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Le pentole fiorite, la bellezza si crea in cucina | Intervista a Liana Castaldo

Bellezza ok. Ma a quale prezzo? La riflessione si fa interessante se si specifica fin da subito che non è di costi materiali che stiamo parlando, bensì di ciò che si cela dietro alle etichette dei prodotti entrati a far parte della beauty routine di ogni donna. Il mantra tanto caro alla nostra pelle recita “detergere, tonificare, idratare”. Ma non è questo il luogo in cui demonizzare i prodotti di laboratorio. Piuttosto è quello in cui si apre una finestra su una realtà che ha lo  stesso sapore rassicurante e gradevole dei vecchi rimedi della nonna rispolverati e messi a punto dall’autoproduzione di cosmetici di cui si parla nel blog “Le Pentole Fiorite”. Per saperne di più abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Liana “Lilli” Castaldo, che nel 2007 ha intrapreso l’avventura della cosmetica fai-da-te e che, in poco tempo, ha solleticato l’interesse della community di Facebook e di tutte quelle donne che desiderano trovare tempo per se stesse creando prodotti lontani dalle sintesi industriali.

Le-Pentole-Fiorite-230x300Alessandra Petrelli: Come nasce “Le Pentole Fiorite?”

Liana Castaldo: Dal diploma di perito chimico ho lentamente modificato il mio percorso originario e, dalla formazione

appresa tra i banconi di un laboratorio, sono approdata alle preparazioni cosmetiche naturali. La mission de “Le Pentole Fiorite” è iniziata con i tutorial e la produzione di creme passando per saponi, deodoranti, lucidalabbra, pomate, doposole, lozioni, gel, shampoo e da pochissimo anche detergenti liquidi.

A.P.: Come funziona, all’atto pratico, il vostro lavoro?

L.C.: Non vendiamo cosmetici bensì cerchiamo di invogliare ogni donna a farlo attraverso la trasmissione di tutorial, ricette e dritte. Inoltre, insieme alla mia collaboratrice Francesca Capriglione, sono impegnata nell’attività di formazione e diffusione di questo meraviglioso modello di sostenibilità. Dulcis in fundo, stiamo valutando una proposta per un progetto editoriale che desideravamo da tempo.

A.P.: Una domanda che può sembrare scontata. Perché hai intrapreso questo cammino sostenibile?

L.C.: Perché nessuna crema mi sembrava veramente efficace, a partire anche dal ragionamento del rapporto qualità prezzo. Mi chiedevo cosa mai potessero contenere quei prodotti costosissimi che si trovano in profumeria per giustificare un prezzo così elevato. Qui è arrivata la seconda fase, quella dello studio dell’etichettatura dei prodotti cosmetici. Si è aperto un nuovo mondo, governato dalla normativa europea, che mi ha aiutato a comprendere cosa effettivamente stavo acquistando. Dall’etichettatura alla decisione dell’autoproduzione il passo è stato brevissimo.

A.P.: E’ una sorta di missione divulgare l’uso di cosmetici naturali in una società in cui si è bombardati da messaggi pubblicitari che promettono miracoli a colpi di prodotti creati in laboratorio.

L.C.: Esatto. Come si scelgono i prodotti alimentari senza additivi e conservanti, si può scegliere di applicare un consumo critico anche all’uso dei cosmetici. Nel nord Europa, ormai da anni, sono moltissime le associazioni e i gruppi che producono direttamente cosmetici per sé, per le loro famiglie e per i loro amici. E poi lasciamelo dire, posso ridurre leggermente la mie rughe da sorrisi intorno agli occhi, ma non posso eliminarle completamente. Non si chiede questo ai cosmetici autoprodotti anche se la loro efficacia è veramente elevata.

A.P.: Come convinceresti qualcuno, in poche righe, che il cosmetico naturale è migliore ma soprattutto che non ha niente da invidiare al chimico?

L.C.: Il primo aspetto importante dell’autoproduzione cosmetica è l’incontro diretto con la natura, rappresentato proprio dalla totale assenza di additivi, conservanti, profumi solventi e derivati del petrolio. Inoltre garantisce un risparmio economico pari al 70% dei costi normalmente sostenuti per l’igiene personale e della casa. E poi con il fai-da-te si ha la possibilità di modificare la composizione dei cosmetici in base alle esigenze specifiche. Ho la pelle secca? Preparo una crema idratante. Mi sento un po’ giù? Preparo un sapone alla cannella. E via così… Bello vero?”

A.P.: Qualche dritta beauty da “Le Pentole Fiorite”?

L.C.: L’utilizzo di farine lavanti senza dubbio, soprattutto per chi ha la pelle

secca. E’ un modo diverso di detergere il corpo. Bastano due o tre manciate di farina di avena, un cucchiaino di miele, un cucchiaino di amido di riso o di mais, due cucchiai di olio di mandorle, due gocce del nostro olio essenziale preferito (consiglio di scegliere tra arancio dolce, lavanda, cannella o camomilla). Si amalgama bene il tutto sino a formare delle palline da strofinare sulla pelle bagnata. Rilasceranno un liquido lattiginoso in grado di detergere rispettando la pelle al punto che un volta terminata la doccia non ci sarà neppure bisogno della crema idrante.

A.P.: La ricetta primaverile più azzeccata.

L.C.: Sono molto affezionata al sapone mille fiori che riscopre in anticipo l’arrivo della primavera. Un sapone molto nutriente con profumazioni fresche ma con un richiamo al passato inverno e con un lieve effetto scrub dato dalla presenza dei petali di fiori come la lavanda, o di semi come quelli di papavero. La ricetta a breve sulla pagina Facebook de “Le Pentole Fiorite”!

Liana Castaldo è curatrice del blog “Le Pentole Fiorite. Vive a Pavia.

Alessandra Petrelli è giornalista freelance.

About the author

Alessandra Petrelli

Giornalista pubblicista prestata da qualche anno come addetto stampa al mondo della comunicazione politica, si definisce "appassionatamente curiosa”. Web contributor per Memecult e per il blog della style coach Carla Gozzi, ha scritto anche per "L'Unità” e per l'edizione pratese de "Il Nuovo Corriere".

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