MEME HIGHLIGHTS

Memecult ospita Romina Ressia

La tredicesima copertina di Memecult è dedicata a Romina Ressia conosciuta per la sua fotografia influenzata dall’arte classica e che gioca con dissonanze anacronistiche.

Come sarebbero stati oggi i ritratti del Settecento? Come sarebbero i supereroi se fossero realmente vissuti?

L’anacronismo è la chiave dei lavori fotografici di Romina Ressia: unisce elementi di un passato a cui si guarda con nostalgia con elementi del tutto moderni, come nella serie How Would Have Been? dove dame con abiti rinascimentali masticano chewing gum o giocano con aereoplani. Con Not about death invece prevale la dissonanza tra l’idea di immortalità dei supereroi e la realtà di come sarebbero oggi nella vita reale, sfatando quel mito di bellezza e onnipotenza con cui tutti siamo cresciuti. Qui Romina Ressia esplora “il nostro rapportarci al mondo reale, come individui, col bagaglio che ci portiamo dietro e che ci è stato inculcato da cartoni, fumetti e personaggi di finzione che appartengono alla nostra infanzia e come questi valori siano diventati parte della memoria collettiva”. La serie Ladies è quasi nostalgicamente disturbante nella contrapposizione tra la ricchezza borghese dei vestiti, del set e quella decadenza segnata dall’età, come il ritratto di una classe fuori tempo e fuori luogo che fatica ad abbandonare il fascino di un passato ricco e festante.

L’influenza dell’arte classica prevale in tutti i progetti di Romina Ressia ma solo per essere usata come tramite per rappresentare il modo con cui i cambiamenti del mondo si riflettono sulle persone. Classe ’81, nata in Argentina, appassionata d’arte sin da piccola, si avvicina definitivamente alla fotografia solo dopo i vent’anni. I suoi lavori sono stati esposti e conosciuti in tutto il mondo: Milano, New York, Buenos Aires, Edimburgo, Repubblica Ceca. Noi possiamo intanto vederli qui, sul suo sito, e suoi suoi canali instagram e facebook.

Sandra Branca 

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Sandra Branca

Delle parole amo la sintesi, il nonsense e le immagini.
Prima scrivo, poi faccio anche altro.