MEME MOODBOARD

Il Drone

L’uomo da sempre ha avuto una spinta verso il cielo e l’istinto di guardare le cose dall’alto; non potendolo fare di natura ha inventato il pallone aerostatico, l’areo, il deltaplano, il paracadute, la sonda spaziale… e, con l’arrivo del nuovo millennio, il drone. Guardate un po’ che moodboard di parole e immagini abbiamo creato attorno a un oggetto che sta sempre più prepotentemente entrando a far parte dell’immaginario millennial.

• L’ultima trovata nerd? Il drone (detto anche quadricottero) è definito come un “aeromobile a pilotaggio remoto” (APR), più semplicemente un dispositivo di varie dimensioni capace di librarsi nell’aria secondo le indicazioni di un radiocomando. Un robot che vola, potremmo anche dire, tralasciando i formalismi. Non si pensi però che sia un’invenzione nerd degli ultimi tempi: illustri antenati ha infatti il drone, dai rudimentali tentativi di fotografia aerea dei primi del Novecento, alla produzione degli aerei telecomandati, passando per le “bombe volanti” di uso militare e gli esperimenti in ambito di spionaggio. Resta comunque un figlio del XX secolo, a tutti gli effetti.

• Dalla nicchia al popolo. Il drone è un oggetto social: tutti possono possederne uno al giorno d’oggi. Di questi tempi, è forse più comune avere in casa un drone che una bicicletta elettrica, altro grande amore (per alcuni) degli ultimi anni. Ma cosa se ne fa uno del drone nella vita quotidiana? Beh, scatta foto e gira video di ottima qualità ad altezze considerevoli; una sorta di terzo occhio superior (e robotico) da mostrare agli altri esseri umani comuni. Il prezzo accessibile, poi, si sa, aiuta l’acquisto. E il divertimento del pilotaggio a distanza (un mix di destrezza e puerilità, come piace spesso al maschio alfa), fa il resto.

• Professione “dronista”. Se è vero che tutti potenzialmente potrebbero acquistare un drone, è altrettanto vero che non tutti possono pilotarlo in aree pubbliche, principalmente per questioni di sicurezza: esiste infatti un regolamento redatto dall’ ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) con tanto di patentino. Pilotare i droni sta diventando per alcuni una vera e propria professione spendibile in vari ambiti, persino nel cinema, che per le riprese dall’alto spesso si avvale di piloti-registi professionisti. Esiste anche un Festival (il New York City Drone Film Festival) dedicato interamente alla drone cinematography che si celebra ogni anno nella Big Apple.

• Prendi il drone e aggiungi Instagram: il risultato è Dronestagram, una piattaforma social su cui gli utenti possono caricare le loro foto realizzate con i droni, alcune delle quali davvero bellissime. Non mancano già i contest come quello realizzato in collaborazione con il National Geographic, arrivato nel 2015 alla sue seconda edizione. Per i video, invece, esiste un sito frequentatissimo, Travel By Drone  che permette di caricare vedute spettacolari di molti luoghi del mondo. Con questo, per esempio, volate direttamente sulle Seychelles:

• Un gruppo di creativi di New York, tra cui Kyle Platts, Craig & Karl, Supermundane, Ian Stevenson, Antonia Ladrillo e Saiman Chow, ha studiato una serie di decorazioni artistiche per droni da mettere in produzione con finalità culturali o commerciali: dalla scritta pubblicitaria per la Coca Cola all’immagine di John Lennon che veglierà sull’isolato dell’Upper West Side in cui venne assassinato seguendo una traiettoria circolare.

• Il drone postino. Il successore contemporaneo del vecchio e leggendario “piccione viaggiatore” potrebbe essere il Drone Prime Air di Amazon: la più grande azienda di commercio online al mondo sta studiando la consegna a domicilio tramite drone, ad oggi ancora un’operazione avveniristica su ampia scala ma non così infattibile in un futuro prossimo… Intanto il teaser pubblicato su YouTube colleziona già oltre 15 milioni di visualizzazioni…

• …E il drone bagnino. Scordatevi i bagnini stile Baywatch: se siete in pericolo in mare, presto o tardi non verrà più in vostro soccorso il Mitch Buchannon o la Pamela Anderson di turno, ma un “bel” drone. Già sulla costa del North Carolina, negli States, dopo i recenti e frequenti attacchi di squali ai bagnanti, si è deciso di impiegare droni di sorveglianza in grado di allertare per tempo in caso di necessità.

• Il drone nel pallone: nella partita disputata tra Serbia e Albania per la qualificazione agli Europei, un drone ha fatto capolino sopra lo stadio, portando in campo una protesta: sventolando la scritta “Kosovo autoctono” e la data della rivoluzione albanese del 1912, il quadricottero ha creato grande scompiglio tra i giocatori delle due squadre, tanto da far scoppiare una rissa e far sospendere la partita.

• Anche il drone ha il suo tallone di Achille, anzi due: la questione della privacy e quella della sicurezza. Si stanno infatti ancora vagliando soluzioni per alcuni aspetti spinosi riguardanti la privacy (il drone riprende tutto, senza censura, e potrebbe anche registrare situazioni scomode che violano la privacy del singolo individuo) e la sicurezza, soprattutto in zone di guerra (gli attacchi con i droni militari hanno di recente portato vittime “per errore”), ma anche nella vita di ogni giorno… Se i droni diverranno così comuni in cielo alla stregua di uccellini robotici, chi potrà garantire l’incolumità delle nostre teste sulla terraferma?

• Potevano forse mancare meme di ogni genere sul drone? Certo che no e ce ne sono per tutti i gusti: da quelli sarcastici su Obama e i drone strikes, a quelli ironici sul Prime Air di Amazon, fino alle rivisitazioni di film storici o all’immancabile gattino che – ovviamente – viene sottoposto alla tortura mediatica di fare del suo stesso corpo un drone volante…

Serena Vanzaghi

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About the author

Serena Vanzaghi

Serena nasce a Milano nel 1984. Dopo gli studi in storia dell'arte, frequenta un biennio specialistico incentrato sulla promozione e l'organizzazione per l'arte contemporanea. Dal 2011 si occupa di comunicazione e progettazione in ambito artistico e culturale.

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