Arte e Fotografia

Nathalie Djurberg & Hans Berg | Un mondo allucinato e allucinante

Nathalie Djurberg & Hans Berg Worship, 2016 Stop motion animation, video, music 08:26 min © Nathalie Djurberg & Hans Berg / Bildupphovsrätt 2018

Ecco a voi, signore e signori, la più ampia personale italiana dedicata al duo svedese Nathalie Djurberg & Hans Berg. Si tratta, in effetti, della seconda tappa del progetto “È come un viaggio nel fango e nella confusione con piccole boccate d’aria“, che coinvolge il Moderna Museet e la Schirn Kunsthalle Frankfurt, visitabile al Mart di Rovereto sino al 27 Gennaio 2019.

Nathalie Djurberg & Hans Berg, Dark Side of the Moon, 2017

Dietro un tendaggio candido si possono nascondere i peggiori incubi e le fanghiglie più viscide del nostro inconscio, anche se questa poltiglia abominevole può risultare iridescente e cangiante. Un arcobaleno precipitato in una parata di volatili caricaturali e immobili: The Parade, per l’appunto, un carnevale lugubre in multicolor, è il primo impatto con il mondo allucinato del duo Djurberg/Berg. Danza macabra perfetta di un tempo assoluto, senza presente, passato e futuro, coloratissimo e inquetante. C’era una volta… The Ghost song in cui Jim Morrison cantava: everything is broken up and dances

Nathalie Djurberg & Hans Berg, I Wasn’t Made to Play the Son, 2011

Danza accompagnata da una colonna sonora da brividi che invita ad alzare lo sguardo verso i brevi video in stop motion che inchiodano il pubblico al grottesco spettacolo dell’essere fatti a pezzi, dello sgorgare del colore da corpi sforbiciati, morsi, tagliuzzati, fatti a brandelli, ustionati. Ma torniamo indietro per un attimo. Il suono in questa sala è protagonista del divertente abominio messo in scena, tanto quanto la folla ornitologica e le favole nere proiettate alle pareti. D’altronde anche nella sala Cinema l’azzeccato commento musicale coniuga l’estetica parossistica da video musicale rap/hip-hop, già di per sé eccessiva, con sculture dall’evidente forma fallica sfavillanti di lustrini e diamanti che ruotano su se stesse.

Le relazioni di potere: sessuali, familiari, sociali in genere prendono le forme più agghiaccianti della favola nera. Sin dagli esordi, la Djurberg compone e soprattutto decompone la fisicità degli esseri viventi in una metamorfosi corrosiva e disgregante, come si può ben comprendere dalla selezione delle prime video animazioni dell’artista . Animali ed esseri umani si trasformano e si scompongono in un gioco ambiguo, insensato e tremendo. Come affermava Carmelo Bene, il gioco è serio, lo scherzo no. I bambini giocano, gli adulti scherzano. Ed ecco che l’atrocità del mondo infantile si affaccia sui nostri sguardi e ci vomita dentro tutto il suo arroventato e caustico immaginario.

Nathalie Djurberg & Hans Berg Turn into Me, 2008

Uniche note stonate: la decisione di installare i video che ripercorrono le prime esperienze dell’artista in una stanza buia che appesantisce inutilmente il carico già massimo delle proiezioni e la realtà virtuale del ultimo lavoro It will end in stars, tentativo scomposto di voler trasportare lo spettatore in un mondo visionario da incubo che si trasforma in una pacchiana passeggiata guidata che rovina la discesa nei più nascosti meandri della nostra mente e delle nostre viscere.

Fabrizio Ajello 

About the author

Fabrizio Ajello

Fabrizio Ajello si è laureato presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo, con una tesi in Storia dell’Arte Contemporanea.
Ha collaborato in passato attivamente con le riviste Music Line e Succoacido.net.
Dal 2005 ha lavorato al progetto di arte pubblica, Progetto Isole.
Nel 2008 fonda, insieme all'artista Christian Costa, il progetto di arte pubblica Spazi Docili, basato a Firenze, che in questi anni ha prodotto indagini sul territorio, interventi, workshop e talk presso istituzioni pubbliche e private, mostre e residenze artistiche.
Ha inoltre esposto in gallerie e musei italiani e internazionali e preso parte a diversi eventi quali: Berlin Biennale 7, Break 2.4 Festival a Ljubljana, in Slovenia, Synthetic Zero al BronxArtSpace di New York, Moving Sculpture In The Public Realm a Cardiff, Hosted in Athens ad Atene, The Entropy of Art a Wroclaw, in Polonia.
Insegna materie letterarie presso il Liceo Artistico di Porta Romana a Firenze.