Interviste

I dolori della giovane libraia

Un blog ironico, curato da un’autrice che preferisce rimanere anonima perché dipendente di una catena di libreria, ma il cui intento è tutt’altro che mascherato: dichiarare guerra, a colpi di umorismo, a tutte quelle situazioni imbarazzanti in cui un libraio, che svolge il suo lavoro con amore, può trovarsi. Il tutto accompagnato da vignette, realizzate dalla stessa giovane libraia, per dare sfogo alle mille riflessioni che emergono quando si passano tante ore a vendere libri agli pseudo-lettori contemporanei. I dolori della giovane libraia prende così di mira i cosiddetti “lettori della domenica” che alle porte di Natale si riversano impazziti nelle librerie alla ricerca di quel je ne sais quoi da regalare e tante altre situazioni tipiche quanto divertenti che si vivono in libreria.

E… Una delle vignette è stata realizzata appositamente per MEMECULT!

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A noi puoi dirlo… Quali sono i libri che ti vergogni di vendere questo mese e perché?

Premetto che gli unici libri che mi vergogno di vendere sono quelli omofobi, razzisti e sessisti (si fanno tante scene per il “Mein Kampf”, ma in libreria ci sono cose, nascoste sotto titoli innocui, da far accapponare la pelle!). Questo mese nello specifico c’è la grande ondata di ritorno delle 50 sfumature di grigio, quindi è tutto un fiorire di riedizioni. Segnalo in particolare la doppia edizione della Sperling “177 sfumature per farla impazzire a letto” e “208 sfumature per farlo impazzire a letto”. A parte che non capisco perché lui abbia diritto a una trentina di sfumature in più, dietro ‘ste grandi manette pellicciose in copertina, ci sono dentro consigli che un ventenne medio ha già sperimentato in abbondanza.

Altro filone che mi inquieta un sacco – e che questo mese è rappresentato da “Stai con me in ogni respiro” di Jay McLean – è il sick lit. Da quando “Tutta colpa delle stelle” ha ricordato agli adolescenti che si rimane forever young e tragici solo morendo giovani, è tutto un fiorire di storie terribili di ragazzini afflitti da malattie tremende. Gli adolescenti hanno la tendenza al morboso, ok… Ma ora che non sono più gggiovane come loro, riesco a vedere l’assurdità della cosa (poi ehm, faccio coming out al riguardo e ammetto che, all’epoca, piansi tutte le mie lacrime su “Gridare amore dal centro del mondo”).

La situazione più assurda in cui ti sei trovata e qualche aneddoto particolare?

In realtà gli aneddoti assurdi in libreria, strafalcioni a parte, sono spesso legati a cose un po’ disgustose o a momenti particolarmente concitati. Perciò si va dalla ragazzina che pensò bene di vomitare su tutte le Moleskine, alle mandrie di ragazzine che accorse al concerto dei One Direction, riuscirono a domandare per un’intera infinita giornata se vendessimo le maschere di carta dei loro idoli. Ci sono però anche aneddoti belli. Ad esempio quando ti giri e vedi che c’è Vecchioni che ti sta chiedendo un libro. Oppure le presentazioni: puoi incontrare i i tuoi scrittori preferiti. Io una volta ho ammirato Umberto Eco religiosamente da lontano. Mi ero portata “Il nome della rosa” da fargli autografare, però mi è mancato il coraggio di importunarlo.

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Quali sono le cose che invece, in fondo in fondo, ti fanno ancora bensperare?

E’ assurdo, ma è il fatto che la gente legga. A meno che non ci siano persone indottrinate che leggono SOLO i libri che danno loro ragione, vanificando completamente la capacità dei libri di aprire la mente (ma sono una fetta piccolissima), leggere non può fare che bene a chiunque. Anche a quello che entra in libreria solo per comprare la biografia di Xavier Zanetti. Poi forse dal mio blog non si capisce, visto che il buono diverte sempre meno del folle, ma ci sono anche molti clienti gentili che ti ricordano perché volevi tanto fare questo mestiere.

Domanda forse scontata… Cosa ci consigli di leggere?

In generale io dico sempre: provate a leggere la saggistica. E’ tanto bistrattata perché si pensa sia noiosa, quando in realtà spesso è meglio di un romanzo giallo, come ad esempio “La guerra dei codici” di Stephen Budiansky (ed. Garzanti). Magari ora che le masse hanno scoperto Turing può piacere. Oppure le biografie di scrittori, come il bellissimo “Il talento di Miss Highsmith” di Andrew Wilson (ed. Alet), uno dei libri più belli che abbia mai letto. Di romanzi ne potrei consigliare a pacchi. In questi giorni sto rileggendo “La torcia” di Marion Zimmer Bradley una delle mie scrittrici preferite in assoluto. Di graphic novel consiglio caldamente “Fun home” di Alison Bechdel, una grande hit dell’anno scorso che è “E la chiamano estate” delle cugine Tamaki e, tra i grandi classici, ovviamente “V per vendetta” di Alan Moore e David Lloyd (ed. Lion), anche perché ha avuto una storia editoriale un po’ travagliata negli ultimi anni, merita di essere comprato.

Alessandra Petrelli

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About the author

Alessandra Petrelli

Giornalista pubblicista prestata da qualche anno come addetto stampa al mondo della comunicazione politica, si definisce "appassionatamente curiosa”. Web contributor per Memecult e per il blog della style coach Carla Gozzi, ha scritto anche per "L'Unità” e per l'edizione pratese de "Il Nuovo Corriere".

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