Arte e Fotografia

Natalia Goncharova | Una vita all’avanguardia

Dopo Marina Abramovic, grande performer contemporanea, Palazzo Strozzi dedica a un’altra donna dell’arte, Natalia Goncharova, la mostra della stagione autunnale. La mostra dal titolo “Natalia Goncharova. Una vita all’avanguardia”, fino al 12 gennaio, a cura di Ludovica Sebregondi, Fondazione Palazzo Strozzi, Matthew Gale e Natalia Sidlina, realizzata in collaborazione con la Tate Modern di Londra, ma con alcune specificità rispetto alla mostra londinese.

«È selvaggia e selvatica, scriveva di lei la poetessa Marina Cvetaeva, dalla selvaggia che è in lei viene la gioia, dalla selvatica la timidezza». Nata nel 1881, austera e riservata, moglie di Mikhail Larionov (un sodalizio artistico che prosegue negli anni a Parigi, dove morirà nel 1962) la Goncharova è pittrice spregiudicata (sequestrati nel 1910 alcuni suoi nudi femminili esposti alla mostra «Società di Libera Estetica», tra cui «La dea della fertilità»), ma anche costumista, illustratrice, grafica, scenografa, decoratrice, stilista, attrice cinematografica, ballerina e artista performativa ante litteram.

«L’arte del mio Paese è incomparabilmente più profonda di tutto ciò che conosce l’Occidente», asseriva, pur accogliendo con sapienza sollecitazioni dell’arte europea tra ’800 e ’900. La mostra si concentra proprio sugli anni cruciali dell’affermazione internazionale, a seguito della partecipazione al Salon d’Automne di Parigi del 1906 e alla prima esibizione del gruppo Der Blaue Reiter, tenutasi a Monaco nel 1911.

Procedendo per sezioni tematiche, quali la mostra monografica del 1913, l’incontro col modernismo, la pittura religiosa, l’impegno nel teatro, si trova quella dedicata al soggiorno italiano (1916-17), dove entra in contatto con Marinetti e i maggiori intellettuali del tempo.


Tra i numerosi confronti proposti, da Gauguin a Matisse, da Derain a Picasso, vi è infatti quello con i futuristi italiani, tra cui gli studi per «Dinamismo di un ciclista» di Boccioni e il «Ciclista» della Goncharova. A quel momento si riferiscono due opere rare: «Gli Evangelisti», mai più esibito da allora, e «Il Salvatore», totalmente inedito, donato all’artista boema Rougena Zátková.

Palazzo Strozzi celebra Natalia Goncharova, straordinaria figura femminile dell’arte del Novecento, attraverso una grande mostra che ripercorre la sua vita controcorrente e la sua ricca e poliedrica produzione artistica a confronto con capolavori di artisti come Paul Gauguin, Henri Matisse, Pablo Picasso, Umberto Boccioni.

Prima figura femminile a imporsi nel panorama internazionale Natalia Goncharova ha vissuto per l’arte in maniera totale e anticonformista. Sfidando la morale dell’epoca è stata la prima donna in Russia a esporre dipinti raffiguranti nudi femminili. 

Ha partecipato e guidato provocatorie e audaci performance nelle strade di Mosca. Eroina dell’avanguardia russa, ha vissuto come esule a Parigi per continuare a lavorare senza costrizioni. Attraverso 130 opere – provenienti da collezioni internazionali come la Tate Modern di Londrala Galleria Tretyakov di Mosca e il Museo Statale Russo di San Pietroburgo – e un allestimento arricchito da video e fotografie d’epoca, la mostra permette di raccontare la straordinaria vivacità di un’ artista originale e innovativa, vera e propria enfant terrible dell’avanguardia. 

Attiva come pittrice, costumista, scenografa, illustratrice, stilista, ma anche come attrice, ballerina e performing artist ante litteram, Natalia ha creato una fusione potente di tradizione e innovazione sempre nel segno della sperimentazione di stili e tecniche diverse, unendo in maniera fortemente personale elementi iconici della tradizione russa e istanze dell’arte moderna occidentale.

Natalia Goncharova nata nella provincia di Tula nel 1881 e morta a Parigi nel 1962 è stata la prima donna artista dell’avanguardia russa a raggiungere una fama internazionale. Le sue opere sono state esposte nei più importanti eventi d’arte europei come il Blaue Reiter di Monaco, il Deutsche Erste Herbstsalon alla Galleria Der Sturm do Berlino e durante la rassegna post-impressionista di Londra. Natalia Goncharovascandalizzava il pubblico russo e a Mosca dove viveva e passeggiava nella zona più elegante della città con il volto e corpo dipinto riusciva a sorprendere e incuriosire. 

Era una sfida alla morale pubblica, Natalia fu la prima donna ad esporre dipinti con nudi femminili in Russia, fu accusata e processata nei tribunali del suo Paese. 

Per oltre 50 anni visse e lavorò insieme al suo compagno e amico artista Mikhail Larionov in maniera libera e anticonformista, si sposarono soltanto negli ultimi anni della sua vita per tutelare il loro lavoro. Una vera e propria eroina dell’avanguardia russa visse in esilio a Parigi dal 1919, una scelta che le permise di continuare a lavorare senza costrizioni.

Attraverso la sua arte ha creato una potente e originale fusione fra la tradizione e innovazione, fra Est e Ovest, il suo lavoro è diventato un esempio unico di stili artistici e di generi diversi. La Goncharova unì gli elementi iconici dell’arte popolare russa e della tradizione religiosa con l’arte moderna occidentale, iniziando dall’arte eroica della Prima Guerra Mondiale e del 1920 a Parigi, il “primitivismo” di Gauguin e i colori caleidoscopici di Matisse e la sperimentazione di Picasso con il Cubismo e il dinamismo dei Futuristi italiani, Boccioni e Balla.

La mostra di Palazzo Strozzi comprende 130 opere prestate dalle maggiori istituzioni internazionali e dalle collezioni come la Galleria Tretyakov, il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, la Tate, la National Gallery, la Estorick Collection e il Victoria e Albert Museum di Londra.

Oltre a importanti prestiti dal Museo del Novecento di Milano, il Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco e il Mart di Rovereto. La mostra conduce i visitatori in un viaggio da Mosca a Parigi e rivela la sorprendente energia e determinazione di questa pionieristica artista. I visitatori si sentiranno immersi nel mondo e nella creatività di Natalia Goncharova che mette in risalto il suo grande amore per i colori pastello e le bellissime illustrazioni dei libri da lei curati.

Una parte importante della creazione artistica della Goncharova sono i Balletti Russi che le diedero fama internazionale. Fu invitata a Parigi nel 1914 da Sergei Diaghilev e divenne un punto di riferimento nell’ambito dei costumi e disegni per il Coq d’or e Oiseau de feu. Nella mostra sono presenti le opere di pittura del primo periodo come L’autoritratto con i gigli gialli (1907-1908), i contadini che raccolgono le mele (1911), in origine di proprietà della famiglia Morozov, uno dei grandi collezionisti del 20° secolo, e poi “il raccolto” (1911) e gli scandalosi dipinti dei nudi, la cui prima esposizione le costò un processo per oscenità. 

Una sezione della mostra è dedicata ai lavori religiosi come i “ Quattro Evangelisti” (1911) che scioccò il pubblico di San Pietroburgo nel 1914 e le opere furono ritirate dalle autorità. In mostra si possono confrontare opere importanti di futuristi italiani come lo studio per Studio della città che sale di Boccioni e la velocità astratta – l’auto è passata di Giacomo Balla.

La combinazione degli studi del Dinamismo di un ciclista di Umberto Boccioni e il Ciclista della Goncharova che permetteranno ai visitatori di apprezzare le analogie e le differenze fra il Futurismo italiano e russo e il rapporto con Filippo Marinetti e con gli artisti con cui Natalia era in contatto a Roma fra il 1916 e 1917. 

Nella sezione dedicata a Natalia e a Mikhail ci sono opere come i Quattro Evangelisti e il Salvatore. La mostra dedicata a Natalia Goncharova è curata da Ludovica Sebregondi per la Fondazione Palazzo Strozzi e da Matthew Gale, responsabile delle Mostre, e da Natalia Sidilina, curatrice di arte internazionale della Tate Modern.

La mostra è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dalla Tate Modern di Londra, con Ateneum Art Museum di Helsinki, il sostegno del Comune di Firenze, della Regione Toscana e della Camera di Commercio di Firenze e con il contributo della Fondazione CR Firenze. 

Cecilia Barbieri 

About the author

Cecilia Barbieri

Nata a Firenze, dove vive e lavora, ha conseguito la Laurea in Storia dell’Arte all’Università di Firenze. Ha lavorato nell’organizzazione di mostre ed eventi e ha curato nel corso degli anni diverse pubblicazioni di Storia dell’Arte e di Storia del territorio. Giornalista pubblicista collabora costantemente come freelance con diverse testate di settore.

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