Arte e Fotografia

Luca Pignatelli a Firenze, tra antico e moderno

Luca Pignatelli torna a Firenze in un luogo d’eccezione: il Museo Bardini. Tra antico e moderno, la mostra Senza Data, a cura di Sergio Risaliti in collaborazione con la Galleria Poggiali propone una grande varietà di dipinti, anche di grandi dimensioni, su differenti supporti: ferro, teloni ferroviari, carta, pannelli di legno e soprattutto tappeti persiani di inizio ‘900. Nella maggior parte dei casi si tratta di materiali di scarto, danneggiati, lacerati, su cui l’artista dipinge la viva immagine di pezzi antichi strappati al silenzio e alla dimenticanza: busti greci o romani, statue di imperatori, teste di Venere. Ognuno di essi trova un posto privilegiato accanto ad un’opera della collezione antiquaria di Stefano Bardini, con cui dialoga in maniera talmente naturale, da rendere ancora più evidente l’essenza stessa della mostra e del lavoro di Pignatelli.

L’annullamento di un tempo prestabilito si ha proprio dalla compenetrazione di due esistenze: una fatta di immagini dipinte, opere d’arte ormai largamente accettate dal panorama culturale che fluttuano inconsapevoli al centro del supporto, e un’altra  fatta di materiali abbandonati che il tempo stesso ha reso inutili. “Senza Data” di riflesso, finiscono per apparirci inaspettatamente anche gli oggetti dal valore inestimabile della collezione permanente del museo Bardini. Come dice lo stesso artista: ”[…] il museo Bardini è un simbolo nel mondo di cosa significhi una raccolta capace di rappresentare una stratificazione di tempi ma anche di culture […]”

Queste immagini riformulano la nostra idea di tempo; esse abbandonano la loro peculiarità di oggetti del passato proprio tramite la rivisitazione che ne fa l’artista, il quale riesce a proporcele senza “definirle” bensì facendocele apparire come nuove. Il contrasto tra oggetto comune e oggetto prezioso, tra materiale di recupero e la bellezza classica, fredda, statica e atemporale di una statua: due attualità che si scontrano e si incontrano, unendosi al di là della storia.

Tutto si riunisce ed esprime l’estasi della possibilità, di un passato che torna presente, attualizzandosi in un’opera che ha tutta la profondità e la ricchezza di un incontro tra varie arti, tra più stili, tra diverse epoche, tra mondi distanti solo in superficie. E’ quindi proprio grazie a questo incontro di diversità che le opere sembrano perdere la loro caratteristica bidimensionale e acquistare una concretezza tridimensionale inattesa, aprendo davanti ai nostri occhi possibilità ignote, fatte di luoghi sconosciuti e animati da culture alla ricerca di un proprio posto all’interno del nostro immaginario.

Alessia Moschini

About the author

Alessia Moschini

Nata a Firenze, frequenta il corso di Storia e Tutela dei Beni Artistici presso la facoltà di Lettere e Filosofia. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove è attualmente iscritta al biennio di Arti Visive. Da sempre molto interessata all’arte contemporanea e agli artisti emergenti.

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