Arte e Fotografia

Martin Creed | Da Londra a BASE

Da non perdere questa bella opportunità che Base regala alla città di Firenze, di poter avvicinare e approfondire il lavoro di un artista contemporaneo di grande talento e varietà creativa, a conferma di come questo spazio si propone come aperto alla conoscenza degli aspetti più significativi dell’arte di oggi, italiana e internazionale, in una dialettica di segni e linguaggi che concorre a tenere aperto un confronto di idee sulla contemporaneità.

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La galleria “Base/Progetti per l’arte” ospita fino al 6 febbraio prossimo la personale dell’artista inglese Martin Creed (Wakefield, Inghilterra 1968). La mostra è stata appositamente concepita dall’artista per lo spazio non-profit voluto da un collettivo di artisti che lavorano per altri artisti, luogo unico per la pratica dell’arte in Italia. Il progetto è caratterizzato da differenti opere che fanno percepire lo spazio fisico allo stesso tempo espanso, compresso, dilatato e pieno. L’artista, che vive e lavora a Londra, dalla metà degli Anni Novanta ha realizzato opere che riescono a far convivere differenti discipline e a riattivare svariati medium, che vanno dalla scultura alla performance, dalla pittura astratta al ready-made, dall’installazione al concerto.

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In costante tensione verso la scoperta dei meccanismi dell’esistenza quotidiana e della relazione tra arte e realtà, l’artista britannico utilizza spesso materiali semplici e banali per costruire le sue opere, poi numerate progressivamente. Le forme geometriche o astratte, come gli environment o le installazioni, sono sempre per Martin Creed non il fine, bensì il mezzo per creare un dialogo con il contesto. Questo approccio è portato alle estreme conseguenze proprio nel progetto per BASE, soprattutto grazie alla presenza della scultura Work No. 1638 del 2013, a forma di ziggurat, composta da 5 longarine di ferro di misura decrescente, disposte una sopra l’altra.

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La scultura, posizionata al centro dello spazio, destabilizza la possibilità di una visione contemplativa delle singole opere, costringendo lo spettatore a vivere il luogo come un landscape composto da vari rumori di fondo. Inoltre, la scelta di non far coincidere l’inaugurazione con il giorno dell’apertura della mostra, è il modo da parte dell’artista di creare un tempo di attesa e di far riflettere sulla relazione che esiste oggi tra l’opera e l’evento, connesso alla sua presentazione nel mondo dei media, quello sociale e del sistema dell’arte, con l’intento di spostare l’attenzione sulla fruizione dell’opera d’arte in se, più che sull’evento e alla sua presentazione. La mostra è determinata anche dallo straordinario equilibrio con le altre opere: Work No. 920 del 2008 (wall painting), Work No. 672, FRIEND del 2007 (neon), Work No. 2199 del 2015 (painting), Work No. 1597, Laura del 2013 (painting), Work No. 2097 del 2014 (painting) e Work No. 921 del 2008 (wall painting).
 Le opere si distribuiscono nei due piccoli spazi della galleria, da sinistra a destra, come a seguire il perimetro, per evidenziare ma anche per rarefare i confini fisici della scatola architettonica in cui si manifestano.

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Creed nel 2012 ha trasformato l’opera che gli era stata commissionata per celebrare l’apertura delle Olimpiadi a Londra in una performance diffusa, invitando tutta la nazione a suonare le campane del paese per tre minuti in un momento specifico. Significativo, per spiegare anche il suo lavoro successivo, è l’intervento Work No. 227 (on-off) con cui nel 2001 Creed ha vinto il prestigioso Turner Prize. In quel caso le luci, che si accendevano e spegnevano in maniera reiterata all’interno di una sala della Tate Britain di Londra, portavano l’attenzione degli spettatori al contesto che  si trovavano ad attraversare, più che a rivolgerla ad un oggetto particolare.

Cecilia Baribieri

Photo credits: Cesare Dagliana

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About the author

Cecilia Barbieri

Nata a Firenze, dove vive e lavora, ha conseguito la Laurea in Storia dell’Arte all’Università di Firenze. Ha lavorato nell’organizzazione di mostre ed eventi e ha curato nel corso degli anni diverse pubblicazioni di Storia dell’Arte e di Storia del territorio. Giornalista pubblicista collabora costantemente come freelance con diverse testate di settore.

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