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MICHELANGELO CONSANI | Attraversò il campo di patate senza farsi alcun male

Alla Galleria ME Vannucci di Pistoia è in corso fino al 31 2021 luglio la mostra di Michelangelo Consani, Attraversò il campo di patate senza farsi alcun male, a cura di Pier Luigi Tazzi. 

L’immaginazione o quelle che vengono definite in antropologia arie fantasmatiche sono spesso lo spazio creativo di nascita di ogni contropotere.

Muovendosi tra le patate che invadono e pervadono lo spazio interno ed esterno della galleria Vannucci (patate vere, patate colorate, patate germogliate, patate in marmo e patate in bronzo), ci si accorge dell’ entità della ricerca, in cui ogni posizione non è mai casuale, ma una scelta consapevole, un atto responsabile. L’intera mostra è un progetto a se stante articolato su più piani ma coerenti fra loro come se fossero i diversi livelli di una stessa opera, tanti piccoli frammenti, titoli di film evocativi come haiku ma mai del tutto didascalici. La creatività insurrezionale è tale da raccontarci una storia altra rispetto alle forme di scrittura storica dominante, è una storia delicata, fatta di coccodrilli biografici e cicale che resistono ad ogni forma di urbanizzazione, trasformazione e abbandono. La mostra si trasforma in un’ unità egualitaria fatta di immagini, sculture, installazioni e suoni. Una pura formalità è il titolo della prima parte della mostra (dal film di Giuseppe Tornatore) in cui l’ambiguità del film in qualche modo si ripercuote anche negli spazi della galleria, in cui si guarda una cosa ma non sai mai realmente cosa si stia guardando, come le patate identiche fra loro ad un primo sguardo e poi invece completamente opposte, eros e tanathos.

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Ogni stanza della galleria è contraddistinta da un titolo che riprende quello di un film e che da il nome a ciascuna opera li presente. La scultura al centro della sala è un ritrovamento mutilato la cui storia si riscrive tramite quel filo rosso che non ne chiude la vista ma cambia il punto dello sguardo, riscrive tramite i cambiamenti di percezione, tramite quel rosso punctum di una storia passata.

In sottofondo la traccia di Singing in the rain in loop pervade lo spazio, crea un paradosso, ma ancora una volta si fa veicolo di immaginazione: un campo di patate su cui cade la pioggia e al cui interno si può udire anche il canto di una cicala da cui emerge quella libertà ciclica di resistenza.

Nel secondo spazio della galleria, Niente di nuovo sul fronte occidentale, sempre traendo il titolo da un film in un cortocircuito semantico di film, opera e spazio, sono collocate una serie di patate presentate sotto diverse forme e in modalità espositive diverse, alcune sono sparse nella sala altre sono custodite come reliquie sotto una cupola di vetro. Sono tutte uguali ma sono tutte diverse.

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Così lontano, così vicino, dal film di Wim Wenders del 1993, è l’ultima stanza nella quale troviamo un’installazione composta da un angelo in gesso con un’ala spezzata posto di fronte a una colonna in legno. E’ un angelo ferito che assume la stessa importanza verticale dell’asse di legno, uno di fronte all’altro come ad osservarsi scrupolosamente. Reinventando i significati si crea uno spazio fatto di liberi accordi, uno spazio anarchico.

Via Pier Luigi Ighina è il nome di una serie di patate dai colori dello spettro solare situate fuori dall’ingresso principale e sulla strada. Pier Luigi Ighina era uno scienziato che si occupava di studi magnetici e di psicofisica, noto per aver inventato la macchina della pioggia, ed è uno dei personaggi che interessano molto la ricerca e il pensiero di Consani. 2046 dal film del regista Wong Kar-wai è il titolo dello spazio esterno alla galleria che comprende anche un piccolo laboratorio di ceramica dalla cui porta si possono scorgere due zucche in ceramica. Ancora una volta il punto di osservazione, sebbene in questo caso costretto, libera le capacità dell’immaginario.

Francesca Biagini

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appuntamenti speciali

9 LUGLIO ore 18,00: Conversazione “Come collezionare arte contemporanea e vivere felici” con Nicola Maggi (Collezione da Tiffany), Michelangelo Consani (artista), Marco Barbieri (collezionista).

16 LUGLIO ore 16,00: Performance collettiva “Impressioni di luglio” del collettivo LO.RO

Immagine in copertina: MichelangeloConsani_Una_pura_formalit-à_GalleriaVannucci_ph.NicolaGnesi

 

About the author

Francesca Biagini

Curatrice indipendente,docente di evoluzione dei linguaggi visivi presso LaJetee Scuola di Visualstorytelling, assistente nel workshop per Fabbrica Europa “To be told”, ha collaborato a numerose mostre nella città di Firenze e all’estero, tra cui la mostra Urban Tracks presso il Vivaio del Malcantone con il collettivo artistico sloveno Brida.

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