in concomitanza dell’ampliamento del museo che ripristinerà l’unità dell’antica comunità domenicana.

La mostra agli Uffizi, curata da Fausta Navarro, studiosa della Nelli, vuole raccontare con l’esposizione dei dipinti e dei codici miniati, la straordinaria vitalità culturale di quel monastero femminile, e l’unicità del lavoro di questa artista donna fiorentina. Benché oggi il suo nome rimanga sconosciuto ai più, la Nelli godette di grande stima fra i suoi contemporanei, soprattutto per i dipinti con soggetti religiosi e per i quadretti votivi, che non avevano soltanto un valore spirituale e mistica, ma erano anche sinonimo di prestigio per chi li possedeva.

Va sottolineato anche che le opere di artiste donne ritracciate fino ad oggi nei musei e nelle chiese fiorentine sono più di 2.000 e sono una parte pressoché misconosciuta della storia dell’arte, che necessita di essere restituita al pubblico al più presto. Plautilla Nelli ha aperto la strada ad altre donne della sua epoca e ha goduto di un successo senza precedenti. La mostra intende dare una voce alle donne artiste del passato, che non hanno avuto la fortuna di avere una visibilità, oltre ad aprire la serie delle iniziative dedicate all’altra metà del cielo, che la Galleria degli Uffizi hanno in programma di realizzare ogni anno. Questo “altro” mondo dell’arte e della creatività è in attesa di essere riscoperto e finalmente conosciuto e apprezzato dal pubblico. Plautilla Nelli non sarà più tra le artiste ‘invisibili’ e rappresenta la prima tappa di questo percorso per portare alla luce dall’oblio e riscattare un passato silenzioso, ma non per questo meno significativo.

Cecilia Barbieri

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Cecilia Barbieri

Nata a Firenze, dove vive e lavora, ha conseguito la Laurea in Storia dell’Arte all’Università di Firenze. Ha lavorato nell’organizzazione di mostre ed eventi e ha curato nel corso degli anni diverse pubblicazioni di Storia dell’Arte e di Storia del territorio. Giornalista pubblicista collabora costantemente come freelance con diverse testate di settore.

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