Arte e Fotografia

“Love is the message, the message is death”

Si è appena conclusa la mostra del video artist Arthur Jafa nella splendida cornice della chiesa sconsacrata di Sant’Andrea de Scaphis, da qualche anno sede romana della galleria newyorkese Gavin Brown Enterprise

Love is the messagge, the message is death è un inno di glorificazione del corpo nero. Andando nel dettaglio, è un’analisi attraverso immagini video del corpo in movimento tra le molteplici sfaccettature della questione razziale nella cultura americana.

Il progetto di Arthur Jafa si compone di un singolo video di 7 minuti in cui, attraverso l’espediente tecnico del  found footage, vengono giustapposte immagini che ripercorrono la storia della travagliata identità afroamericana. L’assimilazione consequenziale delle immagini – riassemblate sul nuovo supporto tramite un contrasto dialettico di opposti – viene meno dalla mancata (solo in apparenza) logicità degli accostamenti. Video amatoriali di violenze perpetrate nelle strade contrapposti a immagini storiche d’archivio, scene di sprezzante orgoglio seguite da atti di umiliazione, icone pop accostate a personaggi storici della modernità : il filo conduttore è la storia disconosciuta e repressa del popolo afroamericano che irrompe sullo schermo con rumorosa vitalità e smaccata fierezza.

La colonna sonora dell’intero video è la canzone di ispirazione gospel “Ultralight beam” del noto rapper Kanye West. L’audio dei frammenti video originali è omesso in nome di un’omogenia sonora che lega frangenti di realtà molto diversi l’uno dall’altro. Le sequenze di immagini che ripercorrono i capitoli bui della storia del popolo afroamericano, esaltano da un lato le figure che hanno dato voce alla rivolta razziale contro la supremazia bianca americana, e dall’altro mostrano i soprusi che ancora oggi si consumano in nome di un privilegio storico figlio del colonialismo.

Love is the message, the message is death rivela la questione razziale attraverso il movimento del corpo che passa dall’euforia dei balli scatenati alla disforia della privazione e della frustrazione. L’assemblaggio del video, a tratti schizofrenico, esalta una paradossale continuità di movimento che va dall’energia della danza alla rabbia della violenza.

Arthur Jafa asserì in un’intervista che fare musica è l’unico campo in cui una persona può essere nera senza essere marginale. L’immaginario dell’artista squarcia questo velo fatto di stereotipi sulla black music per mostrare al pubblico i veri corpi, costretti ogni giorno a combattere contro le ingiustizie di genere di un sistema impregnato di ideologia bianca.

Con un sillogismo aristotelico il titolo del video ci porta alla conclusione che love is death, l’amore è morto tra disillusione, rabbia e evidenza della violenza. Tuttavia il lavoro di Jafa è pregno di un senso di rivalsa auspicata e sentita che, ripetuta come un mantra nella canzone di Kanye West, “this is a God dream. This is everything”.

M. Maddalena Di Caprio

About the author

Maddalena Di Caprio

M. Maddalena Di Caprio, classe 1990, studia Comunicazione alla Sapienza di Roma.

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