MEME MOODBOARD

Il Selfie

Ormai sembra non esistere parola più cliccata o pronunciata al mondo di “selfie”. Abbiamo raccolto un po’ di idee e attorno a questo vocabolo di sole 6 lettere e guardate un po’ che moodboard di parole e immagini è uscito…

Ormai sembra non esistere parola più cliccata o pronunciata al mondo di “selfie”. Abbiamo raccolto un po’ di idee e attorno a questo vocabolo di sole 6 lettere e guardate un po’ che moodboard di parole e immagini è uscito…

 

▪ Nel 2013 il dizionario inglese più autorevole al mondo, l’Oxford Dictionary, inserisce per la prima volta la parola “selfie”, definendola in questi termini “Fotografia fatta a se stessi, solitamente scattata con uno smartphone o una webcam e poi condivisa sui social network” e collocando la sua origine agli inizi del XXI secolo. Sempre nel 2013, grazie alla viralità che il termine ha acquisito, viene eletta parola dell’anno. E se lo sancisce l’Oxford Dictionary…

▪ Essendo il selfie diventato un must per chi possiede uno smartphone, non potevano mancare valanghe di app: un proliferare di icone e iconcine colorate che possono trasformare un autoscatto in una elaboratissima immagine. Ce n’è per tutti i gusti, anche quelle che giurano di essere “laboratori professionali di bellezza”, capaci di eliminare imperfezioni, rughe e sbiancare i denti. Il selfie fa anche magie estetiche.

▪ Ha contribuito in modo notevole al successo esponenziale del selfie: stiamo parlando della front-facing camera, segnalata in bella vista su cellulari e tablet con l’icona di una fotocamerina circondata da freccettine che indicano la “prodigiosa” rotazione dell’obiettivo fotografico dall’esterno verso l’interno.

▪ Non si pensi però che il selfie sia roba solo per smartphone: un tempo, anche la macchina fotografica analogica poteva sortire lo stesso effetto, rivolta verso uno specchio. Famosi sono in questo senso gli autoscatti del regista Stanley Kubrick, a se stesso o sul set con gli attori, che sono di recente stati ripresi come veri e propri selfie da condividere sulla piattaforma social di Instagram: è così che è nato l’Instakubrick (http://instagram.com/instakubrick).

▪ Ha fatto il giro del mondo: il selfie della Notte degli Oscar 2014 è un concentrato di facce vip in un fazzoletto di immagine. Anche i Simpson non sono rimasti indifferenti alla viralità della foto, tanto che hanno proposto la loro versione, con Homer che cerca – senza riuscirci – di entrare nella hall of fame.

▪ Non solo vip. Anche gli uomini più potenti al mondo non si sottraggono al richiamo del selfie. Putin in Russia, Obama in America e noi in Italia… Vespa e Grillo. Anche il premier Matteo Renzi non si risparmia. A voi i commenti.

▪ Un selfie non sempre può risultare perfetto solo con l’ausilio di braccia dotate di una lunghezza “nella norma”. Ecco allora che possono risultare indispensabili aggeggi bionici, sorta di appendici artificiali del corpo umano. Dalle forme più svariate, possono collegarsi allo smartphone anche grazie al bluetooth.

▪ Il selfie di un simpatico macaco che dispettosamente ha rubato una macchina fotografica a un turista, è tra le cose più carine che si possono annoverare sotto questo tema. Sicuramente meglio di tante altre facce!

▪ Alla povera Gioconda fanno fare proprio tutto: ci mancava il selfie. Però questa immagine consegna al dipinto più famoso al mondo una “grande verità”, se così vogliamo temporaneamente chiamarla: il selfie – per essere selfie – richiede una “faccia da selfie” in cui le labbra sporgenti e leggermente ritratte non possono mancare.

▪ Non si può parlare esattamente di selfie in questo caso (non ne condivide leggerezza e modalità), ma l’artista polacco di adozione francese Roman Opalka (1931-2011) ha fotografato se stesso ogni giorno della sua vita, imprimendo e cristallizando sul suo stesso viso lo scorrere inesorabile del tempo.

▪ Quando non esisteva ancora la macchina fotografica, il pennello era lo strumento ideale per ritrarre se stessi. La storia dell’arte consegna alcuni esempi eccelsi, anche con modalità non convenzionali e in epoche non sospette. Basti pensare all’autoritratto di Jan Van Eyck (1390–1441) all’interno dello specchio in fondo alla sala posto alle spalle dei coniugi Arnolfini, in posa per il loro ritratto. Era il 1434. Oppure si pensi all’autoritratto di Gustave Courbet (1819–1877): un volto allampanato, in una posa decisamente anticonvenzionale per l’epoca: era “solo” il 1843, ma questa opera non ha nulla da invidiare ai selfie contemporanei.

▪ Non ci sarebbe gusto se non esistesse un movimento anti-selfie. Partito dall’America e ormai condiviso in tutto il mondo,  #setiselfieticancello è il grido di battaglia di chi di selfie (e di relativa dipendenza) non ne vuole proprio sapere. Il video che accompagna il motto è divertente da una parte e preoccupante dall’altra: chi si sente malato di “selfiete”?x

Serena Vanzaghi


Save yourselfie from Withstand on Vimeo.

About the author

Serena Vanzaghi

Serena nasce a Milano nel 1984. Dopo gli studi in storia dell'arte, frequenta un biennio specialistico incentrato sulla promozione e l'organizzazione per l'arte contemporanea. Dal 2011 si occupa di comunicazione e progettazione in ambito artistico e culturale.

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