Arte e Fotografia

La Polonia a Roma | Un tale che osservo da un po’ di tempo

Si è concluso da qualche giorno il progetto What’s the Weather in Poland? (di cui avevamo già parlato qui) della Fondazione Pastificio Cerere con la mostra Un tale che osservo da un po’ di tempo, con opere di Alicja Bielawska, Cezary Poniatowski, Dominik Ritszel e Jakub Woynarowski, a cura di Simone Ciglia, Alessandra Troncone, Marco Trulli e Saverio Verini.

La mostra rappresenta così la tappa finale del progetto ideato da Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Pastificio Cerere, e da Ania Jagiello, responsabile del programma d’arte contemporanea dell’Istituto Polacco.

What’s the Weather in Poland è stato concepito come un’occasione di studio, osservazione e di ricerca della scena artisica polacca. Il progetto, iniziato quest’inverno, si è articolato in due momenti principali: un viaggio di studio in Polonia, duarante il quale i quattro curatori hanno visitato le città di Bytom, Cracovia, Varsavia e Lodz e hanno avuto modo di approcciarsi in maniera diretta alla realtà artistica Polacca attraverso vari studio visit e visite presso gallerie e fondazioni e un ciclo di due incontri presso la Fondazione Pastificio Cerere.

L’obiettivo dei curatori era  perciò riuscire ad immortalare l’anima artistica polacca. Sono stati scelti infatti artisti di vario genere, così da osservare le differenti sfumature dei vari stili e delle varie città di provenienza.

La ricerca di Alicja Bielawska si concentra sugli aspetti materiali della vita di ogni giorno e sulle relazioni tra oggetti, interni e memorie tradotta in sculture e installazioni; la pittura di Cezary Poniatowski che si fonda su un lessico di forme fantastiche, i video di Dominik Ritszel dove i concetti di controllo e disciplina trovano forma in un approccio visivo carico di tensione; e infine, le teorie “cospirazioniste” sull’arte di Jakub Wojnaroski.

Fil rouge è la continua ricerca da parte degli artisti e dei curatori di uno studio analitico e approfondito di base, così da poter conoscere e osservare ogni aspetto dei progetti, mostrandone le varie sfaccettature. La particolarità di questi artisti, sta nel rappresentare la società globale tramite una poetica personale che mette in ombra le questioni storico-politiche, e che utilizza un linguaggio internazionale, punto di partenza per riflessioni sulle sfide che il paese deve sostenere nel suo immediato futuro.

“E’ stato di fondamentale importanza chiudere il progetto con una mostra” – come commentano i quattro curatori Simone Ciglia, Alessandra Troncone, Marco Trulli e Saverio Verini – ”Delle opere e della poetica degli artisti se ne può parlare quanto si vuole, ma poi è sempre decisivo mettere i lavori alla prova del contatto diretto con lo sguardo del pubblico, ponendoli in relazione con un ambiente specifico – quello dell’esposizione – e cercando di creare delle relazioni formali e concettuali tra un lavoro e l’altro. Ci auguriamo che Un tale che osservo da un po’ di tempo sia stata in grado di rispondere a queste istanze, attraverso la creazione di un percorso – giocato sul “ritmo” come cifra distintiva – tra opere e autori profondamente diversi”.

Sofia Fattori 

(foto in copertina: Antonio Picascia)

About the author

Sofia Fattori

Classe 1996, di Roma. Sono una studentessa del corso di storia dell'arte presso la Sapienza con l'obiettivo di lavorare un giorno come curatrice e organizzatrice di eventi

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