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I lunghi capelli dell’ambiguità | Parte seconda

Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riescire un fior di birbone”.

Giovanni Verga, Rosso Malpelo

Tiziano-Maddalena-penitente-1533-Palazzo-Pitti-Firenze.Ed eccoci di ritorno, nelle sale sontuose di celebri musei, intenti a scrutare chiome femminili, sapientemente dipinte secoli orsono. La volta scorsa abbiamo analizzato il significato iconografico ed antropologico che esse rivestono per tutte le “figlie di Eva”, la genitrice che, ancor vergine ed immune dal peccato, viveva nell’Eden, con i capelli disciolti e fluenti, prima di macchiarsi della grave colpa e trasformare sé e il suo genere in deprecabile soggetto di tentazione.

Masaccio-Crocifissione-particolare-1420-Museo-di-Capodimonte-NapoliOra ci accingiamo a soffermarci, nello specifico, sulla capigliatura che sfiora e cela le carni eburnee di una sola erede di Eva, una Donna sicuramente esistita, ma della quale, da quasi due millenni, ci sfugge un’identificazione precisa, poiché la circonda un fitto alone di mistero. Si tratta di Maria Maddalena, su cui, tutt’oggi, si dibatte e si scrive, non solo in ambienti dal tenore agiografico e teologico.

In verità vi dico: dovunque sarà predicato il Vangelo, nel mondo intero, sarà detto anche ciò che essa ha fatto, in ricordo di lei”.

Matteo 26, 13.

Guido-Cagnacci-Maddalena-sollevata-da-un-angelo-XVII-secolo-Palazzo-Pitti-FirenzeLa Santa di Magdala, infatti, è una figura che ha affascinato, per secoli, numerosi committenti ed artisti, che l’hanno inevitabilmente ritratta con le fattezze delle donne a loro note; ma sono mere ipotesi immaginifiche, non essendo giunta a noi nessuna immagine del suo vero volto.

Non possediamo un suo ritratto, né una scultura, né una statuetta lignea e neppure uno schizzo dal quale poter dedurre il colore dei capelli, degli occhi, della pelle. Tutto si è perso per sempre nelle ombre del tempo.

Le leggende la descrivono come una ricca prostituta. Ciò permette di dedurre che fosse molto avvenente: una donna brutta, butterata dal vaiolo, per esempio, non avrebbe avuto molta probabilità di accumulare fortuna. Perciò Maddalena doveva essere bella e relativamente giovane, forse ancora adolescente, quando trovò il suo posto nella Storia.

Giampietrino-Santa-Maria-Maddalena-Penitente-1510-1525-Accademia-Carrara-BergamoLa sua agiatezza poteva consentirle di circondarsi di servi e di commissionare ai clienti preziosi doni: stoffe acquistate dai bazar di Tiberiade, per gli abiti da giorno; tessuti di seta, ricamati con fili aurei, provenienti dall’Oriente, per gli abiti destinati al lavoro; gioielli tintinnanti di fattura egiziana, con i quali ricoprire braccia e dita; hennè per tingere i capelli e spezie importate dall’India.

L’evidenza della sua bellezza deve farci pensare. E’ un tratto eterno della Donna, erede di tutte le dee? E’ un simbolo nefasto dell’effimera seduzione del peccato? E’ un’allusione ad un’altra bellezza, interiore, non ancora rivelata?

Viene da lontano, Maddalena, più lontano della sua città di Magdala. Porta con sé tutta la stirpe di IsideAstarteIshtar  eArtemide , dee combattenti ed amorevoli, e tutta la corte delle sibille e delle pizie con i capelli sparsi e gli occhi stralunati, aperti sull’invisibile.

Tale bellezza ambivalente, che attrae e terrorizza in quanto dono divino ma anche cagione di peccato, sarà oggetto di intensa speculazione. Fin dal Medioevo, pertanto, la figura mitica della Santa subì una radicale trasformazione: dall’immagine di una dama ricca e appassionata, straziata dalla sofferenza quando crede il suo Signore morto, si giunse a quella di una donna spregevolmente corrotta che, pentitasi, si accanisce sul suo corpo macerato.

Carlo-Crivelli-Maria-Maddalena-particolare-1746-ca.-Amsterdam-RijksmuseumInfatti, sempre secondo quanto riportano le leggende, Maria Maddalena, dopo l’ascensione di Cristo, rinnegò la propria femminilità colpevole mortificando la propria carne con digiuni, veglie e preghiere ininterrotte. Durante tale vita eremitica la Donna non possedeva vesti, se si eccettua la coltre dei lunghissimi capelli.

Quindi, pur nella metamorfosi, l’attributo iconografico distintivo della santa resta invariato: ossia la sua chioma bionda dai riflessi dorati. E’ a causa di essa, grazie ad essa, che l’intera donna esiste.

Maria Maddalena è stata la patrona dei parrucchieri, fino alla fine del Medioevo. La connessione fra la peccatrice redenta e tali professionisti, probabilmente, non è solo dovuta alla celebre capigliatura di quest’ultima: il Talmud, uno dei principali testi sacri dell’ebraismo, contiene un riferimento alla Santa, denominandola “megadela neshaya,” che significa “acconciatrice di donne“. E’ stato asserito che, al tempo, tale appellativo fosse un eufemismo per definire una donna di cattiva reputazione, infatti, metaforicamente, colui (o colei) che intreccia i crini è colui che inganna, travia, svia.

Artemisia-Gentileschi-Conversione-della-Maddalena-1615-–-1616-Galleria-Palatina-di-Palazzo-Pitti-FirenzeGradualmente, fra il XVI e il XVII secolo, nell’ambito pittorico, i capelli di Maria Maddalena non furono più una semplice copertura della nudità, simile al miracoloso schermo chiomato che occultò le carni virginali di Agnese durante il suo ingresso nel Circo, né un segno di mortificazione: il loro non più scarmigliato, ma libero e sensuale muoversi, facendo trapelare un compiacimento erotico e carnale, trasformò l’assenza in presenza, celando, ma in realtà ostentando, il corpo nudo, in modo particolare i seni.

Resta da sottolineare un’ultima peculiarità iconografica dei capelli della Santa: il colore biondo-dorato.

Anthony-Frederick-Augustus-Sandys-Maria-Maddalena-1858-1860-Delaware-Art-Museum-WilmingtonCome è stato spesso notato, gli eroi, gli dei e le donne importanti dei poemi omerici sono definiti biondi, in quanto belli: lo sono Achille, Afrodite, Demetra,Menelao, Briseide, Meleagro, Agamede, Ermione, Elena, Penelope.Odisseo è l’unico bruno, ma l’abitudine a ritrarre gli eroi biondi è così radicata che, in due passi dell’Odissea, anch’egli è detto xanthòs.

Probabilmente la Donna originaria della Galilea non aveva capelli ramati, ma, nell’iconografia tradizionale, si fregia di essi in quanto tale colore per lungo tempo è stato associato al desiderio, al peccato, alla carne.

Si legge, infatti, in Isaia: “anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,/ diventeranno bianchi come neve. / Se fossero rossi come porpora, / diventeranno come lana”. Perfino Tertulliano, denunciando la civetteria femminile, affermò con veemenza: “Vedo che alcune donne mutano anche il colore dei propri capelli con lo zafferano. […] Cattivo, anzi pessimo presagio per loro quella testa color di fiamma”.

Concludendo, nel percorso figurativo che dal Medioevo conduce al Rinascimento, i capelli lunghi e sciolti, attributo peculiare di Eva ancor innocente nell’Eden, ritornano in Maddalena, per sancirne, ambiguamente, sia la riconquistata purezza, sia l’incontrollabile sensualità.

Emma Fenu

About the author

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen. Ogni quattro o cinque anni, la mia vita subisce una vera rivoluzione: mi trasferisco in un nuovo paese. Ho vissuto, in precedenza, in Medio Oriente, in luoghi di estremo interesse culturale e storico, che mi hanno permesso di sentirmi "cittadina del mondo".
Sono laureata in Lettere e Filosofia e ho conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione; insegno Lingua Italiana agli stranieri; tengo un Corso di Scrittura creativa; recensisco libri e intervisto scrittori; curo l'editing di saggi e romanzi; mi occupo di Storia delle Donne, di Letteratura e di Iconografia.

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