Arte e Fotografia

Il nuovo KMSKA Museo di Belle Arti di Anversa

Dopo un imponente progetto di totale restyling, il KMSKA, il Museo Reale di Belle Arti di Anversa, capitale delle Fiandre, riaprirà al pubblico nel 2022, dopo 10 anni di chiusura. Il Museo torna così, dopo tantissimo tempo, al suo originale splendore e a esporre i suoi straordinari sette secoli di arte, con una nuovissima veste raffinata e contemporanea.

Dopo lunghi lavori di ristrutturazione e ampliamento affidati al lungimirante studio di architettura di Rotterdam KAAN Architecten, il nuovo museo inaugurerà il 25 settembre, con una mostra che vedrà 22 artisti contemporanei in dialogo con i capolavori della storica collezione fiamminga conservata nel museo. 

Il compito richiesto allo studio olandese KAAN Architecten, che nel 2003 vinsero un concorso internazionale, era innanzitutto quello di rinnovare gli spazi espositivi esistenti. Le sale nei toni del rosa scuro, del verde e del rosso, le alte colonne e i soffitti con i fregi sono stati così riportati a nuovo splendore, mantenendo la scelta dei colori coerente a quella del progetto originale. Così, senza variazioni invasive, se non quelle di portare al centro del percorso espositivo le sale Rubens e Van Dyck, si è mantenuta intatta l’identità del Museo che, seguendo la lezione dei grandi musei europei, si racconta da galleria d’arte progettata come un luogo estremamente luminoso, dove poter fare lunghe passeggiate circondati dalle opere d’arte. 

KMSKA-©-Karin Borghouts

La colossale operazione quindi, svoltasi in più fasi suddivise nel tempo, ha coinvolto tutte le aree del Koninklijk Museum voor Schone Kunsten, a partire dagli esterni, con il restauro della facciata, del tetto con il lucernario e la schermatura solare, la realizzazione di un nuovo mosaico all’ingresso, la creazione di un giardino e la trasformazione di quattro cortili storici in spazi museali. Un intervento, quest’ultimo, che ha permesso di aumentare del 40% la superficie espositiva, ricavando una nuova ala di dieci gallerie, caratterizzata dalla predominanza del colore bianco, con incavi e un totale di 198 lucernari, che lasciano entrare la luce del giorno, e con una moderna scala lunga 40 metri. Le ristrutturazioni sono proseguite nelle stanze interne, con l’intento di ripristinarne l’originaria bellezza degli spazi; i pavimenti sono stati preservati il più possibile, le pareti rinfrescate e le cornici della Sala Rubens e Van Dyck restaurate con rifiniture in oro.  

Va aggiunto che quello che è considerato il più importante museo fiammingo, ha sede in un edificio storico di stile neoclassico, costruito a partire dal 1884 dagli architetti Jacob Winders (Anversa, 1849 – 1936) e Frans Van Dijk (Berchem, 1853 – Merksem, 1939), che è stato totalmente preservato e conservato accuratamente.

La collezione del Museo comprende opere datate dal XIV al XX secolo ed è considerata tra le prime al mondo per la raccolta di lavori dei Primitivi Fiamminghi. Di gran rilevanza sono anche quelli di epoca barocca, fino ad arrivare alla vasta collezione di arte moderna.

KMSKA-©-Karin Borghouts

Per l’esposizione permanente sono state accuratamente selezionate circa 650 opere tra gli oltre 8.400 pezzi fra dipinti, sculture, lavori su carta e oggettistica. Su questo ingente patrimonio sono stati inoltre realizzati in questi anni importanti interventi di restauro (183 di cui 131 direttamente in loco e 53 esterni) e di conservazione (per un totale di 6.475 trattamenti).

Fra i numerosi capolavori, si ricordano quelli di: Simone Martini, Antonello da Messina, Jan van Eyck, Rogier van der Weyden, Jean Fouquet, Hans Memling, Peter Paul Rubens, Anthony van Dyck, James Tissot, James Ensor, Henry Van de Velde, George Grosz, Amedeo Modigliani, Günther Uecker, Rik Wouters e René Magritte.

Anche l’esposizione permanente ha subito un ripensamento: nell’edificio storico, infatti, sono stati collocati i lavori precedenti al 1880 e nella nuova sezione le opere successive a questa data. Un’eccezione è data dalle opere di James Ensor (Ostenda, Belgio 1860 – 1949), allestite in entrambi gli spazi, a rappresentare una sorta di trait d’union, di cerniera tra due differenti epoche storiche. All’interno, le sale non sono disposte in sequenza cronologica, per artista o stile. I lavori sono mostrati con una varietà di prospettive tematiche dinamiche e stimolanti. 

Non mancano inoltre, negli spazi dedicati all’arte contemporanea, sale che ospitano prestiti esterni e mostre temporanee.

KMSKA-©-Karin Borghouts

Il KMSKA si contraddistingue infatti anche per la sua volontà di rimanere al passo con i tempi, attraverso ampliamenti e rifacimenti che si sono verificati nel corso degli anni e soprattutto per lo sguardo sempre volto al futuro. In questa ottica sono stati coinvolti ventidue artisti contemporanei per il progetto di residenza d’artista, che prevede, per la durata di cinque anni, il contatto diretto con la collezione al fine di trarre ispirazione dagli antichi maestri e dare vita a lavori che spaziano in differenti ambiti artistici: pittura, scultura, testi, musica, immagini e spettacoli.

La scena culturale delle Fiandre si prepara dunque a un grande evento e ad accogliere nuovamente un pezzo importante della sua storia, questo grande museo noto anche per essere l’unico nel territorio fiammingo connesso con un Istituto Accademico. 

Alla luce di tutte queste novità, il complesso monumentale del Koninklijk Museum voor Schone Kunsten, si preannuncia dotato di un ampio potenziale e di una struttura estremamente dinamica, perfettamente in linea con l’anima moderna della città che lo ospita. 

Non ci resta dunque, che attendere questa nuova eccezionale riapertura!

Cecilia Barbieri 

About the author

Cecilia Barbieri

Nata a Firenze, dove vive e lavora, ha conseguito la Laurea in Storia dell’Arte all’Università di Firenze. Ha lavorato nell’organizzazione di mostre ed eventi e ha curato nel corso degli anni diverse pubblicazioni di Storia dell’Arte e di Storia del territorio. Giornalista pubblicista collabora costantemente come freelance con diverse testate di settore.