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Ostinazione e impalpabilità della Poesia

La bellezza della quotidianità descritta da una prospettiva contemplativa: la poesie di Pierluigi Cappello raccolte in “Azzurro Elementare” indagano il particolare di ogni realtà, per mostrarne l’essenza invisibile e numinosa.

Pierluigi Cappello Azzurro elentare Bur Rizzoli 2013

E vivere è un minuscolo posto nel mondo dove stare in giardino (Pierluigi Cappello)

Azzurro elementare è il titolo dell’antologia con la quale Bur Rizzoli, nel 2013, ha deciso di riunire le principali raccolte poetiche del friulano Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 1967): Assetto di volo (2006) e Mandate a dire all’imperatore (2010), precedentemente edite da Crocetti.

Una copertina minimale e dai toni delicati – con una sedia, rivolta forse verso una finestra, che silenziosa riposa avvolta da sfumature rosa e celesti – si pone per il lettore come primo indizio di quella prospettiva contemplativa che caratterizza il poeta sin dalle sue prime opere, dell’inizio degli anni Novanta, fino alle più recenti, tutte qui raccolte in ordine cronologico.

Lo sguardo di Cappello sembra infatti posarsi sulla realtà che lo circonda indagandone con cura il particolare, per mostrarne l’essenza invisibile e numinosa.

Il dettaglio non si riduce così a mero dato fenomenico, ma si carica di significati nascosti ed inconoscibili alla ragione che però, attraverso il verso, si svelano come improvvisi bagliori: “Fuori il sole/ è fiorito sui rami, sorridente/ fra me che scrivo e la parola niente” (Il calabrone); o ancora: “Fuori nevica, sei tutto nel bianco della neve/ ogni segno nel candore una ferita/ e la campagna di là dai vetri è un corpo/ un breve sguardo che si fa pronuncia” (Bianco).

Pierluigi Cappello

Potremmo definire quello del poeta un occhio bambino che scruta con curiosità il mondo attorno a lui, scoprendo nella sua terra e nei volti che la popolano se stesso e quel sottile fil rouge che lega tutta l’umanità.

La poetica di Cappello trova infatti la sua identità in una radice profondamente friulana, in quello scarto tra l’ostinazione della pietra e l’impalpabilità del cielo in cui sembra però prendere corpo il più segreto Io del poeta, insieme all’intera storia dell’uomo: “La parte soleggiata di noi stessi/ non somiglia a questo prato d’agosto/ che vedi/ somiglia piuttosto a una pietra/ che il tempo abbia sepolta/ nel fondo profondo di noi”.

Pagina dopo pagina, si dischiude una poesia di gesti intimi ed essenziali che l’autore sembra quasi incidere sulla carta, in cui la scelta di ogni vocabolo è frutto di un lavoro meditato ed accurato che rende ogni verso simile ad una scultura: “Che ci sono finestre dove il sole/ si affaccia come non desiderato/ e azzurri che depongono/ la loro azzurra dolcezza;/ la speranza è nel gesto, papà,/ senza radice e puro/ dalla tua mano alla mia/ dalla mia mano alla tua/ lo splendore di un frutto maturo” (Casa di riposo, primo piano).

Azzurro elementare è un’antologia da assaporare con calma, (ri)scoprendo il piacere di soffermarsi lentamente su ogni singola parola, magari recitandola a voce alta, più volte, così da lasciarla penetrare e sedimentare nel nostro profondo, permettendole di illuminare con la sua luce d’infinito ogni singolo dettaglio delle nostre quotidianità.

Allison Bersani

Tutti i brani citati tra virgolette fanno parte di Pierluigi Cappello, Azzurro elementare, Bur Rizzoli, 2013.

About the author

Allison Bersani

Allison nasce nel 1985 a Verona. Si laurea in Beni Culturali con una tesi intitolata “Il corpo nell’opera di Egon Schiele e Francis Bacon”.
Da sempre coltiva la passione per la scrittura che la porta a realizzare brevi racconti e a collaborare con riviste d'arte, come i.OVO, in veste di redattrice.

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