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Helena Perez Garcìa | Le donne disconnesse in 5 illustrazioni

L’artista londinese (di adozione) Helena Perez Garcìa le definisce con molta semplicità disconnected women, anche se chiunque abbia provato almeno una volta un vago senso di distacco dalla realtà, sa bene che si tratta di una condizione (fortunatamente, spesso, momentanea) che può attraversare i momenti della giornate sia di uomini che di donne. Con alcune didascalie semi-serie proviamo a scoprire cosa ha voluto comunicarci Helena Perez Garcìa. E coi, con il vostro umore, vi riconoscete in nessuna di queste illustrazioni?

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1. La spensieratezza tipica dell’immediata post-adolescenza ci portava spesso a dire “ma dove ho la testa?”. Con la cosiddetta età adulta si pone il dilemma contrario: la testa dovrebbe stare ben salda sulle spalle ma non è facile. E allora si cambiano registri, si cambia idea, si mostra la nostra faccia migliore a seconda delle situazioni. Una credenza con “teste” adatte ad ogni occasione è quel che ci vuole.

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2. L’approccio al training autogeno elaborato dallo psicologo Johannes Heinrich Schultz, prevede che a un certo punto ci si interroghi su quali sono gli oggetti ai quali si accosterebbero le nostre gambe, le nostre braccia e il nostro busto. Un esercizio di percezione dai risultati esilaranti: chi immagina di avere molle al posto delle gambe, chi gambi di sedano al posto delle braccia, chi un motore da formula 1 nello stomaco. “E’ così difficile percepirsi interi?”, sembra chiedere questa illustrazione.

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3. Ci hanno sempre ripetuto che il subconscio domina i nostri sogni e rappresenta, specialmente in certi tipi ti psicoterapia, lo specchio di ciò che con la ragione riusciamo a tenere a bada. Bene, questa illustrazione non è nient’altro che questo.

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4. “Ero così stanca che non son riuscita a chiudere occhio” è un must nella sagra dei luoghi comuni A noi piace immaginare invece che, a margine di una giornata particolarmente difficile, la nostra testa fatichi a riposarsi perché al suo interno accade più o meno questo.

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5. Queste potreste essere voi quando cadete in un tombino e carcate di dissimulare, con espressione indifferente, la figuraccia. Ma per restare seri, immaginiamo di sentirci così quando una situazione ci delude. Maglia colorata, pavimento di un bel rosa, ma intorno domina il grigiore? Ecco che ci chiudiamo nel nostro mondo, nella nostra tana.

 

About the author

Alessandra Petrelli

Giornalista pubblicista prestata da qualche anno come addetto stampa al mondo della comunicazione politica, si definisce "appassionatamente curiosa”. Web contributor per Memecult e per il blog della style coach Carla Gozzi, ha scritto anche per "L'Unità” e per l'edizione pratese de "Il Nuovo Corriere".