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HESTIA | La dimora, cinque artiste e una divinità

Nella mitologia greca Hestia è la divinità protettrice della casa e del focolare. Non è un caso quindi che la mostra collettiva curata da Maura Pozzati sia allestita all’interno di un’abitazione nel centro di Bologna, riconvertita a spazio espositivo. In mostra cinque artiste-donne: Paola Angelini, Valentina D’Accardi, Marina Gasparini, Sabrina Muzi, Anna Rossi.

Sabrina-Muzi-Hestia.-La-dimora-cinque-artiste-e-una-divinità,-allestimento-ph.-Andrea-Buccella

L’associazione abc, molto attiva nell’ambiente artistico bolognese, ha ormai abituato il pubblico all’allestimento di mostre in spazi e spositivi non convenzionali, ma mai come in questa occasione il nesso tra contenitore e contenuto appare evidente. Le cinque artiste presenti in esposizione sono chiamate a declinare l’intimità del tema domestico e a fornire un’interpretazione personale della casa come luogo architettonico denso di profondi significati simbolici. Ciò che accomuna le artiste è il punto di vista squisitamente femminile con cui reinterpretano la quotidianità dello spazio domestico: lo sguardo è convogliato verso i piccoli oggetti della vita di ogni giorno ai quali abitualmente non rivolgiamo le nostre attenzioni.

Marina-Gasparini 1-Hestia.-La-dimora-cinque-artiste-e-una-divinità,-allestimento-ph.-Andrea-Buccella

Il trittico di nature morte di Paola Angelini porta alla luce questo universo nascosto: le opere, realizzate dall’artista durante un soggiorno in Norvegia, rivelano la limpidezza della luce nordica, che sfuma i contorni dei fiori e degli oggetti che abitano la composizione. L’artista ripercorre i meccanismi della memoria umana, dove i ricordi si confondono e si mescolano, generando inedite associazioni temporali. Anche Anna Rossi con l’installazione Gli umori della famiglia R. riflette sulle associazioni mnemoniche che determinati oggetti evocano nell’individualità di ogni essere umano. L’ambiente è costellato di fazzoletti di ogni foggia e colore: un dettaglio apparentemente insignificante è in grado di evocare ricordi lontani nel tempo, dove gioia e dolore si fondono. Il fazzoletto diviene così il simbolo dell’amore e della protezione materna nei confronti dei figli, capace di asciugare le lacrime e mitigare ogni sofferenza. L’interesse per il portato simbolico racchiuso negli oggetti domestici emerge anche dall’installazione di Marina Gasparini.

Anna-Rossi - Hestia.-La-dimora-cinque-artiste-e-una-divinità,-allestimento-ph.-Andrea-Buccella

L’opera Walking words on four walls riproduce in scala reale gli ambienti interni di un’abitazione, dove ogni elemento è collegato a quello successivo da parole ricamate sulla tela. Il filo rosso che attraversa l’ambiente ricreato ricorda la ritualità dei gesti quotidiani, di cui spesso non abbiamo coscienza tanto sono radicati nelle nostre abitudini. La dimensione del tempo è sospesa: gli ambienti e gli oggetti dello spazio domestico generano un vortice temporale in cui tutto è destinato a ripetersi. Nell’immaginario collettivo l’arte della tessitura e del cucito rientra a pieno diritto all’interno della sfera femminile. Le fotografie in bianco e nero di Valentina D’Accardi ricordano la trama di un tessuto, al di là della quale è possibile individuare la presenza di una donna, spesso ritratta di fronte a una finestra. L’artista affida l’interpretazione dell’ambiente domestico a figure femminili senza tempo: la finestra filtra ciò che accade fuori dalla dimora, impedendo agli avvenimenti esterni di sconvolgere la quiete familiare. Le pareti della casa proteggono l’interiorità della donna, preservandola da ogni possibile turbamento emotivo.

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Anche la riflessione di Sabrina Muzi prende avvio dall’identificazione tra il contesto domestico e il focolare di Hestia, punto nevralgico delle attività materiali e spirituali della casa. Gli elementi del fuoco e del cerchio, connessi alla simbologia della divinità greca, ricordano all’artista la necessità di un’unione armonica con la terra. Gli autoritratti in bianco e nero rappresentano volti umani da cui germogliano semi e bacche, unendo indissolubilmente uomo e Natura. Le opere dell’artista danno vita a uno spazio magico, i cui rituali ricordano le offerte votive un tempo riservate alla dea Hestia. La rilettura del mito greco offerta dalle cinque artiste permette di riflettere sulla densità di simboli e di riferimenti culturali che anima le nostre abitazioni, ricordandoci il valore delle piccole cose.

Sara Ferrari

Bologna,  ABC, via Alessandrini 11, fino al 15.5.2015, a cura di Maura Pozzati

About the author

Sara Ferrari

Sara Ferrari vive e lavora a Modena. É laureata al corso magistrale in Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Università di Firenze. Collabora con diversi spazi espositivi curando gli eventi collaterali alle mostre e creando progetti di didattica museale.

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