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Lo Schermo dell’Arte XIV edizione | Da Matthew Barney a Shirin Neshat

 

L’appuntamento con il festival Lo Schermo dell’Arte per questo anno  si svolgerà in forma ibrida, in presenza a Firenze al Cinema La Compagnia, Manifattura Tabacchi e in altri luoghi dal 10 al 14 novembre, e in streaming, on demand fino al 21 novembre su Più Compagnia in collaborazione con MYMOVIES.IT. Si partirà il 10 novembre con il film Redoubt di Matthew Barney del 2019 in prima assoluta per l’Italia, per concludere con il lavoro Land of Dreams del 2021 di Shirin Neshat. Nei lavori di Barney il paesaggio, sia come ambientazione che come soggetto, è da sempre uno dei nodi tematici ricorrenti. In questo suo lungometraggio ambientato nell’Idaho, sui monti Sawtooth, i miti classici si confrontano con la relazione tra l’uomo e la natura. Nell’assenza di dialoghi, i protagonisti, nel tentativo di stabilire un loro posto nella natura selvaggia, comunicano attraverso gesti e coreografie per narrare una storia che si ispira liberamente al mito di Diana e Atteone. Mentre il film tagliente e ironico della Neshat ruota sull’ideale sogno americano, attraverso un cenismento dei sogni dei cittadini statunitensi, effutuato da Simin, un’immigrata iraniana. Un surreale affresco della società capitalistica con tutte le sue contraddizioni e speranze.

Sara Sadik, KHTOBTOGONE – 2021

Da non perdere il focus che quest’anno verrà dedicato all’artsita austriaco Oliver Laric, uno degli autori che lavorano con le immagini in movimento più conosciuti internazionalmente, le cui opere,  esplorano il consumo e la produzione di immagini nell’era di Internet attraverso l’animazione e la grafica 3D. Attraverso una riflessione che riconfigura il mito tra passato e presente Laric manipola contenuti e immaginari esistenti per generare ibridi che scardinano i comuni modelli di approccio al mondo dell’arte e della cultura popolare. Sarà presentata la sua produzione realizzata dal 2006 fino all’anteprima italiana del suo ultimo video Untitled (2020). L’artista sarà in conversazione con la storica dell’arte e curatrice Valentina Tanni. Nell’ambito poi del progetto VISIO. European
Programme on Artists’ Moving Images, arrivato alla sua 10a edizione, si terrà la mostra Thinking Beyond – Moving Images for a Post-Pandemic World, per il secondo anno alla Manifattura Tabacchi, in cui verranno presentati film, video e installazioni dei 12 artisti e artiste partecipanti a VISIO e un programma pubblico di eventi anche online. Verrà anche assegnato il VISIO Young Talent Acquisiton Prize (VII edizione) che prevede l’acquisizione di un’opera di uno degli partecipanti alla mostra da parte della Seven Gravity Collection, collezione privata italiana interamente dedicata alle opere video di artisti contemporanei.

Shirin Neshat, Land Of Dreams – 2021

Saranno poi presentate in anteprima mondiale le opere video dei vincitori del bando di produzione Artists’ Film Italia Recovery Fund, Roberto Fassone, Beatrice Favaretto e Caterina Erica Shanta, insieme al lavoro di Riccardo Giacconi, che ha avuto la sua anteprima il 2 settembre alle Giornate degli Autori/Notti Veneziane alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. In oltre tanti appuntamenti imperdibili come White Cube di Renzo Martens (2020) è il racconto della collaborazione tra l’artista e una cooperativa di lavoratori delle piantagioni di olio di palma in Congo che ha permesso di costruire un centro d’arte nei campi di un’ex piantagione gestita dalla multinazionale Unilever in quel paese, o In the Air Tonight (2020), realizzato durante il lockdown dall’artista statunitense Andrew Norman Wilson, e ancora Khtobtogone (2021) dell’artista francese di origine marocchina e algerina Sara Sadik è un film di animazione che racconta una storia di riscatto grazie all’amore di due giovani di Marsiglia appartenenti alla classe operaia della diaspora maghrebina, One Hundred Steps (2021) del duo di artisti e filmmaker Barbara Wagner e Benjamin de Burca, ambientato in due dimore storiche, oggi diventate case museo, animate da un gruppo di visitatori che performano musiche e danze della tradizione irlandese e nordafricana.

Christian Boltanski in una still del documentario di Alain Fleischer,J’ai retrouvé Christian B. – 2020

Non mancheranno i documentari, come ad esempio: J’ai retrouvé Christian B. di Alain Fleischer (2020) sull’artista Christian Boltanski, scomparso lo scorso luglio. Il film raccoglie numerosi materiali girati da Fleischer tra il 1969 e il 2019 per costruire un racconto su come si è sviluppata l’opera di Boltanski nei suoi cinquanta anni di attività; Feels Good Man (2020) di Arthur Jones vincitore del U.S. Documentary Special Jury Award for Emerging Filmmaker al Sundance Festival 2020, segue la battaglia dell’artista Matt Furie per rimpossessarsi dell’immagine pubblica del personaggio comico Pepe the Frog da lui creato; Bill Traylor: Chasing Ghosts di Jeffrey Wolf che raccoglie materiali inediti rintracciando le origini
dell’artista afroamericano nato in una condizione di schiavitù e cresciuto come lavoratore delle piantagioni dell’Alabama, per poi ricostruire la sua carriera iniziata a circa ottanta anni mentre viveva per strada nella capitale Montgomery. Beijing Spring (2020) di Andy Cohen e Gaylen Ross pone l’attenzione sul ruolo centrale dell’arte e della letteratura per affermare la libertà di parola e di espressione in un momento cruciale e censurato della storia cinese; e ancora: Lifeline. Clyfford Still (2019) di Dennis Scholl racconta il percorso d’indipendenza creativa del pittore americano Clyfford Still, uno dei massimi esponenti dell’Espressionismo.

BIGLIETTI IN SALA
e alla cassa del Cinema La Compagnia
STREAMING
su Più Compagnia in collaborazione con MYMOVIES fino al 21 novembre

In copertina: Matthew Barney, Redoubt – 2018