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Gonzaga Digitali | La moda e gli “influencer” nel ‘500

Influencer, stylist e buyer – figure del mondo della moda assurte ormai a vere e proprie celebrità dei nostri giorni – esistevano già nel Cinquecento, ai tempi dei Gonzaga. A dirlo sono ricercatori, massimi esperti di storia del costume, di alcune delle più importanti università italiane che venerdì 23 e sabato 24 novembre 2018 si riuniranno presso l’Archivio di Stato di Mantova per la quinta edizione de I Gonzaga digitali, dedicata al tema della moda.

In occasione del convegno, venerdì 23 novembre alle ore 16, il pubblico potrà inoltre visitare gratuitamente le sale di Palazzo Ducale per analizzare, con i relatori, l’abbigliamento dei ritratti di corte tra cui spiccano la pala della Santissima Trinità di Pietro Paolo Rubens, il ritratto di Vincenzo II Gonzaga di Suttermans e il ritratto di Eleonora Gonzaga di Lucrina Fetti.

Le due giornate di studi, curate da Marco Carlo Belfanti (Università degli Studi di Brescia) e Daniela Sogliani (Fondazione Palazzo Te), raccolgono gli esiti di una proficua attività di ricerca condotta sui carteggi, i registri e gli inventari conservati presso l’Archivio di Stato, documenti tutti digitalizzati e ormai liberamente accessibili grazie al portale Banche Dati Gonzaga (banchedatigonzaga.centropalazzote.it/portale/).

Tessuti e accessori, intermediari (quelli che oggi chiameremmo buyer), artigiani (sarti, ricamatori), luoghi e occasioni sono state le parole chiave che hanno permesso agli studiosi di scoprire che le dinamiche di acquisto e consumo di prodotti di lusso, della moda e del costume della corte Gonzaga sono più attuali che mai.

Spicca così il ruolo di Isabella d’Este come influencer ante litteram che impone il proprio gusto in fatto di moda diffondendo a corte bambole abbigliate con i vestiti da lei creati, sostenendo fabbriche di tessuti preziosi, effettuando acquisti importanti presso i migliori artigiani d’Italia e d’Europa.

Dalla corrispondenza della famiglia Gonzaga emerge anche il ruolo del mediatore, garante della buona riuscita delle vesti, conoscitore di tutte le novità presenti sul mercato e primo interprete dei gusti del committente. A lui spettava il compito di prendere accordi diretti con gli artigiani, valutare i modelli, scegliere i tessuti: una figura a cavallo tra il personal shopper e lo stylist.

Emerge con forza, inoltre, la posizione di preminenza degli artigiani italiani cui i Gonzaga si indirizzano per creare un’immagine di corte splendida. Sono Milano, Venezia, Roma, Firenze i centri di produzione del lusso e prediletti per l’acquisto di accessori in pelle, maglie in seta e oro, gioielli, tessuti preziosi, cappelli di paglia, tappezzerie ricamate e molto altro ancora.

Il percorso si snoda nella Corte Vecchia e include la Sala dei Principi o del Pisanello (dove sono presenti dame abbigliate secondo la moda di inizio Quattrocento), la Sala dei Papi, le due salette dell’Alcova, la Galleria Nuova da cui si accede alla Domus Nova. Da qui si giunge all’Appartamento di Guglielmo Gonzaga, composto dalla Sala dello Zodiaco, dal Refettorio o Sala dei Fiumi – che si affaccia sullo spettacolare Giardino Pensile – e dall’Appartamento degli Arazzi, trasformato nel Settecento per ospitare i nove arazzi tessuti su cartoni di Raffaello. Per partecipare è necessario prenotare, entro il 20 novembre, all’indirizzo:
banchedatigonzaga@fondazionepalazzote.it

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