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Il “negativo logico” di Renato Frosali e Pietro Roccasalvo

Inaugura sabato 8 settembre alle ore 17.30 a Volterra, presso Palazzo dei Priori la doppia personale di Renato Frosali e Pietro Roccasalvo RUB Il negativo logico. Verso nuove possibilità del soggetto allestita tra il Salone Superiore di Palazzo dei Priori e i sotterranei della Pinacoteca e Museo Civico di Volterra. La mostra, curata da Giuseppe Carrubba e Comune di Volterra, in collaborazione con Accademia Libera Natura & Cultura, è corredata di catalogo con testi di Giuseppe Carrubba, Elena Capone ed Eleonora Raspi.

La visita all’esposizione sarà preceduta da una presentazione dell’opera dei due artisti con interventi di Marco Buselli, Sindaco di Volterra, Eleonora Raspi, Assessore alla Cultura del Comune di Volterra, Ursula Vetter, presidente Accademia Libera Natura & Cultura, Giuseppe Carrubba, critico d’arte e curatore ed Elena Capone, critico d’arte.

Si tratta di una doppia personale che mette in scena l’incontro di due culture attraverso il lavoro di due artisti e pittori contemporanei, Renato Frosali e Piero Roccasalvo RUB, con cinque grandi dipinti di Frosali e una ventina di opere, tra dipinti e disegni, di Roccasalvo.

Renato Frosali (Pomarance, Pisa, 1962) e Piero Roccasalvo Rub (Siracusa, 1974) rappresentano due punti di vista esemplari nel panorama della pittura contemporanea, essi, pur condividendo basi comuni, mostrano un significato diverso, legato a due destini che si sono formati sotto il segno della trasgressione.

La  mostra è un momento di incontro di due regioni distanti ma che condividono lo stesso amore per la bellezza, la storia, la storia dell’arte. Il Barocco e il Medioevale, la sfrontatezza del paesaggio vulcanico e la dolcezza di quello collinare, l’elemento del mare e quello del vento. Il Sublime della terra siciliana – i suoi colori, le sue passioni, la sua matericità, in correlazione con il Bello della terra toscana. Due impulsi nati da e in due zeitgeist diversi ma portatori della stessa potenza creativa. 

Centrale nel confronto tra i due artisti è il tema della morte: dal ritratto nei sarcofagi etruschi alla “Deposizione di Cristo” di Rosso Fiorentino, si carica di spunti e suggestioni nella poetica di Renato Frosali. In Piero Roccasalvo Rub comprende lo spirito barocco di un territorio in cui il lavoro sul lutto e sul dolore nelle antiche feste religiose, dense di riferimenti sacri e profani, rimanda ad esoterismi trasversali legati a tradizioni arabe, normanne e spagnole.

Scrive Giuseppe Carrubba: “La Toscana, epicentro storico-linguistico, in Frosali diventa testimonianza di una ricerca essenziale, nella quale la figura viene trasfigurata da una sperimentazione che attinge alla pittura tradizionale, per poi svilupparsi verso raffinati astrattismi e sincretismi; la Sicilia di Roccasalvo Rub, nella sua dimensione insulare ed orientale, costituisce un contraltare in cui gli echi misterici, colti e popolari, rivivono in una pittura che è danza pagana, trompe l’oeil, passione cerebrale e visionaria; un teatro dell’assurdo grottesco ed ironico, nel quale la dimensione dell’immagine dialoga con la sua perdizione o sparizione.

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