MEME PILLS

Il cronista che preferiva la matita…

Sui quotidiani la cronaca non si fa solo a parole: molte, moltissime vignette infatti accompagnano i fatti del giorno, con quel gusto, tra il serio e il satirico, che rende la realtà un po’ meno greve. Luciano Francesconi – il vignettista che la Triennale di Milano celebra in questi giorni con una mostra che ripercorre la sua lunghissima carriera al Corriere della Sera – è uno tra gli esempi più alti di questo modo di raccontare la cronaca.

Luciano-FrancesconiAveva sempre una matita e un foglietto di carta a portata di mano, Luciano Francesconi. Se li teneva anche sul comodino, così, appena sveglio, poteva disegnare quello che aveva sognato. Poi, ogni giorno, verso sera, puntualissimo e sempre elegante – “Bisogna essere impaginati bene” diceva – andava alla redazione del Corriere della Sera e si metteva al lavoro sulla vignetta del giorno. Odiava ripetersi: “Ci vuole sempre un’idea nuova”, era la sua regola. Ce l’aveva portato Dino Buzzati, al Corriere, e là è rimasto per quasi cinquant’anni, dal 1965 al 2011. Poi, un giorno di novembre, si è sparato un colpo di pistola. Non sopportava più la malattia che l’aveva colpito. Oggi ci restano le sue vignette, spiritose, surreali, precise, un po’ malinconiche. Come lui.

Stefano Ferrari

About the author

Stefano Ferrari

E' laureato in Scienze dei Beni Culturali (Università degli Studi di Milano). Nel 2008 ha conseguito il master in Art Management presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Ha collaborato con la Fondazione Mazzotta, il mensile "Arte" (Ed. Giorgio Mondadori) e con Baldini Castoldi Dalai editore per i siti Sullarte.it e Myword.it. Attualmente lavora come collaboratore per Darsmagazine.it e per "La Settimana Enigmistica".

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