Arte e Fotografia

Jeff Koons a Firenze

Non è destinato a passare inosservato il progetto “Jeff Koons in Florence”, che vede Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria coinvolti in una operazione shock, che accosta capolavori del cinquecento con le opere psichedeliche, provocatorie e ironiche dell‘indiscussa e oramai nota a tutti star internazionale dell’arte contemporanea Jeff Koons.

Fig.1-Pluto-and-Proserpina

A curare l’evento è Sergio Risaliti, che sceglie di inaugurare con questo esplosivo accostamento il ciclo In Florence, un programma ambizioso e del tutto nuovo per Firenze, dedicato all’incontro tra i grandi protagonisti del contemporaneo e le arti del ‘500. L’evento più atteso dell’anno dunque quello inaugurato il 25 settembre alla presenza di un pazientissimo e disponibilissimo Jeff Koons, che consiste in sostanza nella sistemazione di due grandi sculture dell’artista neo-pop americano, nel cuore pulsante e sacro di Firenze: Gazing Ball (Barberini Faun) situato nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio e Pluto and Proserpina, collocata sull’Arengario di Piazza della Signoria, niente meno che accanto al David di Michelangelo, simbolo della città.

Un’operazione senza dubbio coraggiosa, ma allo stesso tempo rischiosa quella che vede due gruppi scultorei di ispirazione classica rivisitate in chiave pop e kitsch, dialogare con la statuaria rinascimentale di una piazza a cui è davvero difficile aggiungere qualcosa. In quel luogo, dove tutto il mondo accorre ad ammirare capolavori senza tempo, come appunto il David di Michelangelo, la Giuditta di Donatello, il Perseo di Cellini, il Ratto delle Sabine di Giambologna, il Nettuno dell’Ammannati e non solo, in cui la bellezza e l’armonia sono al centro di un pensiero filosofico perfetto, che l’ha generata. La mostra, visitabile fino al 28 dicembre 2015, nasce da una proposta di Fabrizio Moretti, giovanissimo antiquario e mecenate dell’arte contemporanea, oggi anche neo-segretario della Biennale dell’Antiquariato, che si svolge in concomitanza in questi giorni a Palazzo Corsini.

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Il Pluto and Proserpina, possente gruppo scultoreo in acciaio inox, lucidato a specchio e con una cromatura oro, decorato con ciuffi di candidi ciclamini veri, trae origine dalle “Metamorfosi” di Ovidio. E’ la storia della giovane figlia di Cerere, Proserpina, aggredita da Plutone, tradotta in una spettacolare visione plastica inondata di luce. Tutto lo spazio intorno è destinato a moltiplicarsi in imprevedibili giochi di specchi, riflettendosi intorno a quel fulcro dorato, capace di produrre e restituire frequenze luminose, in una macchina barocca, generata dalla leggerezza del pop e dalla potenza drammatica del mito. Mentre all’interno, nella fastosa Sala dei Gigli, affrescata da Domenico Ghirlandaio, di fronte alla Giuditta, bronzo originale di Donatello, trova posto il Fauno, tratto dalla serie Gazing Ball:  serie di calchi in gesso di celebri sculture greco-romane, a cui l’artista aggiunge una sfera metallica di colore azzurro, bloccata sui corpi in posizione di disequilibrio. Un oggetto simbolico, smagliante e riflettente, nella ricerca costante della bellezza e della perfezione. Così, la sfera giocattolo, sul punto di scivolare, contraddice la propria stessa tensione ideale, diventando precaria ed effimera. Un riflesso, un luccichio che frastorna, che vuole destare l’attenzione di chi passa da li. In fondo il compito dell’artista è proprio quello di svegliare l’anima e le coscienze della gente comune. Ed è questo quello che Jeff Koons fa, odiato o amato, ma senza dubbio l’artista vivente americano più richiesto, più famoso e di maggior successo di questi tempi. Nato a York nel 1955, ex “lupo” di wall street, si fece conoscere in Italia per il suo matrimonio con la pornostar Ilona Staller, in arte Cicciolina, che gli ispirò le prime opere scioccanti e provocatorie, che li vedevano riprodotti in foto erotiche, che gli dettero una immediata notorietà.

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Una carriera fatta di alti e bassi, fino alla sua completa rinascita, con quotazioni salite alle stelle, fino a esporre nelle più importanti gallerie e musei di tutto il mondo. Come al Centre Pompidou nel novembre 2014, dove è stata realizzata la prima grande retrospettiva europea. Di lui voglio qui però ricordare tra tutte la bella ma discussa mostra antologica realizzata nel 2008 nei fastosi saloni e nel grandioso parco della Reggia di Versailles, in cui venivano esposte opere degli ultimi 25 anni di carriera. Opere ormai famosissime, come per esempio Rabbit (1986), Michael Jackson and Bubbles e Pink Panter (1988), New Hoover Convertibles (1981-1987), Hanging Heart (1994-2006), e il suo famosissimo Baloon Dog (1994-2000), a dimostrazione di come si può accostare il contemporaneo anche a contesti pieni di storia e apparentemente inadeguati. Quello che conta è il messaggio che l’artista vuole trasmetterci, che quando l’artista è ai livelli di Jeff Koons (oramai l’artista oggi è più un filosofo o un vero e proprio businessman, un manager) difficilmente è banale. Basta saperlo cogliere. E basta avere anche l’elasticità di capire che le installazioni anche se apparentemente non adatte e attaccabili, sono pur sempre a tempo determinato. Quello che non si può negare però guardando le opere di Koons, che rende il suo lavoro degli ultimi anni così particolare e diverso, è il progressivo spessore concettuale, che va di pari passo con lo studio dei materiali, delle forme e del colore, che vanno a creare una nitidezza e una pulizia di esecuzione che sfiora la perfezione, che non ci può non affascinare e sedurre. Chissà se Firenze, patria di tutte le bellezze, che tutto il mondo ci ammira, ma sempre più spesso ritrosa e avvinghiata su se stessa, con il tempo potrà capire e non farsi sfuggire lo scossone dal suo eterno torpore che le si vuole dare?

Cecilia Barbieri

About the author

Cecilia Barbieri

Nata a Firenze, dove vive e lavora, ha conseguito la Laurea in Storia dell’Arte all’Università di Firenze. Ha lavorato nell’organizzazione di mostre ed eventi e ha curato nel corso degli anni diverse pubblicazioni di Storia dell’Arte e di Storia del territorio. Giornalista pubblicista collabora costantemente come freelance con diverse testate di settore.

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