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Il Post-Modern

It’s so Post-Modern! Il Postmodernismo sembra essere l’atteggiamento culturale più diffuso, più discusso e anche più cool degli ultimi tempi. Ma cosa è esattamente? Difficile spiegarlo, essendo un concetto fortemente ibrido, ma noi ci abbiamo provato  ed ecco il nostro nuovo moodboard di parole e immagini.

Non è facile dare una definizione univoca e completa del termine post-modern: potreste provare a prendere un po’ dell’estetica pop anni ’90 e unirla a un pizzico di decostruttivismo, con una spruzzata di liquidità alla Bauman, per rivisitare il tutto sotto un’ottica transumanista. E ancora non ci sareste arrivati. Perché il postmodernismo, ineffabile per definizione, si sottrae a limitazioni e controllo, libero di accostarsi talvolta a una neonata corrente artistica di ricerca, talvolta a un saggio di pole-dance. Ecco un centrifugato di immagini e concetti che attorno al post-modern gravitano e elucubrano, senza alcuna pretesa di esaustività, ma con l’intento di aprire, come sempre, uno squarcio sulla contemporaneità.

Post-modern, o di come la società contemporanea vede se stessa. Sebbene il termine postmodernismo sia stato ideato verso la fine degli anni Sessanta per indicare un movimento architettonico, il suo utilizzo si è diffuso a macchia d’olio negli ambiti delle arti visive, della letteratura, della filosofia e delle arti mediali e performative. Esso esprime una modalità di percepire il contemporaneo in tutte le sue manifestazioni e di riflettere sul modo in cui la società, avvalendosi di concetti e categorie proprie della modernità, elabora e rappresenta se stessa. Se in ambito artistico il comune denominatore può essere individuato nel superamento delle avanguardie, la definizione di post-modern designa, in senso più ampio, un atteggiamento culturale contraddistinto dal superamento della modernità stessa.

postmodernism

Un mondo di relazioni… in mutazione. La filosofia post-moderna è stata profondamente influenzata, tra i tanti, da pensatori come HusserlHeidegger, Nietzsche, Lacan, Wittingstein, Lefebvre e Barthes. Tra i suoi pionieri vi è certamente Baudrillard, sociologo e autore francese attivo dalla fine degli anni ’50, il cui lavoro accosta e coniuga teoria sociale, semiotica e metafisica culturale idiosincratica. Col suo pensiero profondamente connesso agli avvenimenti del presente e a una sferzante critica della società dell’epoca, Baudrillard è protagonista in prima linea di alcuni tra i fenomeni più importanti della propria fase culturale, tra i quali l’ingresso in una società cosiddetta post-moderna, regolata dal mercato e dal consumo, dai media e dalla diffusione tecnologica.

Gli studi di Jean-François Lyotard si concentrano sulla funzione delle narrazioni nella cultura umana, e su come tale funzione cambi nel passaggio dalla modernità all’era post-industriale o post-moderna. Affermò lo sviluppo di un nuovo gioco linguistico, non teso ad affermare una verità  assoluta, ma piuttosto a celebrare un mondo di relazioni in costante mutazione. È doveroso citare anche Deleuze, ascritto comunemente all’ambito post-strutturalista, ma di difficile collocazione; il suo pensiero rizomatico, espanso verso molteplici direzioni, apre la porta a connessioni nuove e alla circolazione trasversale fra i concetti.

Arte visiva: grovigli e contraddizioni, tra digitale e post-human. Nel 2011/2012 la mostra Postmodernism: about the Exhibition tenutasi al Victoria and Albert Museum di Londra ha cercato di tracciare una linea nel groviglio, arduo da districare, di esperienze artistiche riconducibili all’arte postmoderna:

Pur accettando e, anzi, accogliendo l’idea di base di complessità e contraddizione, possiamo comunque citare alcune tra le correnti più interessanti che possano essere annoverate tra le file de post-modern, dall’arte concettuale, che vede tra i principali esponenti il newyorkese Joseph Kosuth e l’eclettico Piero Manzoni,alla digital art, che spazia dalle sperimentazioni dei programmatori Ben Laposky e Manfred Frank alle opere di arte nello spazio pubblico dell’italiana Chiara Passa; merita una menzione l’interessante corrente del post-human con le evoluzioni di body-art di Matthew Barney che “Racconta il modo in cui una forma combatte per trovare una propria definizione“.

Il romanzo post-moderno: ciò che resta dalla morte del romanzo. Stando a Bauman, nell’epoca postmoderna il valore della libertà individuale è fondamento assoluto, molto più di quanto non lo fosse in passato un valore come la sicurezza. Individualismo estremo, identità mutevole e un’ idea di futuro rapidissimo, da scartare e consumare per poi trangugiare dell’altro. Ma ciò che accade nel romanzo post-moderno va ricercato nella forma (e talvolta addirittura nel supporto), che supera e scavalca il contenuto, così come i concetti di narrazione lineare e personaggio sono superati in favore di un punto di vista accentuato e manifesto. Dal realismo magico di Calvino, passando per DeLillo e il suo White Noise, non si può escludere da questo smoothie il libro che più do tutti esprime lo spirito post-moderno: Arcobaleno della gravità di Thomas Pynchon.

 Performing Arts: dall’assenza di conflitto alla non-spettacolarità. Se nel teatro post-drammatico teorizzato da Hans-Thies Lehmann in Postdramatic Theatre è cruciale la mancanza di un conflitto chiaro, derivante dall’incapacità tutta post-moderna di rilevare un chiaro “nemico” nella società, in favore di una tendenza al paradosso e al disorientamento, è interessante vedere come la post-modern dance si sia originata da un impulso alla ricerca, a partire da coreografi come Merce Cunningham. Antiautoritarismo e sperimentazioni caratterizzarono la scena newyorkese (per poi diffondersi anche in Europa) dagli anni ’60 in poi e coinvolsero nomi come Meredith Monk. Assenza di contenuti emotivi o narrativi, integrazione di non-professionisti, gestualità quotidiana.

Visioni future. Il critico letterario e teorico politico Fredric Jameson descrisse il postmodernismo in relazione al capitalismo, indicandolo come “la logica culturale del tardo capitalismo”. Ci piace sottolineare una corrente dal sapore ottimista e fiducioso come quella, ampia e complessa, del post-umanesimo (si veda Robert Pepperell e il suo Manifesto del Post Umano), che sostiene lo sviluppo scientifico e tecnologico in favore non solo di un miglioramento delle condizioni di vita attuali, ma di una trasformazione dell’umano che ne superi le caratteristiche, arrivando a un’ibridazione persona-macchina.

In sostanza, non sappiamo cosa sia esattamente il post-modern e quali siano i suoi confini precisi, ma ci siamo immersi fino al collo: non ci resta che sguazzare.

Primavera Contu

About the author

Primavera Contu

Primavera Contu nasce a Cagliari 27 anni fa, gira per l'Italia, approda casualmente nei luoghi che più la ispirano. Dopo aver studiato recitazione a Bologna capisce che la cosa non fa per lei: si avvicina alla scrittura per la scena e ai linguaggi della performance, avvia diversi progetti di ricerca drammaturgica e didattica, collabora come autrice teatrale con diverse realtà. Detesta parlare di sé in terza persona, lavora come web copywriter e si domanda incessantemente come poter vivere di sola scrittura.

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