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Helmut Newton: lo specchio del post-human

La rassegna fotografica che raccoglie le immagini di White Women, Sleepless Nights e Big Nudes, i primi tre libri di Helmut Newton (1920-2004) pubblicati alla fine degli anni ‘70, e curati dal fotografo, arrivono in Laguna, alla Casa dei Tre Oci, alla Giudecca, in una voyueristca mostra, curata dall’esperienza di Matthias Harder e Denis Curti.

Il corpo post-umano, robotico, altamente artificializzato, appare nelle oltre 200 immagini fotografiche di Helmut Newton esposte in mostra.

Post-Human, termine utilizzato ed ufficializzato da Jeffrey Deitch nel 1992 per l’omonima mostra ospitata al Castello di Rivoli, sembra apparire risolutivo per proiettare il fruitore ad un’analisi sul corpo femminile nel repertorio iconologico prediletto da Helmut Newton.
La corporalità Helmutiana, dai canoni e principi ellenistici, apparsa nella celeberrima serie ‘Big Nudes’ (1981), si condensa, aumentando di volume con una nuova ‘vestizione-denudamento’ del corpo umano.
Ed è il genere – inteso come ‘immagine oggettuale associata alla società’ – che diventa con Newton una effige sociale sulla ‘post-woman‘, su un nuovo tipo di donna da proporre all’opinione pubblica degli anni ’80.
Accade infatti che indipendente dal soggetto spesso ritratto della ‘donna trionfante dal ruolo misogino‘, il fotografo riesca ad attribuirle il ‘principio demagogico del potere‘. Il potere della volontà di espressione, il potere di sentirsi libera di essere diversa, con disinvoltura e, sopratutto, normalità.

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Uno specchio rovesciato quello di Newton che ci presenta l’ipotetica realtà dello sfogo in ‘giochi di ruolo’: erotici, sensuali, spinti, mascherati, etc.
La condizione storica e sociale negli anni Ottanta vide, infatti, l’affermazione della donna nella politica e nei comics. Nel primo caso un esempio venne rappresentato da Margaret Thatcher, soprannominata non casualmente la Lady di ferro, alla guida del Parlamento Britannico dal 1979 al 1990. Per il genere comics, invece, una testimonianza ci può essere data con l’uscita di CatWoman (1940) ad opera di Bob Kane e Bill Finger.

 

Quest’ultimo esempio, secondo il mio punto di vista, rievoca l’abbigliamento newtoniano con gli accessori fetish e sadomaso che adornano le ‘fanciulle svezzate’ dall’obiettivo fotografico: modelle dal volto freddo e glaciale per una una vita da consumare in una post-umanità.
Newton mostra la donna come una rivisitazione della amazzone: guerriera, condottiera, dominatrice indiscussa della scena e delle sceneggiature visive che riesce a comporre ambientandole in hotel, grattacieli, parchi, ed aprendo ad un confronto tra l’esibizionismo pubblico (autside) e quello di tipo domestico (inside).
L’iconografia ed soggetto di una donna sverginante, assume una corrispondenza con il processo fotografico del ritratto: oggetto/soggetto enunciante.
Un esempio è rappresentato dalla fotografia del 1970 che Newton ebbe modo di scattare a Paloma Picasso e al suo cane Martha: un interessante parallelismo che – con la fotografia di Lola Álvarez Bravo, ritraente Frida Kahlo con il suo cane (ca 1940) – può essere associato ad una ‘vestizione per un abbigliamento contemporaneo e post-umano’, (come ne dà testimonianza la capigliatura presente in entrambe le fotografie).

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Carne e pelle come nutrimento nell’esteriorità del corpo?

Per concludere riscontriamo come nel repertorio Newtoniano coesistono alcuni citazionismi pittorici. L’alimento, il cibo, l’azione del mangiare, sembrano apparire come un ritratto schermato: una nuova ‘natura morta post-umanizzata‘: Andy Warhol, Minestra in scatola Campbell I, (1968); Francis Bacon, Figure with meat (1954).

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About the author

Gabriele Romeo

Gabriele Romeo (storico, critico d'arte e curatore) nasce a Palermo nel 1983. Dal 2007 vive e lavora a Venezia. Dopo aver conseguito la laurea al DAMS di Palermo si specializza in storia dell'arte contemporanea all'Università di Bologna. Nel 2014 frequenta il corso per curatori presso la Fondazione Fotografia di Modena. Collabora a diversi progetti curatoriali e storico-artistici in Italia e all'Estero. Tvhost at Sky 918.

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