Cinema e Teatro

La “Valle dell’Eden”, ieri e oggi

Era il 1955 quando uscì per la prima volta nelle sale il film capolavoro di Elia Kazan “La Valle dell’Eden” con protagonista l’intramontabile James Dean. A 60 anni giusti giusti di distanza, rileggiamo questa pellicola alla luce di oggi: nonostante il titolo richiami a situazioni paradisiache, la “Valle dell’Eden” affronta problematiche tutt’altro che idilliache e ancora molto attuali: la rivalità tra fratelli, l’incomprensione tra genitori e figli e la voglia, da parte di questi ultimi, di cambiare lo stato delle cose.
 

Senza nome

Adam, un padre fondamentalmente buono, ferisce involontariamente i suoi familiari per via di un attaccamento morboso a ferrei principi e dogmi religiosi: i suoi ideali lo portano ad allontanarsi dalla realtà e a non accettare, per quello che sono, le persone che gli stanno accanto. Sua moglie scappa di casa ancora giovane, abbandonando due bambini, pur di non essere plagiata dai precetti della Bibbia: si sente una donna libera e non riesce a rinunciare alla sua indole cinica, materialistica e incline a uno spiccato senso per gli affari.

I loro figli crescono, l’uno agli antipodi dell’altro, acquisendo inconsapevalmente il carattere dei genitori: Cal (un affascinante e giovanissimo James Dean) è ribelle e impulsivo, mentre Aron è tradizionalista e sognatore. Quest’ultimo, nonostante l’apparente felicità nel rapporto con Abra, la sua fidanzata, non riesce ad amarla realmente: l’associa al personaggio immaginario di sua madre (che sin da bambino gli fanno credere morta), facendo soffrire la ragazza perchè non si sente realmente amata. Similmente Cal, proprio perchè caratterialmente molto vicino alla madre, non è accettato dal padre, né apprezzato sinceramente. Questo senso comune di frustrazione, porta Abra e Cal ad avvicinarsi, a discapito della relazione tra Abra e Aron. Tra i due fratelli scoppiano così gelosie e rivalità che portano ad una serie di vicissitudini, fino alla separazione definitiva tra Abra e Aron.

L’intera vicenda riprende sotto molti aspetti la storia di Caino e Abele. Ma, benchè dal passo della Bibbia il film abbia attinto parte della trama, il titolo e le varie citazioni, non ne condivide il tratto il finale. In un inaspettato cambiamento di scena, infatti, a differenza del Padre biblico che allontana per sempre Caino dal giardino di Eden, il padre di Cal lo richiama affettuosamente accanto a sè.

La struttura e la vicenda del film portano facilmente ad identificarsi almeno in uno dei personaggi rappresentati, sia per la molteplicità degli aspetti caratteriali, sia per i sentimenti espressi dai due giovani, molto vicini alla sensibilità di uomini e donne di ogni epoca: la rivalità tra fratelli che genera frustrazione e senso di riscatto, la volontà di affermazione e la ricerca di un “proprio posto” nel mondo sono solo alcuni dei temi che la “Valle dell’Eden” affronta e che possono condurre ancora oggi a tante riflessioni. 

east-of-eden-image-1-1024x576

60 anni di distanza sono parecchi e i contesti sono radicalmente mutati, ma si può tentare di avanzare alcuni parallelismi e confronti, proprio a partire da sentimenti comunemente condivisi e che appartengono alle gioventù di tutte le generazioni. La storia, ambientata nell’America del 1917, mostra ragazzi giovani alle prese con l’avvicinarsi della maturità e l’incombente responsabilità di compiere delle scelte, sia personali sia professionali, in un clima – quello della Prima Guerra Mondiale – che lascia poche speranze. Tuttavia Aron e Cal non si danno per vinti e attuano entrambi con coraggio le proprie decisioni, anche se in alcuni casi discutibili. Sarebbe bello vedere nei giovani d’oggi la stessa forza d’animo e lo stesso spirito: di questi tempi i valori e gli ideali vengono spesso soffocati da un senso di crisi, desolazione e sconforto. Se nel film, nonostante la drammaticità dei problemi affrontati, è presente una grande voglia di combattere e un forte senso di speranza, al giorno d’oggi la maggior parte dei giovani si lamenta passivamente senza mettere in atto azioni concrete per cambiare lo stato delle cose, sopraffatti da un’asfissiante atmosfera di pessimismo. Sembra di vivere una guerra fatta di concetti, sistemica, abbagliata da ideologie e parole, con poche azioni concrete. Sembra che il principale nemico da abbattere sia la mentalità infognata delle persone. Siamo tutti sullo stesso fronte, a combattere contro noi stessi.

Ne “La Valle dell’Eden” il lieto fine è lasciato nelle mani della figura di un’infermiera di guerra dal carattere bisbetico che riesce a trasformare un momento drammatico in una situazione ironica e divertente: smorza la tensione tra gli spettatori ed offre un punto di vista differente. Nella scena finale del film Adam la respinge, capendo che l’unico aiuto sincero e concreto può venire da Cal, sottolineando come, in fondo, il rapporto genitore-figlio, nonostante tutte le criticità e le differenze, possa essere un importante alleanza per guardare al futuro con più certezza. Il dialogo tra generazioni diverse può costituire, ancora oggi, una fonte imprescindibile di ricchezza.

Adelaide De Martino

About the author

Adelaide De Martino

Adelaide De Martino nasce nel 1979 a Napoli dove si laurea in Economia Internazionale. Vive a Roma e successivamente a Milano dove si dedica all'arte, organizzando mostre e scrivendo articoli sul suo blog www.artelaide.wordpress.com. Dal 2013 ha scritto anche per la rivista i.ovo e dal 2015 per memecult.

Add Comment

Click here to post a comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.