Arte e Fotografia

Il writing di Millo a Pistoia

Stile inconfondibile, delicatezza che sgorga sui muri, uno sguardo sulla fragilità dell’esistenza umana, quell’esistenza che si muove ogni volta in luoghi diversi.
Murales con vivaci città abitate da nuvolette, automobili e aereoplanini insieme a personaggi che ogni volta l’artista crea, dall’Italia alla Russia, Cina, Australia, Cile, Argentina, Messico, Thailandia, Marocco, Cipro, Spagna, Portogallo, Olanda, Slovacchia, Germania, Svizzera, Svezia, Norvegia, Finlandia, Inghilterra, Georgia, Polonia, Ucraina, Bielorussia, Ungheria, Lituania.

Francesco Camillo Giorgino, in arte Millo, racconta la sua poesia sui muri del mondo. La Toscana, Pistoia, ha l’onore di ospitarlo grazie all’Associazione Spichisi, ed è nel cuore del centro storico che realizza la sua opera, al “Giardino di Cino” di Piazzetta Sant’Atto e Vicolo de’ Bacchettoni nell’ambito del progetto permanente di riqualificazione urbana che vede, attraverso l’arte, il Giardino diventare un importante spazio culturale a cielo aperto, fruibile da tutti.
Questa di Millo sarà la prima residenza d’artista prevista dal progetto, che vedrà in futuro altri importanti artisti arrivare a Pistoia, conoscere la città e creare opere ad hoc per il “Giardino di Cino”. Millo si guarda intorno, osserva Pistoia, la sua opera dovrà dialogare con il luogo, raccontarne nuovamente la sua storia, riscoprirlo, ricordarlo, reinventarlo.

Ad osservarlo, già nei primi giorni in cui inizia la bozza sul muro, una nuova percezione di quello spazio prende forma, un incontro con il passato riconduce al presente. Un muro bianco con intorno finestre toscane, l’architettura si mescola, bianchi e gialli, il cielo diventa sfondo, nulla è aggressivo bensì tutto si dilata comunicando equilibrio e positività.

La riqualifica che intende l’artista è qualcosa che non parte dalla sua opera, non può dipendere semplicemente da essa. Il suo è un contributo nato dalla necessità di esprimersi e raccontare, che sarà certo input positivo se tutti gli altri faranno la sua parte. Nel caso di Pistoia si muove in uno spazio nuovo per lui, un centro storico che gli fa pensare a quell’Italia vera, uno spazio quello del giardino di Cino che porta a riflettere su come distribuirlo sia più complesso, lo spazio stesso del pensiero fatto di stratificazioni, lontano da quello “lineare americano”.

Si intravedono due personaggi vicini, due volti iniziano a prender forma, si compiono le prime azioni poetiche, lo spettatore si chiede se e dove ci sarà il cuore che spesso i suoi personaggi cercano, trovano. Visioni, suggestioni culturali, musica, la composizione continua il giorno successivo, dopo l’intuizione si “costruisce l’improvvisazione”.

Millo è davanti a quel muro con armonia, sa cosa deve fare e sembra farlo con estrema consapevolezza, ignaro forse che la sua opera ancora una volta, riuscirà a trasmettere quel messaggio positivo a chi osserva. Fermarsi dinanzi ad una sua opera è come trovarsi per un istante in un modo immaginario in cui immergersi per dimenticare la triste realtà che spesso ci circonda.

Millo racconta, ai margini e non solo, una bellezza, un’estetica signorile che conduce all’ascolto.
E cosi che termina il suo lavoro nel centro di Pistoia, in un abbraccio delicato nonostante la corazza di legno, che invita la città a non aver paura, forse, e a far vedere la sua parte più intima e fragile, il suo cuore.

Aprirsi all’altro, trovare la giusta chiave, in grado di aprire ogni serratura.

Testo e foto di Maria Di Pietro 

About the author

Maria Di Pietro

Fotografa da sempre dedita al fotogiornalismo, appassionata di ogni forma d'arte, ama definirsi scrittrice d'immagini, perché il racconto è per lei insito nelle immagini che crea.
Sempre in viaggio con la sua scatola magica, trasforma presto la sua passione in una necessità che la spinge a un'assetata ricerca tra il reale e l´immaginario.
Anima libera da padroni continua a cercare quella fotografia volta al paesaggio e ai segni che l'uomo lascia, a quella bellezza visibile nell'essenziale della quotidianità dello sguardo.

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