Arte e Fotografia

L’Exhibition of the Year 2016 è a Milano, da t-space

Le sottoculture nate sullo sfondo del web, il kitsch contemporaneo e una lucida riflessione su come le nuove manovre del capitalismo si insediano dal mondo digitale a quello reale della quotidianità. Una mostra densa, che tocca da vicino gli immaginari e le dinamiche, più o meno trasparenti, della generazione millennial.

Dal 13 giugno al 23 luglio 2016, lo spazio milanese T-Space presenta “The Exhibition of the year 2016”, un’esposizione collettiva e multidisciplinare frutto della splendida collaborazione tra la curatela di Alberta Romano e l’opera di tre giovani artisti: Lorenzo Kamerlengo, Luca Loreti e Alessandro Moroni.

Per comprendere l’idea da cui nasce il titolo bisogna fare un passo indietro, precisamente al 22 febbraio 2016, data di pubblicazione dell’articolo di Kevin Yuen Kit Lo, The Propaganda of Pantone: Colour and Subcultural Sublimation, sul LOKI Journal, progetto editoriale indipendente del LOKI Design Studio di Montréal. La ricerca di Kevin Yuen Kit Lo prende in esame la scelta di Pantone, azienda multinazionale americana che si occupa di servizi grafici e catalogazione cromatica, di eleggere ogni anno dal 2007 il “colore dell’anno”: si tratta di una tonalità dominante, ma non solo. Qui si parla anche di trend, di gusto, di orientamento estetico. In un’ottica più ampia, di qualcosa che influenza in modo sempre maggiore il mercato e le aziende di design, di moda e della pubblicità.
Quest’anno, per la prima volta, a vincere non è stato un singolo colore, ma una combinazione di elementi: il Rosa Quarzo e l’Azzurro Serenity, due tonalità pastello che per natura trasmettono calma e serenità e che, se accostati, nella visione di Pantone, producono un effetto terapeutico sulla vita frenetica e stressante del cittadino medio.
Nel suo articolo Kevin Yuen Kit Lo analizza in modo approfondito tutte le possibili connessioni sociali e culturali che si annidano dietro l’azione analgesica di questi due colori, svelando il vero volto della scelta di Pantone che assume così le fattezze di una vera e propria manovra di natura capitalistica fortificata all’interno del mondo digitale.

The Exhibition Of The Year 2016

Nel testo critico di Alberta Romano, curatrice della mostra, si legge come, a partire da queste riflessioni, gli artisti abbiano portato all’estremo questa ricerca, operando una “possibile similitudine tra la scelta di Pantone e il kitsch, dimostrando come quella di Pantone potrebbe rappresentare l’incarnazione contemporanea di un kitsch post-internet e capitalista”.
Interrogandosi sul significato dell’estetica kitsch nell’epoca odierna – in rapporto a quelle sub-culture contemporanee di cui trattava Kevin Yuen Kit Lo, come il Seapunk, il Vaporwave e l’Afropunk – The Exhibition of the Year 2016 propone una lettura personalizzata dei processi e delle dinamiche che stanno oggi alla base dell’universo estetico contemporaneo, cui aziende trendsetter come Pantone forniscono un indiscutibile contributo comunicativo (e coercitivo) di vastissima portata.

Cosa, dunque, hanno in comune i colori di Pantone con il kitsch? La risposta potrebbe essere riassunta nella parola-chiave “evasione”: Andrea Mecacci definisce la nostalgia di stampo kitsch come “fuga nell’idillio sentimentalistico davanti all’asprezza del presente”. Questo stesso effetto è riscontrabile nell’azione purificatrice del Rosa Quarzo e dell’Azzurro Serenity, colori tenui e piacevoli, pacati, leggeri, ma soprattutto portatori di una forte carica di nostalgia e di altri stati d’animo legati alla sfera della sacralità o della femminilità.

Le opere in mostra esprimono perfettamente questo percorso di idee e riflessioni, ognuna in sinergia con le altre, a cominciare dal suono.
In primis il suono prodotto dal rumore delle nostre scarpe che camminando schiacciano i cereali rosa e azzurri che ricoprono tutto il pavimento della stanza, fatti scivolare a terra durante la performance di apertura della mostra. I cereali sono parte dell’opera Cornfield di Lorenzo Kamerlengo, che consiste nel presentare semplici oggetti e alimenti di uso quotidiano, come fragole, cetrioli e matite, nel loro stato di decomposizione su una mensola bianca stile Ikea. L’artista intende dimostrare come la merce di largo consumo, pubblicizzata e venduta come qualcosa di piacevole ed accessibile, possa a volte nascondere risvolti disturbanti e fastidiosi, rendendo vizioso il consumatore finale e superando la stessa idea di qualità e genuinità, che sembrano passare in secondo piano.

 The Exhibition Of The Year 2016

The Exhibition Of The Year 2016

Il secondo suono è la melodia rilassante/disturbante composta da Alessandro Moroni e intitolata Luminary Green & Opal Blue: due diverse tracce audiosintetizzate, indipendenti ma complementari, trasmesse su due canali che suonano ai due lati opposti della stanza, e che se ascoltate in prossimità della fonte risultano prevalenti l’una sull’altra, mentre al centro della stanza formano una musica organica che, trasmessa in loop, crea un ambiente sonoro stucchevole, ossessionante, perfino opprimente. Ispirata all’elettronica di Brian Eno e alla musica minimalista e monostrutturale, quest’opera deve il proprio titolo ai due colori scelti per le canaline dell’impianto sonoro, colori che Pantone suggerisce come abbinabili al Rosa Quarzo e all’Azzurro Serenity.

The Exhibition Of The Year 2016

The Exhibition Of The Year 2016

Luca Loreti è autore dell’opera “Postcapitalism Adventure”, che attinge all’estetica della cultura giapponese, con particolare attenzione al fenomeno televisivo di Evangelion, contestualizzandola nel mondo digitale contemporaneo: al centro della stanza troneggiano Lick e Rock, due robottoni ispirati alla grafica tipica dell’immaginario fumettistico nipponico tra gli anni ’70 e i ‘90, ai quali fa da sfondo la riproduzione stilizzata del Monte Fuji in una celebre stampa di Hokusai, dipinto sulla parete utilizzando solamente i due colori dell’anno. Infine, tutto intorno pullula lo sciame di adesivi manga di robot oppure personaggi femminili tipici della pornografia giapponese, ognuno dei quali contiene tre versioni differenti relative ai tre periodi analizzati, gli anni ’70, ’80 e ’90, e riporta la scritta in ideogrammi “Serve aiuto?”.

The Exhibition Of The Year 2016

The Exhibition Of The Year 2016

The Exhibition Of The Year 2016

The Exhibition Of The Year 2016

Ultimi, ma non meno importanti, due videoclip vengono trasmessi in apertura e in conclusione alla mostra: il video promozionale di Pantone “The Pantone Color of the Year for 2016 is Rose Quartz & Serenity” racchiude il nucleo di tutte le riflessioni alla base del concept dell’esposizione, ed appare qui presentato come una sorta di manifesto auto-derisorio. Infine, il video di chiusura mostra l’esibizione live del 2012 di Rihanna che canta Diamonds con un greenscreen di sfondo sul quale scorrono grafiche di paesaggi surreali, immagini e atmosfere tipiche delle microculture Seapunk e Vaporwave.

Un perfetto esempio di come anche l’industria musicale attinga a piene mani a quel ricco substrato di microculture ed estetiche underground già preda di numerose aziende in diversi settori, e fagocitate da un sistema di comunicazione sempre più avido, frenetico e insaziabile.

Testo e foto di Michela Bassanello

About the author

Michela Bassanello

Nata nel mese di marzo del 1990. Ha studiato lingue al liceo e poi Scienze dei Beni Culturali e dello Spettacolo all’università Statale. Dal 2015 lavora come assistente di galleria (da gennaio 2017 per Galleria PACK di Milano) e nel tempo libero scrive online di arte e fotografia.

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