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Jiří Kolář e Alberto Casiraghy | Assonanze allo specchio

La Galleria Melesi ospita la mostra “Assonanze allo specchio”, a cura di Giovanna Canzi, dedicata a due artisti Jiří Kolář (Protivín, 1914 – Praga, 2002) e Alberto Casiraghy (Osnago, 1952) che, se pur distanti temporalmente e geograficamente, hanno dato vita a un repertorio poetico e artistico ricco di assonanze e rime interne.

Le loro opere – che siano aforismi, poesie, sculture, disegni, collage – sono attraversate da un comune spirito giocoso, un’ironia lieve, uno sguardo che sa prendersi cura dei dintorni (“Qui ci sono luoghi con dintorni in quantità” scriveva Wisława Szymborska) lasciando agli altri il culto di ciò che sta al centro. Le loro mani industriose hanno salvato dall’oblio oggetti umili (bottoni, conchiglie, cucchiaini di legno) donando loro il privilegio di entrare in un’opera d’arte. Figure a più contorni, individui multiformi e fantasiosi sperimentatori Jiří Kolář e Alberto Casiraghy condividono l’amore per la carta, il trasporto per la musica, la passione per le lettere dell’alfabeto, la mitezza di cuore, un temperamento in bilico fra equilibrismo e intransigenza, fra concentrazione e grande dissipazione.

Due nature così affini, nel carattere e negli intenti prima ancora che nei risultati, da invitare a proporre un confronto.

La mostra, curata da Giovanna Canzi, presenta 20 opere di Jiří Kolář, artista boemo, unico a condividere con Pablo Picasso l’onore di tre retrospettive al Guggenheim Museum di New York mentre era ancora in vita.

La Galleria Melesi, che custodisce l’Archivio Kolář, espone 6 opere poema del maestro del collage come “La lettera di un funambolo” (1973, poema a nodi, 53×40 cm), il “Collezionista di sigilli” (1973, poema a ceralacche, cm 53×40), “Poema tagliente” (1970, poema a lame di rasoio, cm 53×40).

Accanto a queste, 10 piccoli lavori realizzati fra il 1969 e il 1995 con le tecniche più diverse (froissages, intercalages, collage peforés…). L’artista ha, infatti, trattato il collage come una scienza, elencando 108 tecniche nel suo “Dizionario dei metodi” alcune inventate da lui come ad esempio i collage tattili e narrativi. In esposizione anche oggetti, quelle “cose” che Kolář ha strappato alla morsa del destino facendole approdare al mondo dell’unicità tipico delle opere d’arte.

In stretto dialogo con l’arsenale fantasioso di Kolář, 30 disegni inediti di Alberto Casiraghy, poeta, ex liutaio, violinista, editore fantasioso che “in un pomeriggio ventoso” diede vita alla Pulcino Elefante Editore. Una casa editrice che ha sede in quel “manicomio privato” – così lo chiamò Alda Merini – che è la sua abitazione di Osnago. Una Wunderkammer dadaista (anche Duchamp si divertirebbe di fronte a questo spettacolo) che ospita la gigantesca Super Audax Nebiolo con cui Casiraghy stampa i suoi librini d’artista. Un luogo dove Casiraghy, con lo stupore di un bambino che non smette di provare meraviglia di fronte al mistero del gesto creativo, compone, disegna, ascolta Malher e accudisce le sue galline. In mostra i nuovi lavori realizzati da Casiraghy in omaggio a Kolář (tecnica mista, collage su cartoncino), alcuni dei preziosi pulcini – piccole opere d’arte che in sole quattro pagine svelano la profondità di aforismi corredati di incisioni o acquerelli – e alcuni oggetti che popolano il suo mondo onirico.

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