Arte e Fotografia

Il ritmo della “neo”-pittura alla Brand New Gallery

Fino al 7 Novembre a Milano, la Brand New Gallery espone le personali degli artisti Graham Wilson e Ry David Bradley: una riflessione sul presente tra installazioni e “neo”-pittura, non senza un filo di ironia.

Ry David Bradley, veduta della mostra

La proposta della Brand New Gallery di Milano per questi primi mesi della stagione autunnale affianca la personale I Cloched Out When I Punched In di Graham Wilson ai nuovi lavori della serie Where Do You Want To Go Today? di Ry David Bradley, per la prima volta in Italia.
Nella prima sala, lo spazio e lo sguardo dello spettatore sono scanditi dalla ritmicità di due delle opere di Graham Wilson (Louisville, Kentucky, 1987, vive e lavora a Brooklyn, New York), poste una di fronte all’altra: Natural Motion è un’installazione di cinque serie composte da cinque tele alte e sottili, che cadenzano verticalmente la parete come i tasti di un pianoforte in un alternarsi di vuoti e di pieni; ogni serie rappresenta uno dei cinque elementi naturali, e ognuno comprende un dipinto “Alpha”, caratterizzato da schizzi di vernice e un “Omega”, risultato dell’accumulo di pezzi di colore provenienti da altre tele.

Graham Wilson, Natural Motion (What Goes Around…), 2015

Dall’altro lato Where ‘I’ Draw the Line, una spessa linea di pittura nera corre da un lato all’altro della galleria tagliando orizzontalmente lo spazio e collegando idealmente le due opere One ReasonWhy Five Is Important e sic sic (th’u’s th’us): nella prima, dei fiori germogliano da un mucchio di detriti e l’altra presenta un cero pasquale acceso all’inizio della mostra che va man mano consumandosi, una riflessione sulla “presenza” dell’artista. Che accompagna l’ingresso nella seconda sala, in cui Wilson riflette sul ruolo dell’artista all’interno del sistema dell’arte ironicamente, come nell’opera Self Portrait at 27: un naso da clown attaccato alla parete.

Graham Wilson, One Reason Why Five Is Important, 2015

Dagli ambienti minimali e installativi della prima mostra, si passa alle colorate “tele” di Ry David Bradley (Melbourne, Australia 1979, vive e lavora tra Melbourne e New York). L’artista si ispira alle località degli interlocutori anonimi che a centinaia di migliaia chiamarono gli uffici della Microsoft nel 1996 in seguito al lancio della campagna “Where Do You Want To Go Today?”, anche titolo alla serie.

Ry David Bradley, veduta della mostra

L’interesse in una rinnovata pratica pittorica si declina in opere realizzate attraverso l’uso di tinture riscaldate su superficie sintetica scamosciata e l’applicazione di pittura spray; il risultato sono immagini sfocate, evanescenti come un ricordo; i due cancelli in ferro battuto che non chiudono niente, ma privi di funzione si stagliano al centro della sala, contribuiscono alla sensazione di trovarsi in un luogo che non c’è.
Insieme le due personali danno vita a un contrasto visivo e tattile che lascia ampio respiro a un dialogo sulla percezione della nostra contemporaneità e delle sue problematiche, attraverso un’ estetica equilibrata e piacevolmente “semplice”.

Giulia Meloni

Ry David Bradley, WDYWTGT #1,2015Graham Wilson, A.O. #28 (90 sq _Aether_), 2015       

About the author

Giulia Meloni

Nata a Cagliari nel 1990, migra a Roma dove studia progettazione e arti applicate; approda poi a Milano, specializzandosi in critica e curatela per l’arte.

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