Arte e Fotografia

“HELP the Ocean” al Foro Romano

Dallo scorso 9 giugno il Foro Romano ha aperto le porte all’installazione site-specific “HELP the Ocean” dell’artista Maria Cristina Finucci, un lavoro di arte sociale che ha coinvolto numerosi soggetti per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’inquinamento dei nostri mari.

Un appello al mondo, un grido d’allarme sullo stato del nostro pianeta: questo e molto altro è l’opera dell’artista Maria Cristina Finucci “HELP the Ocean”, visitabile presso i resti della Basilica Giulia fino al 29 di Luglio.

Il lavoro rientra all’interno del più ampio progetto Garbage State Patch, il secondo stato più grande della terra che, con i suoi 16 milioni di kmq, comprende i cinque più grandi conglomerati di plastica presenti negli oceani.  Fondato dall’artista nel 2013 e riconosciuto dall’UNESCO, lo Stato è stato presentato in numerose occasioni come la Biennale di Venezia, la fiera internazionale d’arte ARCO a Madrid, il Quartier Generale della Nazioni Unite a New York, la Conferenza sul clima COP 21 a Parigi, l’EXPO di Milano, e, più recentemente, presso l’area archeologica dell’isola di Mozia.

Dopo questi e altri pellegrinaggi, il Garbage State Patch fa la sua comparsa oggi nel Foro Romano, la culla della civiltà occidentale, uno dei luoghi più simbolici del mondo. Tra i resti della Roma antica è possibile osservare un’installazione composta da 76 elementi, dei gabbioni della ditta Maccaferri in rete metallica rivestiti da un ricamo di 6 milioni di tappi di plastica colorati, che formano le lettere della parola HELP.

I tappi sono stati tutti riciclati da persone attente all’ambiente che li hanno portati presso l’Università Roma 3, che li ha messi a sua volta a disposizione della Finucci.

Nel tour delle rovine dell’antichità l’ingente flusso di visitatori può scorgere dunque l’opera d’arte, che vuole porsi anch’essa come un ritrovamento archeologico, emblema della nostra era, ribattezzata dall’artista l ”età della plastica”.

Tuttavia, solo da una visione dall’alto si può notare la richiesta d’aiuto formata dalla costruzione, che di notte viene illuminata grazie al sostegno di ENEL X.

L’opera, nel suo rimarcare l’urgenza di un lavoro comune per salvare il nostro pianeta, pone in atto un proficuo dialogo fra passato e presente, come spiega Alfonsina Russo, Direttore del Parco archeologico del Colosseo:

“La nostra speranza è che l’area archeologica più importante e visitata in Italia possa coinvolgere il pubblico nazionale e internazionale sul significato fondante della memoria del passato, conservata nel DNA degli ambienti e dei paesaggi, sia quelli naturali, sia quelli plasmati dall’uomo; solo un uso corretto potrà garantire la conservazione del Pianeta e quindi potrà dare un futuro al nostro passato”.

L’iniziativa si è avvalsa inoltre del fondamentale sostegno della Fondazione Bracco, che condivide l’impegno della Finucci verso i temi della sensibilità ambientale e della sostenibilità e che supporta il lavoro dell’artista da lungo tempo. Come afferma la Presidente Diana Bracco “siamo orgogliosi di sostenere questo progetto di altissimo valore culturale e scientifico, un’installazione straordinaria che sensibilizza il grande pubblico in modo emozionante sul tema drammatico dell’inquinamento causato dai rifiuti plastici dispersi negli oceani”

Grazie agli sforzi profusi da così tanti attori diversi, l’opera della Finucci riesce a rendere visibile l’invisibile, mettendo in luce come l’unione possa fare la forza se si vuole proteggere ciò che ci sta più a cuore e dimostrando che l’arte può essere uno strumento di lettura privilegiato per comprendere la realtà globale nei suoi complessi e mutevoli aspetti.

Ginevra Ludovici

About the author

Ginevra Ludovici

Amante dell’arte, in ogni sua forma. Ha studiato Economia e Management dell’Arte alla Bocconi e Storia dell’Arte alla Ca’ Foscari. Dopo aver viaggiato in giro per il mondo, lavorando in diverse istituzioni culturali, si è fermata nuovamente in Italia, questa volta a Venezia. Curatrice e ricercatrice freelance, sempre alla ricerca di bellezza, dovunque essa sia.

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