Cinema e Teatro

I SOLITI giovani IGNOTI | Dove va il cinema dei giovani

La Libera Università del Cinema segna un altro grandissimo successo nel panorama della formazione cinematografica di eccellenza. Una bellissima serata, quella dello scorso 26 Ottobre dedicata agli allievi della L.U.C.: ospiti illustri e appassionati, il teatro Palladium di Roma gremito, corti notevolissimi per varietà, struttura e realizzazione.

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Allievi bravissimi dunque quest’anno e un grande lavoro di squadra. È dal 1983 che l’accreditata struttura fondata da Sofia Scandurra lancia nel mondo del cinema registi di grande talento.
L’università del Cinema aprirà il 2016 siglando importanti accordi con produzioni accreditate nel panorama internazionale europeo e statunitense, per garantire un’offerta didattica all’insegna dell’innovazione e sostenere il mercato cinematografico giovanile dando agli studenti ottime opportunità di inserimento professionale.
All’avanguardia nei metodi e nei contenuti, la L.U.C. si attesta ancora una volta come punto di riferimento fondamentale nel panorama italiano per tutti coloro che vogliono entrare professionalmente nel mondo del cinema.
Tra gli ospiti della serata Marco Giusti, critico cinematografico e sagace penna di Dagospia, Enzo De Caro attore e scrittore appassionato, Walter Lippa interprete della seguitissima serie Gomorra, Vito Zagarrio regista e docente dell’Università degli Studi Roma Tre, Giulio Casini, esperto in comunicazione, e ancora attori, docenti, giornalisti e interpreti a sostegno del cinema giovanile italiano e del cortometraggio.

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Tutto quello che appare può essere trattato con il linguaggio delle immagini.
Questo non significa che tutto quello che appare sia di per sé interessante, né che tutto quanto è di interesse sia “fotogenico”.
Le situazioni diventano interessanti laddove un autore sapiente riesca a comprendere il senso profondo di quello che accade e al contempo riconosca e faccia propri contenuti universali o stimolanti.
La sfida degli autori è gestire il mezzo visuale con competenza e professionalità, e mettere le proprie capacità a servizio della narrazione per renderla efficace.
Il mezzo visuale ha oggi differenti  applicazioni: cinema, documentario, giornalismo,  pubblicità, comunicazione di impresa e non solo, ma il fenomeno dell’immagine pervasiva è stato trainato dalla tecnologia, che ha sviluppato sistemi efficienti di produzione e di diffusione video-fotografica. I giovani, che sono dei nativi digitali e sono grandi consumatori di immagini, hanno in potenza grandissime capacità espressive e si muovono in questo settore come pesci nell’acqua.

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Il cortometraggio, che con difficoltà ha trovato in passato poco spazio nelle sale cinematografiche, oggi è il mezzo che possiede il vero tempo narrativo del web e ne gestisce il carattere. E’ un “taglio” sintetico, efficace, sorprendente, ma è anche il mezzo principale con il quale partecipare ai festival per essere proiettati in un ambiente internazionale.
La sfida diventa emozionare, catturare, sospendere ma senza superficialità. Essere sintetici, non banali. Mantenere alti i contenuti, a volte con leggerezza a volte con intensità, ma sempre e comunque trattare bene il pubblico e se stessi.
Aiutare il talento ad emergere, aiutare il coraggio a trovare strade, sostenere la passione e le idee nuove: questo è un importante obiettivo della formazione di qualità.

Il cinema per affermarsi oggi ha bisogno di risorse economiche ingenti. Le risorse derivano da un incontro tra domanda (di film) e offerta (autori). Per ripagarsi dei costi di produzione i film devono piacere ad un pubblico molto vasto.
Il cinema di nicchia infatti ha bisogno di finanziamenti “altri”.
In alcuni Paesi infatti il contributo alla cultura da parte dello stato o dei privati è molto sostenuto. L’industria cinematografica per identificare il proprio target oggi e non “bucare” il film, si avvale di mezzi statistici di grande rilievo, che monitorano i gusti delle persone attraverso i media e internet, per produrre film che “sicuramente venderanno”. Il film non è dunque prodotto solo di un’intuizione, ma si appoggia su studi di mercato molto approfonditi.
Questo non significa che non ci sia spazio per persone che non hanno mezzi così sofisticati. Tuttavia la formazione nel cinema deve essere continua, la competitività oggi è altissima, le scuole devono fornire solide basi e purtroppo c’è molta improvvisazione.

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Quali sono gli ingredienti per un film importante?
La storia. Non c’è niente da fare: non esiste cinema di rilievo se non c’è una storia che valga la pena raccontare e che il pubblico possa sentire come propria.
Il linguaggio. Una storia per essere raccontata ha bisogno di un linguaggio e il linguaggio va appreso.
Lo spirito di squadra. E’ una cosa su cui noi italiani hanno molto da apprendere. Il cinema è un lavoro di squadra che non si intende come la capacità di sfruttare gli altri, bensì l’attitudine ad unire le competenze, creare legami tra professionalità e rapporti di stima.

E le conoscenze?

Contano, contano molto. Ma la bravura conta tantissimo” afferma in chiusura Patrizia Genovesi, dicente di Fotografia, “Se hanno bisogno di voi vi cercano, se vi possono sostituire no. Dovete fare tutto, e anche bene, non tiratevi indietro quando c’è da lavorare, diventare indispensabili ed affidabili. L’inaffidabilità è una delle grandissime barriere per l’entrata della nuova generazione nel mondo del lavoro. Non state ad aspettare che qualcuno “vi dia il lavoro”, organizzatevi con passione impegno perché nulla vi è dovuto. Il mondo non aspetta le vostre idee a meno che non sappiate concentrarle in un’emozione, e questo è cinema.”

Sara Riga

About the author

Sara Riga

Da sempre appassionata di arte e cultura contemporanea, si è laureata alla facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze. Scrive, viaggia, legge, ascolta musica e tiene gli occhi ben aperti su tutto ciò che la circonda.