Arte e Fotografia

L’esercito di terracotta, dalla Cina a Bari

Quando nel 1974 un contadino dello Shaanxi vide una testa che gli sembrò umana sbucar fuori dal suo campo, per poco non ci rimase secco. Gli scavi per il pozzo del contadino furono sostituiti dagli scavi archeologici che riportarono alla luce, dopo più di 2000 anni, l’ormai noto Esercito di terracotta (oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO).

 

Creato per custodire la tomba dell’Imperatore Qin Shi Huang, il quale regnò in Cina dal 246 al 211 a. C., l’esercito è noto per l’elevato numero delle statue che lo costituisce e per la ricchezza di particolari delle stesse.

I guerrieri  presentano tutti una leggera e differente inclinazione della testa: questo conferisce un aspetto realistico e un senso di movimento che stupisce lo spettatore.

Le sculture (piene nella parte inferiore e vuote in quella superiore per una maggiore stabilità) furono realizzate con una particolare tecnica che consisteva nel realizzare in primis il busto, attraverso la compattazione di cerchi di argilla, a cui si aggiungevano gli arti. Si procedeva poi con la riproduzione minuziosa dell’armatura, e la decorazione mediante l’utilizzo di colori differenti in base al grado di ogni guerriero.

Degli 8.000 soldati dalle fattezze incredibilmente realistiche, alti tra 175 e 195 cm, tutti differenti tra loro per caratteristiche fisiche e acconciature, completi di armature, armi, carri e cavalli, 16 fedelissime copie sono oggi ammirabili presso l’Archivio di Stato di Bari, in via Pietro Oreste 45. E’ la prima volta che una piccola delegazione del grande esercito di Qin (che diede inizio, tra l’altro,  alla costruzione della grande Muraglia) viene ricevuta in Puglia. L’effetto è indubbiamente di grande impatto.

La mostra I Guerrieri di Terracotta del Grande Imperatore è curata dall’architetto Cristina Martina, che ha voluto fortemente che questo evento si svolgesse in concomitanza con il G7 e il relativo incontro a Bari con la delegazione cinese.

Francesca Lasalandra

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Francesca Lasalandra

Nata nella Città dei Sassi durante i festeggiamenti per la Madonna della Bruna del 1985, si laurea con lode a Matera nel 2017, in Beni Culturali. Pugliese DOC amante della natura e della buona cucina, scrive racconti e poesie e ha una valigia sempre pronta per qualsiasi destinazione.

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