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PHILOSOPHIX | Il rebus del Contemporaneo

Nel primo appuntamento della nuova rubrica dedicata alle pillole filosofiche in stile Memecult, Daniele Cantore, laureato in Epistemologia (o “Filosofia della Scienza”) parte da un quesito a noi tanto caro quanto sfuggente: cos’è il Contemporaneo? E cosa non è il Contemporaneo? Risolvere il rebus della contemporaneità è un esercizio difficile per tanti motivi. Prima ancora che per un problema di contenuto, per una questione di perimetro.

Jacques-Louis David – La morte di Socrate (1787), dettaglio
Jacques-Louis David – La morte di Socrate (1787), dettaglio.

Cosa non è il Contemporaneo? Già, perché, problema in più, le definizioni si rivelano per ciò che negano: un cerchio non si definisce per ciò che contiene ma per ciò che esclude. Detto in altre parole: non è mettendo la testa nella sabbia che si capisce com’è fatta la terra…

Contemporaneo (in latino cum + tempus-oris) è tutto ciò che “avviene nello stesso tempo” o che “appartiene all’età presente”. In altri termini, Contemporaneo è tutto ciò che ha a che fare con il qui e ora e, dunque, tutto ciò che non è passato o futuro. E qui le cose si complicano ulteriormente: ecco, infatti, emergere in tutta la sua magnificenza un altro problema tanto epico quanto antico: lo scontro biblico tra Uomo e Tempo in cui – risultato finale a parte – l’Uomo occupa il ruolo di Davide e il Tempo quello di Golia.

Davide vs Golia – ricostruzione storica (1)
Davide vs Golia – ricostruzione storica

Se è vero che il Tempo è, tra le altre cose, ripiegabile, come in teoria ci ha spiegato Einstein nel 1915 (Teoria della relatività generale) e come in pratica abbiamo iniziato a capire nel 2015 (prime osservazioni delle onde gravitazionali), è anche vero che non riusciamo né a manipolarlo né, ancor prima, a cogliere fino il fondo il confine e il significato del termine stesso: non ci basta sapere che è in relazione con lo Spazio e, dunque, in movimento; né ci basta sapere che può rallentare o accelerare, almeno relativamente. Intuiamo dunque che è qualcosa di fluido e sappiamo che ha il potere di trasformare le cose: ciononostante, nemmeno questo ci basta per placare la nostra sete di sapere quale sia l’attendibile definizione di Contemporaneo. Anche volendo partire da ciò che non è (che è già qualcosa), finiamo inevitabilmente col rimanere con una sensazione amara, intrappolati e insoddisfatti da ciò che non riusciamo ad afferrare, come quando cerchiamo di acchiappare l’aria con le mani…

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Albert Einstein – dichiarazione postuma

Dunque che fare con il rebus del Contemporaneo (o della contemporaneità) se non riusciamo innanzitutto a risolvere il problema del Tempo? Siamo legittimati a fare le cose sottosopra? Si può costruire una casa a partire dal tetto? Ingegneri e architetti probabilmente lo sconsiglierebbero. Eppure, seduti sul tetto del Tempo non possiamo fare a meno di osservare e osservarci nel cantiere di Babilonia, in costruzione perenne. È un’attrazione tanto irresistibile e irrisolvibile quanto necessaria e significativa. Sarà forse perché siamo tutti figli della cultura greca e nell’oscurità della notte, come Talete, siamo più attratti dal guardare le stelle, tetto del mondo, che il pozzo davanti a noi.

Daniele Cantore

About the author

Daniele Cantore

Daniele dimostra di essere molto avanti fin dalla nascita, anticipando il millennio di ben 16 anni. Nella vita, come tutti quelli che sanno di tutto pochissimo e di specifico niente, dispensa consigli richiesti e, all’occorrenza, anche non richiesti.

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